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Archivio mensile:novembre 2012

Giorni fa, leggendo giornali online, mi è caduto l’occhio su questo titolo

Sesso, cade il mito della durata: meglio una buona sveltina

La testata era Il Messaggero. Ora direte: èh … grazie al c… che ti ci è caduto l’occhio! Vorrei vedere!

Certo il tema è di quelli evergreen, Eppoi sarebbe veramente la rivincita dei precox, con grande smacco delle signore che si sono date da fare per anni per spiegare ai loro frettolosi maschioni  che con un minimo di preliminari si sarebbero divertiti di più anche loro.

Comunque vuoi o non vuoi mi sono fermata a leggere l’articolo:

(mi sono permessa di sottolineare le frasi che mi sono sembrate più significative dal punto di vista scientifico o giornalistico)

ROMA – Un’indagine sulle maratone amorose boccia luoghi comuni e riabilita la «sveltina»,simbolo, finora, di prestazione modesta. Chi lo dice che un rapporto tirato alle lunghe sia per forza migliore di uno più breve?La qualità dell’amore non si misura a metraggio. E in barba alla cultura popolare che crea idee e aspettative irrealistiche su quanto ci si potrebbe intrattenere con il partner per essere soddisfatte, un’intera notte di sesso è pura fantasia che, tradotta in pratica, non dà i risultati sperati. A meno che non si parli della fase dell’innamoramento dove, passare un giorno intero a letto, è del tutto normale che per divertirsi sotto le lenzuola bastino 10 minuti. Il resto è noia.(qui ci voleva la sottolineatura doppia, ma non è disponibile)  Lo dice un sondaggio americano che stupisce: il rapporto sessuale perfetto non supera i 13 minuti, preliminari esclusi.(ah be!)  Dopo, la soglia di attenzione cala e il cervello comincia a pensare ad altro. Secondo la ricerca, tre minuti sono pochi, cinque adeguati, otto auspicabili e 13 eccessivi. Questo cronometro alla mano. Ma quanto «deve» o «non deve» durare il rapporto sessuale lo decide la coppia. Quando, entrambe i partner sono soddisfatti. Perché «fare l’amore non è una gara, ma un momento di fusione tra due corpi», ha dichiarato su Viversani & Belli la sessuologa Chiara Simonelli.

Capisco che ho esagerato con le sottolineature, ma data l’importanza dello scoop scientifico, ci voleva. Se ho capito bene il senso è che non c’è una regola (!) che è la coppia che decide quanto gli piace che duri (!) e che entrambi i partners dovrebbe uscirne soddisfatti (!!).

La cosa che mi conforta è la considerazione finale della sessuologa. Sono ora veramente più rilassata perché le competizioni mi mettono abbastanza ansia e difatti non mi trovavo a mio agio con quel colpo di pistola sparato a tradimento appena sotto le lenzuola. E specialmente perché la sessuologa non è mica FraCavolo da Velletri….

Chiara Simonelli

Psicologa Psicoterapeuta e SessuologaTitolare nel 1993 del primo insegnamento di Psicologia e psicopatologia del comportamento sessuale presso la Facoltà di Psicologia dell’Università “Sapienza” di Roma, attualmente sono Professore associato della medesima Facoltà con le seguenti cattedre:- Psicologia dello Sviluppo Sessuale- Psicologia e Psicopatologia dello Sviluppo Sessuale

– Psicologia dell’Educazione e della Formazione alla Sessualità

– Fattori di Rischio e Protezione nell’Arco di Vita

Nei diversi anni di insegnamento nell’Università ho contribuito a diffondere la conoscenza scientifica della sessuologia attraverso la pubblicazione di diversi manuali sulla sessuologia clinica e sulla sessualità nell’arco di vita, e coordinando diversi progetti di ricerca in collaborazione con la Comunità Europea, l’Istituto Superiore di Sanità, il Ministero della Salute, la Provincia di Roma e la Regione Lazio.

Membro fondatore dell’Istituto di Sessuologia Clinica, della Società Italiana di Sessuologia Scientifica e dela Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica, sono attualmente coordinatore Scientifico della Scuola di Formazione in Sessuologia Clinica dell’Istituto di Sessuologia Clinica di Roma e Presidente della European Federation of Sexology.

