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Certe volte leggo dei post così belli, in giro per i blog.

Certe volte leggo cose che non capisco.

Magari la sera, quando dopo avere letto la storia al piccoletto, mi butto sul divano, col mac sulle ginocchia e tento di scrivere qualcosa e leggo quello che hanno scritto altri.  Leggo di Andy Kauffman, di Randy Paush, vedo postate foto bellissime, ricette perfette, manufatti per bambini originali e divertenti…..

A me a volte si chiudono gli occhi e rimango sul pensiero della gabbianella che appena nata scambia Zorba per sua mamma, o di Cicoria che mi mordicchia un braccio perchè vuole uscire, o sulla difficoltà di continuare a lavorare anche il sabato e la domenica quando il piccoletto è con me.

E mi sento un poco out.

Ho avuto modo in questi ultimi giorni di fare una serie di serie considerazioni sul “mondo blog”.

C’è chi scrive per il piacere della scrittura, chi lo fa per dimostrare a se stesso che in fondo lo può fare, c’è chi cerca una propria identità, chi se ne vuole creare un’altra. C’è chi trova sfogo alle proprie frustrazioni e chi riesce a risolvere problemi esistenziali o anche, perché no, contingenti.

E’ tutto lecito, creare pagine con storie fantastiche e fantasiose, o riportare fatti personali, vicende realmente vissute. Chi decide di metterci la faccia e chi invece usa dei nickname hanno esattamente le stesse ragioni, decidere di se e di quello che si pubblica.

Quello che non è lecito, anzi è veramente odioso ed esecrabile, è usare questo strumento per mettere alla gogna o al rogo qualcuno.

Qualunque cosa ci accada nella vita, anche le cose più dolorose, i tradimenti più umilianti, o gli abbandoni più spiazzanti, dovrebbe essere preso ed esaminato partendo dal se. E’ chiaro che chi soffre è arrabbiato. A volte molto, molto arrabbiato. Incazzato nero direi.

E’ chiaro che a volte si ha ragione. Molta ragione. Ragione da vendere.

Ma non serve a niente. Avere ragione non serve. Serve imparare da ciò che ci accade. Serve ragionare e metabolizzare e vivere fino in fondo ciò che ci accade e cercare di crescerci dentro.

Quindi, a meno di non avere subito violenze passibili di denunce penali, o atti comunque sanzionabili dal codice civile, poco o niente serve smerdare pubblicamente chi ci ha fatto un torto, o presunto tale.

Ripeto ci sono comportamenti che possono e devono essere denunciati alle autorità competenti. Ma la gogna o il rogo sono pratiche antiche che oramai fanno rabbrividire al solo ricordo. Riferire fatti intimi, privati può essere anche uno sport propedeutico alla pubblicazione di un “volevo i pantaloni” o “cento colpi di spazzola”. Ma quando questo coinvolge altre persone bisognerebbe prima “sciacquarsi la bocca” . Pubblicare veri o presunti messaggi privati è poi l’ultimo degli abissi di una mancanza di amor proprio che fa dubitare di qualunque altra cosa mai pubblicata prima.

E agli starnazzanti avvoltoi che becchettano saltellanti intorno al cadavere di turno, voglio ricordare un detto popolare che dall’alto dei miei 50 posso dire spesso si rivela corretto: chi di spada ferisce, di spada perisce.

Questa è la mia opinione. Può non essere condivisa ma tant’è. E siccome, come ha ricordato simpaticamente @pennabianca, questa è casa mia, prego chiunque voglia farlo di esimersi da commenti che non siano di natura generale e/o filosofica. Qualunque altro scritto che menzioni fatti o persone diverse dall’autore verranno cancellati.

Oggi grazie a @masticone ho avuto una nomination.

Mia sorella sostiene che io abbia delle chiare tendenze autistiche. Questo è forse in parte vero. Nel senso che in vari momenti della vita ho tirato su la scaletta e mi sono attrespolata sulla mia piccola piattaforma ad ascoltare longplay, o leggere libri, o leccarmi ferite, o allattare figli. O un po’ di tutto questo insieme. Per uscire da questi stadi di isolamento, che peraltro mantengo sempre un poco cari dentro di me, ho sperimentato vari metodi. Uno di questi è stato fare teatro, nel senso di recitare. Grande balsamo dell’anima, durato il giusto e lasciato per continuare a fare teatro ma da un’altra posizione. Poi la pratica buddista, l’unico  veicolo per la serenità, che continua ad essere il vero sostegno della mia vita. Poi nell’ultima fase di grande tentazione autistica, non volendo lasciare sul terreno ulteriori brandelli di cuore, fegato, occhi, cervello, ho iniziato a scrivere questo blog.

Tutto sto’ preambolo per dire che ho avuto un input ben preciso nell’iniziare a scrivere, e non era certo quello di a) pensare di saper scrivere b) che fosse utile o necessario un altro blog c) che sarei stata delusa se nessuno avesse avuto interesse a leggere ciò che scrivevo. Quindi mi ritengo estremamente gratificata dalla gentile menzione di @masticone, e, avendo un’altissima opinione sulla sua capacità di scrittore e della sua intelligenza, doppiamente lusingata.

