meno 217 – regola generale

Quando scrivi un articolo, un racconto, un pezzo qualsiasi lascia correre almeno due giorni prima di spedirlo. Ricordati che niente ti avvilisce di più e ti toglie il gusto di scrivere come veder stampata una cosa inesatta, che con un minimo di pazienza, senza fretta, avresti potuto rendere migliore o almeno leggibile. Ricordati, ma tu lo sai bene, che un racconto cattivo annulla dieci racconti buoni e che la memoria del lettore malizioso torna più volentieri sulle prove mediocri o cattive, che sulle buone. Queste gli sembrano indispensabili, non ne fa gran merito allo scrittore, ma quelle lo accontentano nel suo bisogno di distruzione.

Ennio Flaiano 4 novembre 1958 – da Diario degli errori

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10 commenti
  1. frz40 ha detto:

    Vale senza dubbio per i racconti, ma perdi l’immediatezza se è un fatto del giorno.

    • elinepal ha detto:

      Ma certo. E’ una riflessione fatta quando gli articoli o i racconti si inviavano per posta per essere pubblicati. Non è la quantità di tempo che importa. Due giorni, due ore, due minuti. E’ il senso dello scrivere, fermarsi, rileggere, magari levigare o cambiare. Tutte cose che con internet non si fanno più. Si è più immediati. Dipende cosa si vuole. Certo è bello comunicare con immediatezza e velocità. A me piacerebbe imparare a scrivere.

  2. Ah, il “bisogno di distruzione”… Concetto universale che vale per qualunque cosa, purtroppo. E specialmente in questo paese, ahimé, dove prima ancora di magnificare le proprie virtù si evidenziano i vizi altrui. E questo vale a tutto tondo, in politica, nel commercio, in qualsiasi attività professionale, in molte attività creative.
    E Flaiano era un grande.

    • elinepal ha detto:

      vero! La qualità più bella che si possa incontrare in una persona è la genuina ammirazione per le qualità di chi ha di fronte. La mancanza di invidia presuppone grande umiltà. I veri grandi sono anche umili.

      28 settembre (1957) – Ieri è morto Longanesi a Milano. Mi dispiace molto. Era il più vivace e sincero di tutti. Non so quanto “fasto”, quanta polemica ci fosse nella sua attività, ma era buono. Mai “personale” nei suo rancori, né mafioso. Ammirava l’intelligenza degli altri, ha fatto molto per molti. Lo ricordo per la semplicità con cui a Milano nel dicembre del ’46 mi disse: “Perché non mi scrive un romanzo?”. Mi misi a ridere ma lui diceva sul serio. Lo scrissi.
      Ennio Flaiano da diario degli errori

    • elinepal ha detto:

      si.

    • elinepal ha detto:

      Noooo!!! non mi permetterei proprio. Sempre con me ce l’ho. Che rileggo a malapena quello che scrivo e poi mia figlia mi trova gli errori di ortografia…. 🙂

  3. Quanta verità in queste parole! Sono d’accordo. (anche sul fatto che Flaiano è un grande)

  4. elinepal ha detto:

    E sì, sto leggendo molto di lui in questi giorni ed è una vera goduria.

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