Ho collaborato e collaboro come membro attivo con diverse associazioni e società scientifiche italiane e internazionali tra le quali:
Topical Committee on Comprehensive Diagnosis per l’Educational Program on Sexual
Health della WPA
Advisory Board della World Association for Sexology
Executive Committee EFS (European Federation of Sexology)
International Academy of Sex Research
Gruppo di lavoro per la predisposizione di linee-guida per la menopausa promosso dall’ASSR (Agenzia per i Servizi Sanitari Regionali).
Commissione Salute Donna del Ministero della Salute
International Scientific Committee of World Sexology Congress (Montreal 2005)
Comitato scientifico della Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica
Committee on Psychological and Interpersonal Dimensions of Sexual Function and Dysfunction dell’ICUD e ISSM

Quindi care Signore e cari Signori, vedete voi.

Oggi grazie a @masticone ho avuto una nomination.

Mia sorella sostiene che io abbia delle chiare tendenze autistiche. Questo è forse in parte vero. Nel senso che in vari momenti della vita ho tirato su la scaletta e mi sono attrespolata sulla mia piccola piattaforma ad ascoltare longplay, o leggere libri, o leccarmi ferite, o allattare figli. O un po’ di tutto questo insieme. Per uscire da questi stadi di isolamento, che peraltro mantengo sempre un poco cari dentro di me, ho sperimentato vari metodi. Uno di questi è stato fare teatro, nel senso di recitare. Grande balsamo dell’anima, durato il giusto e lasciato per continuare a fare teatro ma da un’altra posizione. Poi la pratica buddista, l’unico  veicolo per la serenità, che continua ad essere il vero sostegno della mia vita. Poi nell’ultima fase di grande tentazione autistica, non volendo lasciare sul terreno ulteriori brandelli di cuore, fegato, occhi, cervello, ho iniziato a scrivere questo blog.

Tutto sto’ preambolo per dire che ho avuto un input ben preciso nell’iniziare a scrivere, e non era certo quello di a) pensare di saper scrivere b) che fosse utile o necessario un altro blog c) che sarei stata delusa se nessuno avesse avuto interesse a leggere ciò che scrivevo. Quindi mi ritengo estremamente gratificata dalla gentile menzione di @masticone, e, avendo un’altissima opinione sulla sua capacità di scrittore e della sua intelligenza, doppiamente lusingata.

La cosa che però non capisco è il senso del marchio di qualità: Blog Affidabile. Ho capito che è un marchio di qualità nato per blog tematici, dove cioè si pubblicano articoli su un certo tema, tipo… non so … coltivare un orto in terrazza…, e a quel punto viene premiata la credibilità e la serietà con cui quel tema lì viene affrontato. Ma nel caso di Blog non tematici, random, o alla cazzo per dirla in parole povere, come il mio. Dove scrivo di qualunque cosa mi passi per la testa o per l’utero. Dove non mi interessa un fico di fare audience o cultura. Dove l’unico mio pensiero è di riuscire ad esprimere ciò che mi ruzzica nell’anima, a buttare fuori tutta la maledetta creatività in cattività, ad espellere sotto forma di lettere organizzate in parole emozioni che altrimenti si ingroppano in gola. In un blog del genere cosa c’entra il marchio di Affidabilità?

Eppoi non è giusto secondo me che venga affibbiato solo dietro una unica segnalazione. Dovrebbero essere dieci, venti nomination almeno ad indicare che un certo blog è seguito e funziona e attira ed è affidabile (?). Domanda inutile. non ha avuto risposta Masticone, figuriamoci  io.

Detto ciò, sempre per seguire le orme del maestro, non posso esimermi dal dare le mie cinque nomination. E quindi, purtroppo, le darò. E per purtroppo intendo dire che mi sembra un po’ una catena di s.antonio. Ma me la sono beccata io e ve la beccate pure voi.