La cosa che però non capisco è il senso del marchio di qualità: Blog Affidabile. Ho capito che è un marchio di qualità nato per blog tematici, dove cioè si pubblicano articoli su un certo tema, tipo… non so … coltivare un orto in terrazza…, e a quel punto viene premiata la credibilità e la serietà con cui quel tema lì viene affrontato. Ma nel caso di Blog non tematici, random, o alla cazzo per dirla in parole povere, come il mio. Dove scrivo di qualunque cosa mi passi per la testa o per l’utero. Dove non mi interessa un fico di fare audience o cultura. Dove l’unico mio pensiero è di riuscire ad esprimere ciò che mi ruzzica nell’anima, a buttare fuori tutta la maledetta creatività in cattività, ad espellere sotto forma di lettere organizzate in parole emozioni che altrimenti si ingroppano in gola. In un blog del genere cosa c’entra il marchio di Affidabilità?

Eppoi non è giusto secondo me che venga affibbiato solo dietro una unica segnalazione. Dovrebbero essere dieci, venti nomination almeno ad indicare che un certo blog è seguito e funziona e attira ed è affidabile (?). Domanda inutile. non ha avuto risposta Masticone, figuriamoci  io.

Detto ciò, sempre per seguire le orme del maestro, non posso esimermi dal dare le mie cinque nomination. E quindi, purtroppo, le darò. E per purtroppo intendo dire che mi sembra un po’ una catena di s.antonio. Ma me la sono beccata io e ve la beccate pure voi.

Quindi la prima nomination va per forza al blogger che mi ha sostenuto per mesi, con il suo commento che era l’unico commento che ricevevo, e mi ha dato l’input per continuare a credere che a qualcuno importasse di me: aquilanonvedente.wordpress.com

La seconda mi parte dalla pancia. E’ una giovane blogger. Mi riconosco in un suo dolore, in certi momenti di disperazione. Riconosco il senso di ansia e angoscia che assale la mattina appena sveglie, e non smette mai, neanche quando apparentemente ridiamo. La riconosco e però lei sa come descriverlo, e bene. Sa come raccontarlo mentre io l’ho raccontato  a me stessa, per anni, inutilmente. Lei è: piopiocipciripxxxyyyzzz.wordpress.com

Il terzo blog che devo citare è proprio per affetto, perché sotto la scorza Hitech dell’Ing. batte un cuore bellissimo:wishakamax.wordpress.com. Anche perché è il coach più bravo che possiate incontrare. Che si tratti di questioni tecniche o di tecniche per  questioni varie (tipo smettere di fumare – piessse wish sto al quarto giorno senza nicotina e senza dopparmi, vediamo se duro).

Un gustoso blog che ho scoperto quasi per caso e che mi ha preso troppo, perché lo trovo geniale e simpatico, e veramente bravo è: leortola.wordpress.com, che oltre ad essere un blogger è specialmente un disegnatore di comics.

Eppoi, ultimo ma non ultimo, un lupo solitario, poetico e intelligente, mai banale e sempre curioso: luporenna in latana.wordpress.com.

Detto ciò credo di aver adempiuto al mio compito, di aver passato il testimone.

Dimenticavo. Tutte le istruzioni su come gestire questa nomination le trovate su http://www.gliaffidabili.it/a/altro/il-premio-il-blog-affidabile

Quando scrivi un articolo, un racconto, un pezzo qualsiasi lascia correre almeno due giorni prima di spedirlo. Ricordati che niente ti avvilisce di più e ti toglie il gusto di scrivere come veder stampata una cosa inesatta, che con un minimo di pazienza, senza fretta, avresti potuto rendere migliore o almeno leggibile. Ricordati, ma tu lo sai bene, che un racconto cattivo annulla dieci racconti buoni e che la memoria del lettore malizioso torna più volentieri sulle prove mediocri o cattive, che sulle buone. Queste gli sembrano indispensabili, non ne fa gran merito allo scrittore, ma quelle lo accontentano nel suo bisogno di distruzione.

Ennio Flaiano 4 novembre 1958 – da Diario degli errori

Scrivere è un mestiere difficile.

Ecco  delle innovative ed interessanti lezioni di scrittura offerte da Snoopy.

“Innanzitutto bisogna avere chiaro un tema.

Poi trovare un buon inizio

L’importante è poi riuscire a continuare

senza mai diventare banali.

Fondamentali sono dei buoni dialoghi.

A volte può essere di aiuto ispirarsi alle proprie esperienze, ma può essere anche un’arma a doppio taglio.

Attenzione a non far crollare l’attenzione del lettore!

Un buon escamotage sono le storie d’amore,

magari utilizzando un po’ di ironia,

o anche una  graffiante ironia.

In alcuni momenti ci si potrà trovare a corto di parole,

a volte con un blocco dello scrittore

Alla fine della prima stesura dovrete avere il coraggio  fare una piccola, piccola revisione,

ma finalmente arriverete in fondo e dovrete solo pensare all’aspetto che avrà il vostro libro.

Ora non resta che proporre il capolavoro ad un editore ed aspettare la risposta.

Ma non sarà semplice, non scoraggiatevi al primo rifiuto

e magari neanche al secondo.

Insomma scrivere è un mestiere difficile sappiatelo.

Buon lavoro.”

Snoopy.

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