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Archivio mensile:giugno 2014

autostrada-notte

cento all’ora di notte a Roma

in moto, con abbastanza alcool in testa da pensare che il guardrail che ti sfila accanto in fondo non può essere così duro

abbastanza fiducia in chi guida da stringere le gambe e assecondare il piegamento sensuale di una curva

l’aria sotto il casco entra tiepida nelle narici, profumo di tiglio in fiore e fumi di benzina

la brezza avvolge le gambe e alza la gonna e ti senti ragazza

torna in un flash l’immagine di un’altra notte, un’altra moto

la prima sera di libertà, ambita, sognata e divenuta reale

più bella del sogno

al punto da temere un risveglio improvviso

nessun sogno più ora

ma una risata di gioia mi sale lo stesso

e alzo la testa, felice di essere ancora viva

e ancora io

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anello-con-diamante-giallo-kwiat_1

ieri ci siamo viste con un’amica che ho conosciuto la prima volta ad un aperitivo con altra amica e rincontrata poi per caso due anni fa, perché ha iscritto il figlio nella stessa scuola dove va il piccoletto.

si era appena trasferita a Roma. il marito una mattina le ha detto che erano sei mesi che aveva una storia e voleva seguire la sua via. non era la prima volta che si parlava di corna (messe da lui a lei) e così lei ha preso una valigia e il figlio ed è tornata a vivere nella sua casetta romana. ha rinunciato alla villa con giardino, piscina, vasca idromassaggio, dove nel frattempo si è insediata la napoletana tinta rifatta. ha rinunciato al lavoro che aveva costruito negli anni con lui raggiungendo risultati molto soddisfacenti. si è però ripresa la dignità che  aveva seppellito in dieci anni di matrimonio decisamente pendente verso la maternità. ha passato l’anno più duro della sua vita ma ora sorride di nuovo. il figlio ancora ne deve uscire. io non le ho mai raccontato che invece ho rinunciato ad un uomo che non ha rinunciato alla sua famiglia per me.

abbiamo lasciato i piccoletti al Vigamus, mitico museo del videogioco dove non eravamo riusciti ad entrare durante La notte dei musei, e siamo andate due ore in giro a praticare un po’ di windows shopping. guardare e non comprare.

non mi capita mai. né di lasciare il piccoletto in un luogo pubblico anche se dedicato ai ragazzi (pare che li si faccia), né di andarmene due ore a passeggio a guardare borse e scarpe e vestiti. ieri mi ha fatto piacere. siamo arrivate alla Coin, dove lei si è spruzzata un po’ del suo profumo preferito, che ha finito e ordinato da un profumiere amico che le fa molto sconto, e io ho visto con orrore tornare di moda vestitini mini che non potrò mai indossare.

all’interno della Coin c’è un negozio Tiffany. sì proprio il mitico Tiffany di Audrey. io mi sono ricordata di un giorno, poco prima delle feste natalizia, in cui ero entrata nel grande magazzino alla ricerca di un regalo  ed ho visto un gran numero di uomini guardare e comprare piccoli gioielli da Tiffany. ho avuto un tal sbotto di invidia che ho dovuto cambiare negozio. non per il gioiello in se, per il fatto che mi sono resa conto che era un tempo davvero troppo lungo in cui nessun uomo si era fermato in un qualunque negozio a comprare qualcosa per me.

ieri ci siamo fermate a guardare le vetrinette e ho visto per la prima volta nella mia vita il meraviglioso diamante paglierino. è davvero giallo. è supersplendente. è bellissimo. e io l’adoro.

quando ho raccontato alla mia amica del gran numero di persone di sesso maschile impegnate ad acquistare un gioiello si è meravigliata anche lei. davvero ci sono ancora uomini così? pare….

il modo è diviso tra uomini generosi e non. uomini che fanno regali e uomini che si aspettano regali. uomini che non attendono natale o un compleanno per regalare qualcosa e uomini che manco in presenza delle feste comandate ti sganciano un pensierino. uomini che hanno discrete possibilità economiche ma non ci pensano per niente a fare anche la minima sorpresa e invece uomini che stanno davvero in bolletta ma ti portano magari un bellissimo orologio arancione comprato dal cinese per ravvivare la tua cucina.

io non sono avida, non pretendo di essere conquistata con doni o gesti eclatanti, però so che dietro un dono c’è un pensiero e che le persone tirchie sono spesso aride e narcisiste. ho ricevuto tanti bellissimi regali dal mio ex marito, che infatti è uomo generoso e disponibile. ne ho ricevuti zero dal padre del piccoletto, al quale ne ho fatti invece molti. normalmente non andavano bene, dovevano sempre essere cambiati. e anche questo è un segno.

conservo piccole cose che mi sono state regalate con il cuore e tengo molto ad un bracciale che è stato il regalo di mio padre a mia madre per la mia nascita. di alcune persone non ho nulla. nessun oggetto nemmeno lasciato per sbaglio. ed è un segno. chiunque fosse interessato, comunque, sappia che il diamante giallo è il mio preferito.

Cronache di un pigiama rosa

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