Quindi la prima nomination va per forza al blogger che mi ha sostenuto per mesi, con il suo commento che era l’unico commento che ricevevo, e mi ha dato l’input per continuare a credere che a qualcuno importasse di me: aquilanonvedente.wordpress.com

La seconda mi parte dalla pancia. E’ una giovane blogger. Mi riconosco in un suo dolore, in certi momenti di disperazione. Riconosco il senso di ansia e angoscia che assale la mattina appena sveglie, e non smette mai, neanche quando apparentemente ridiamo. La riconosco e però lei sa come descriverlo, e bene. Sa come raccontarlo mentre io l’ho raccontato  a me stessa, per anni, inutilmente. Lei è: piopiocipciripxxxyyyzzz.wordpress.com

Il terzo blog che devo citare è proprio per affetto, perché sotto la scorza Hitech dell’Ing. batte un cuore bellissimo:wishakamax.wordpress.com. Anche perché è il coach più bravo che possiate incontrare. Che si tratti di questioni tecniche o di tecniche per  questioni varie (tipo smettere di fumare – piessse wish sto al quarto giorno senza nicotina e senza dopparmi, vediamo se duro).

Un gustoso blog che ho scoperto quasi per caso e che mi ha preso troppo, perché lo trovo geniale e simpatico, e veramente bravo è: leortola.wordpress.com, che oltre ad essere un blogger è specialmente un disegnatore di comics.

Eppoi, ultimo ma non ultimo, un lupo solitario, poetico e intelligente, mai banale e sempre curioso: luporenna in latana.wordpress.com.

Detto ciò credo di aver adempiuto al mio compito, di aver passato il testimone.

Dimenticavo. Tutte le istruzioni su come gestire questa nomination le trovate su http://www.gliaffidabili.it/a/altro/il-premio-il-blog-affidabile

Merda! è una delle mie imprecazioni preferite. Siamo nella merda. Ho la merda fino al collo. Una giornata di merda.

Merda! (detto come augurio prima di andare in scena). Uomo di mmmmmerda, se proprio si vuole gratificare qualcuno.

Ma c’è chi adora questo sottoprodotto alimentare. Ed è la mia cagnetta. Anzi pare tutti i cani.

Lei ha una riserva, tra l’altro,  sempre pronta: la lettiera di Gilda e Arturo. Non la becco mai in flagrante. Trovo solo tracce di sabbietta che inequivocabilmente portano a lei.

Quando usciamo, al parco, se possibile si rotola su qualche escremento nell’erba, e se per caso le capita di trovare feci umane (e pare che nei parchi se ne trovino parecchie) è giornata di festa, una vera golosità.

Ho cercato delle spiegazioni e quindi ho fatto un giro su internet. L’argomento è seguitissimo, perché pare che la questione dei cani mangiatori di merda sia diffusissima. Una spiegazione è che per loro è estremamente saporita, specialmente quella dei gatti che hanno una alimentazione molto proteica e con delle sostanze che la rendono appetitosa e quella umana che ovviamente ha i residui di tutti i vari cibi che ingeriamo.

Altre teorie optano per carenze varie, tra cui sali minerali. Ma vista la diffusione della tendenza mi sembra difficile.

Quindi per loro è una specie di delizia e questo mi fa pensare che difficilmente riuscirò a toglierle il vizio. Purtroppo dovrò impedirle di darmi i bacetti, almeno quando sento che ha un’alito appestante.

 

@melodie ha pubblicato questa sua esperienza. Purtroppo di storie non è difficile trovarne. Difficile è cambiare questa tendenza. Ho conosciuto ieri un sito “Cause of Death: Woman” Causa del decesso: Donna. Visitatelo

♥ melodiestonate ♥

Oggi : la giornata internazionale  contro la violenza sulle donne  un fenomeno che nel nostro Paese ha assunto proporzioni agghiaccianti:Ma la violenza è anche subire e non potersi ribellare….Ho lavorato come educatrice in una struttura per  mamme con figli in uno stato di difficoltà sociale e psicologico….Tra queste c’era una giovane mamma  di 25 anni con una storia molto triste alle spalle,mi voleva bene ed ero l’unica che riusciva a calmarla…..Un giorno mi ha fatto leggere un  quaderno con i suoi scritti…..mi ha dato delle copie di qualche pagina da tenere come suo ricordo ,dicendomi che se mi fosse capitata l’occassione di farla leggere in internet sarebbe stata contenta…..si intitola: la mia infanzia.

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Hai voglia a non credere agli oroscopi, ma quando te ne capita uno così che fai? Lasci? Ci credi, ci credi….

