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E’ inevitabile.

La lingua che parlano gli uomini e quella che parlano le donne ha bisogno di un costante aggiornamento nella traduzione. Se un uomo dice: vorrei un figlio da te, lo dice per darti l’idea di quanto è generoso nei tuoi confronti. Potrebbe spargere il suo seme ovunque e lo fa, ma stavolta  ha deciso di donarlo a te!. Per una donna il significato è invece diverso. Pensa, crede, di capire che per avere un figlio lui abbia proprio deciso di aspettare di incontrare lei. Differenze sottili ma importanti.

Quando una donna dice ad un uomo: per me sei importante, intende proprio importante come l’unico di cui le importa. Un uomo pare possa dire a donne diverse che per lui sono importanti, attribuendo ad ognuna un’importanza diversa in un diverso ambito.

La perdita di contatto per problemi di traduzione è uno dei fattori scatenanti di crisi nelle coppie. Ora mi viene solo un dubbio. E’ veramente che parliamo due lingue, o ci state coglionando?

lost in traslation

Cosa c’è di peggio di una giornata ininterrotta di pioggia?

Una giornata ininterrotta  di pioggia con raffiche di vento che strappano via l’ombrello.

E cosa c’è di peggio di una giornata ininterrotta di pioggia  con raffiche di vento che strappano via l’ombrello?

Avere una cagnetta che deve fare i suoi bisogni e che non esce di casa con la pioggia. E specialmente con una pioggia ininterrotta con raffiche di vento che strappano via l’ombrello.

Piove sui giusti e sugli iniqui.
E cosa c’entriamo noi nel mezzo?

Non so se nelle altre parti d’Italia è così, ma a Roma oramai sono tutti pazzi per Halloween. Neanche a dirlo che ai miei tempi non era festa conosciuta.

Anzi per la verità la conoscevo tramite le strisce di Peanuts. Charlie Brown nell’orto in mezzo alle zucche in attesa del Grande Cocomero. Io tutti gli anni compravo il diario di Linus ovviamente. Quando andavo a scuola. Per essere sincera anche quest’anno ho un’agenda di Linus. Una moleskine ma con la copertina con il bambino dalla testa rotonda e Snoopy. Non si finisce mai di crescere. Per la verità è stata un po’ masticata da Cicoria. Avrà avuto i suoi motivi. Oramai siamo troppo in sintonia.

Ma sto divagando e non è bene, torniamo a noi.

Qualche anno fa, parecchi oramai, quando la ventunenne era ancora piccina, (stasera m’è presa con le subordinate, abbiate pazienza) si sentiva parlare di Halloween solo perché nel quartiere abitano molti americani. Era una ricorrenza tutta loro, che però anche i nostri figli, italiani, avrebbero amato festeggiare.

Ad un certo punto, non so più quando, la Festa ha preso piede. I locali hanno incominciato a decorarsi di zucche e ragnatele. Gruppi di ggggiovani  hanno iniziato a mascherarsi. E non c’è stato più freno. Ormai si inizia dal 15 ottobre a vedere in giro inviti a forma di zucca e il piccoletto da un paio d’anni ha avuto la sua maschera ed è voluto andare in giro a fare dolcetto o scherzetto. Quest’anno sarà vestito da Morte. Maschera ancora tutta da studiare.

Da parte mia lo trovo divertente anche se totalmente assurdo. Mi diverte scavare la zucca e metterla alla  finestra con la candela accesa per spaventare gli spiriti. Ma mi fa orrore tutto il commercio e il merchandising di contorno. Che si confonde con l’inizio di quello natalizio che di anno in anno anticipa sempre di più i tempi. Al momento nei grandi magazzini si confondono zucche e palline per la decorazione dell’albero. E’ proprio il caso di dire che non c’è più religione.

Per rimanere nei luoghi comuni non c’è neanche più la mezza stagione. Oggi sono passata direttamente dalle maniche corte alla sciarpa.

Ok metto fine a questo sciagurato post. Solo un’ultima considerazione. Nel caso i Maya fossero all’ascolto. Non ve la aspettavate una confusione simile, eh?

Scrivere è un mestiere difficile.

Ecco  delle innovative ed interessanti lezioni di scrittura offerte da Snoopy.

“Innanzitutto bisogna avere chiaro un tema.

Poi trovare un buon inizio

L’importante è poi riuscire a continuare

senza mai diventare banali.

Fondamentali sono dei buoni dialoghi.

A volte può essere di aiuto ispirarsi alle proprie esperienze, ma può essere anche un’arma a doppio taglio.

Attenzione a non far crollare l’attenzione del lettore!

Un buon escamotage sono le storie d’amore,

magari utilizzando un po’ di ironia,

o anche una  graffiante ironia.

In alcuni momenti ci si potrà trovare a corto di parole,

a volte con un blocco dello scrittore

Alla fine della prima stesura dovrete avere il coraggio  fare una piccola, piccola revisione,

ma finalmente arriverete in fondo e dovrete solo pensare all’aspetto che avrà il vostro libro.

Ora non resta che proporre il capolavoro ad un editore ed aspettare la risposta.

Ma non sarà semplice, non scoraggiatevi al primo rifiuto

e magari neanche al secondo.

Insomma scrivere è un mestiere difficile sappiatelo.

Buon lavoro.”

Snoopy.

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