Leone

Quante volte sei stato innamorato, Leone? Solo una volta o due? Oppure ti sei sempre tuffato ripetutamente nel profondo gorgo dei rapporti amorosi? Qualunque sia la tua risposta, sono sicuro che hai un’idea molto precisa di cosa significano passione e intimità. Questo è normale e naturale. Ma vorrei chiederti di dimenticare per un attimo tutto quello che pensi di sapere in questo campo. Ti invito a ritrovare la tua innocenza, a liberarti di tutte le tue convinzioni mature o logore, fiduciose o risentite, sul gioco dell’amore. A mio parere di astrologo, non c’è modo migliore per prepararti a quello che verrà.

Ho conosciuto Marichia alcuni mesi fa. Ero capitata per caso ad una presentazione del progetto REFUGEE scART che lei ha ideato e portato avanti sostenuta dal Alto Commissariato delle Nazioni Unite per Rifugiati (UNHCR) in collaborazione con il Centro Astalli e da Laboratorio 53. Mi sono subito fatta conquistare dall’energia e dallo spirito di iniziativa di questa donna, che ha creduto nella possibilità di dare lavoro ai rifugiati arrivati in italia da diversi paesi dell’Africa. Persone con alle spalle un viaggio incredibile durato a volte anni, costrette a lasciare il loro paese, la loro famiglia,  ancora senza uno status e senza nessun tipo di sostentamento.

Lei ha visto negli enormi cumuli di immondizia di Lampedusa mostrata da tutti i TG nel mondo, un grande tesoro.

Grazie alla sua esperienza, maturata a Los Angeles e in Vietnam,  da questi rifiuti – plastica, gomma, bottiglie – ha insegnato ad un gruppo di uomini e donne a ricavare oggetti: borse, collane, bicchieri, orecchini. Oggetti colorati, belli, utili, di grande effetto.

Da più di un anno  gli artigiani di REFUGEEscART raccolgono materiale di scarto, lo lavorano, creano i loro prodotti e li vendono. Riciclando circa 250 Kg di “monnezza” al mese, con grande beneficio quindi per la comunità che li ospita. Il 100% del ricavato va a loro. Un piccolo stipendio che li aiuta a vivere in attesa di avere la possibilità di un inserimento lavorativo nel nostro paese. Oltre al sostentamento queste persone hanno avuto la possibilità di non restare ogni giorno in strada, di creare dei legami con altre persone che hanno una storia simile alle spalle e con persone che invece in Italia ci sono nate e cresciute.

www.refugeescart.org

Un piccolo progetto, che però sta crescendo e che ha avuto incredibili risultati. Un progetto nato a Roma ma che può essere facilmente replicabile in altre città e che dimostra come con una piccola idea e tanta energia si può trovare una strada per la vera accoglienza e integrazione.

In tanti hanno visto, come me, la forza di questa idea, e quindi insieme ad un’amica regista e un amico operatore abbiamo deciso di cercare di dargli visibilità attraverso degli spot, girati con volti famosi che facessero da Testimonial.

Questo fine settimana, sabato 24 e domenica 25, (e probabilmente anche il prossimo) a Roma Via Paolo Mercuri, 8 00193 Roma (Piazza Cavour) dalle 1o alle 20 sarà possibile incontrare gli artisti ed acquistare gli oggetti che hanno prodotto, insieme a quelli altrettanto belli che arrivano da Vietnam e Cambogia. 

Non è beneficenza. E’ decidere di dare un valore all’acquisto di un regalo, scegliendo un oggetto che ha eliminato materiale di scarto, che è bello, che permette il sostentamento di una persona arrivata nel nostro paese senza nulla con se se non la speranza di crearsi una opportunità di vita.

Qiundi invito tutti gli amici romani a venire e a passare l’invito ad altri amici.

Io sono colpevole!

Per anni ho snobbato i film di Totò. Non per un motivo particolare. Semplicemente non li vedevo. I pochi film  che avevo avuto modo di vedere da bambina non mi avevano colpito. Ero stolta.

Totò è  un grande, In un grande periodo del cinema italiano. Con grandissimi attori. Le sceneggiature sono sublimi, e vedendo oggi questi film, e ridendo delle facili battute e delle situazioni da manuale della comicità, si riconosce l’abisso di volgarità in cui annaspano i cosiddetti comici di oggi. C’è bisogno di sapori semplici, di un’autoironia sull’umanità  che ritrovi anche l’affetto e la dolce malinconia per l’Italia  che arrivano da questi film.

Stasera faccio pubblica ammenda.

 

Spgliatoio! con Nino Taranto.

 

La pernacchia con Gianni Agus

 

Guardie e ladri – l’inseguimento con Aldo Fabrizi (tra l’altro ci sono delle immagini di Roma incredibili!)

 

… la fine dell’inseguimento

Aprì gli occhi. Sul momento non riusciva a capire dov’era. Poi piano  piano mise a fuoco le linee di luce che scorrevano sul soffitto. Una appresso all’altra, come si inseguissero. Si  – e le usci un sorriso – sono a casa. Ma quanto tempo era che desiderava essere li! Le sembrava un’eternità. Guardò ancora in alto. Quelle strisce di luce che camminavano lungo il soffitto se le ricordava sin da quando era piccolissima. Ogni volta che rimaneva a dormire dalla nonna – Luce, luce, proteggimi il sogno…..  – Erano i fari delle macchine che passavano in strada che, chissà per quale riflesso (come mai in tanti anni non si era mai data da fare per capirlo?) attraverso i tagli delle persiane rimbalzavano come manto di zebra sulla superficie concava dell’altissimo soffitto.

Aveva sete. Che ore sono? Si alzò. Uscì dalla camera e passata davanti alla porta della sala da pranzo attraversò la stanza di passaggio. Vide che sul grande tavolo di legno, dove la domenica mattina Nanna stendeva la sfoglia di pasta fresca ad asciugare, c’erano solo una radio e dei nastri. Lucio Dalla. Il Parco della Luna….. Passò oltre. Nel corridoio buio che portava in cucina. Senti un passo, un poco ciabattante. E vide il nonno, in pigiama, con l’asciugamano di lino sulla spalla destra e nella sinistra il pentolino dell’acqua. Andava verso la cucina. Nonostante fossero anni che in casa c’era l’acqua calda in bagno, lui continuava a scaldarsela nel pentolino, in cucina. E a farsi la barba lì, davanti al lavabo con uno specchietto agganciato al rubinetto. Era lì, guardando lui, che aveva imparato ad amare il gesto dell’uomo che si rade. Aveva avuto questa sorta di imprinting, adorava guardare il suo uomo mentre si radeva. Con pennello e schiuma e lametta che tracciavano segni sulla pelle delle guance e intorno al naso e sotto il mento. Un gioco sensuale ed erotico di segni. Non sapeva se questo apparteneva anche ad altre donne. Ma sapeva che per lei veniva da li.

Ma ora cosa era questa luce? Si guardò intorno. Improvvisamente si rese conto di essere in un giardino, piccolo recinto di verde in mezzo ai palazzi. Un parco giochi per bambini. E lei era seduta su un’altalena. Un lungo tronco, basculante, di quelli che i bimbi usano per andare su e giù, ognuno ad una estremità. E di fronte a lei, all’altra estremità del tronco, lui sorrideva. Si altalenavano, in su e in giù, Guardandosi e parlando. Senza proprio parlare, per una volta. Chiacchierando di cose senza troppa importanza, senza uno scopo preciso, senza un fine. Chicacchierare, così, sollevandosi da terra, per poi ridiscendere. Lasciando che fosse lui a governare. Per una questione di peso, ma anche per un senso di abbandono totale e completo, una fiducia, una remissione di azione, come mai avevano avuto. Parlare e salire, e scendere e     parlare,    e       salire              e            parlare          e           e            scendere …..

Una voce alle spalle, un sobbalzo e lei si voltò. Nulla. Si rigirò e lui non era più li. Lei era seduta sul tronco, appoggiato in terra, sola.

Rimase li, voleva piangere. Non lo fece. Non si alzò. Non si mosse. Non andò dove sapeva lo avrebbe trovato.

Il cielo era ancora limpido. C’era ancora il sole. Intorno c’erano ancora gli alberi pieni di uccellini cinguettanti. Il mondo, e il tempo, si erano concentrati nella terribile forza di gravità che teneva il tronco sotto di lei attaccato alla terra. Bloccato. E di fronte a lei il parco della luna.

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