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Archivio mensile:maggio 2012

world press foto 2012 – Samuel Aranda

Quando ho aperto questo blog avevo deciso di mantenere un tono leggero, ironico. Di tradurre in questo senso tutte le istanze che mi hanno portato a scrivere e a rendere pubblico ciò che scrivo.  Ma quando il cuore urla non si può fare ricorso a nessun interpete. Bisogna urlare.

Sul giornale di oggi il funerale di una ragazza di 16 anni dilaniata da un’esplosione. Altre cinque coetanee in ospedale, ferite in modo grave.  Su tutte rimarranno i traumi, le cicatrici. Corpi adolescenti violati dal metallo e dal fuoco. E la loro vita segnata per sempre. E poco importa la matrice di questo orrore. E’ proprio loro che dovevano essere colpite, ferite, uccise, bruciate, dilaniate.

Sempre sul giornale di oggi un ragazzino di quindici anni è stato scaricato da una macchina ferito a morte da due colpi di arma da fuoco, al petto e alle gambe. Fa meno notizia. Era Rom e probabilmente stava rubando.

Ancora sul giornale di oggi. Un uomo, quarantenne, pubblicitario, depresso per aver perso il lavoro, lancia i figli dal settimo piano davanti alla moglie impietrita, prima quello di quattordici mesi poi quello di quattro,  e poi si getta anche lui.

Ogni volta che attraverso il Tevere davanti a Regina Coeli non riesco a staccare lo sguardo dai tanti pupazzzi e fiori e messaggi d’amore lasciati sul ponte, nel punto dove all’inizio di febbraio un altro giovane uomo lanciò il figlio di 16 mesi nel fiume dopo averlo portato via dalle braccia della nonna.

Episodi lontani. Storie diverse, diverse cause. Ma in tutte la sconcertante brutalità di esseri che si accaniscono sui propri cuccioli. Dove sono l’istinto di conservazione della specie e il senso di protezione che tutti gli animali hanno verso i piccoli?

Image from the film "Matrimonio all'Itali...

In questi ultimi giorni ho visto due opere di Eduardo De Filippo. Matrimonio all’Italiana, film di De Sica del 1964 tratto da Filumena Marturano, con Marcello Mastroianni-Domenico Soriano e Sofia Loren-Filumena Marturano. E poi il saggio del terzo anno degli allievi dell’Accademia d’Arte Drammatica Silvio d’Amico, che hanno portato in scena Napoli milionaria diretti da Arturo Cirillo. Filumena è una prostituta, che sopporta per venti anni i soprusi e le angherie dell’uomo che pure l’ha tolta dalla strada, ma che non ha mai ricambiato il suo amore. E sopporta tutto fino all’ultimo inganno con cui si fa sposare, solo per crescere e far studiare e poi dare un nome ai suoi tre figli.

In Napoli milionaria il Ragioniere Spasiano, pur essendo stato strozzato, privato di tutti i suoi beni per nutrire i figli durante la guerra con i traffici di borsa nera che faceva Amalia, le porta la medicina per salvare la vita della figlia piccola senza chiedere niente in cambio. Perchè sulla salute dei  figli non si specula.

Era l’Italia del dopoguerra e nella società esisteva, forte, un senso di protezione verso i bambini e i ragazzi. Di tutti, anche quelli degli altri.

E’ figli non si pagano e noi dobbiamo ancora passare la nuttata.

ImmagineUna delle poche fortune che si hanno in quanto mamme separate è che poi capita il weekend dei papà.

Quindi lasciato il piccoletto al genitore,  liberando finalmente la casa alla ventenne ed avendo chiuso per l’ennesima volta – si spera l’ultima per la mia salute e quella di chi mi circonda – con il tormentato e tormentoso amante, sono partita per un weekend di quasi non lavoro.

A Verona per un incontro di letteratura italo-irlandese dove ho avuto il vero piacere di conosce autori davvero interessanti e una realtà culturale leggermente meno impaludata di quella romana.

Essendo la mia prima volta a Verona ho fatto finalmente la turista e potevo forse esimermi dal visitare la famosa casa di Giulietta? Nel mio immaginario il famoso balcone – pare che invece nei testi di Shakespeare il sommo autore non nomini mai il balcone ma parli di una semplice finestra (!), era affacciato su un grande giardino ombreggiato da alberi da frutta e circondato da un alto muro. Nella realtà esiste un piccolo cortile al quale si accede da un grande portone del tutto anonimo. Se non fosse per la quantità di persone che continuamente entrano e fotografano e lasciano ricordi.

Sempre nel mio immaginari questi famosi ricordi erano lasciati sotto forma di biglietti e lettere tipo exvoto di amanti felici o aspiranti amanti o di infelici in cerca di amanti.

Invece l’era Moccia ha contaminato anche il povero cortile di Giulietta. Il portone è un puzzle di chewingum, immagino masticati,  e appiccicati a memoria di non so quale sentimento (salive condivise? bocche che si sono incontrate in languidi baci al peppermint?) Immagine

Messaggi effettivamente ce ne sono. Ma direttamente scritti sui muri e talmente scarabocchiati ed accavallati che più che altro sono dei non messaggi.

Immagine

La vera tragedia però l’ho trovata all’interno, proprio sotto il famoso balcone (c’è veramente qui un balcone) e accanto alla statua della povera Giulietta usata come fondale per le foto dei supposti amanti  o aspirati tali: un cancello completamente rivestito dai famosi lucchetti mocciani.

Immagine

Al cuor non si comanda, è vero, ma al cervello? Si. A questo un minimo di ordini andrebbe dato. Se non altro a quello dei custodi di un palazzo storico che, pur non essendo mai stato probabilmente abitato dai Signori Capuleti, ha una pur qualche importanza dal punto di vista dei Beni Culturali.

Ma senza diventare bacchettona e purista la mia grande delusione è stata quella di non poter sbirciare nei messaggi amorosi che immaginavo di trovare. Davvero non c’è più traccia di parole tra amanti? Nulla a cui attingere, o usare come fonte di ispirazione, o che faccia sognare di amori realizzati? Solo cuori saliva e lucchetti?

Come a conferma di questi miei pensieri ieri mattina proprio davanti al mio portone ho trovato un cuore disegnato in terra con enorme punto interrogativo al centro. Disegnato nella notte da un amante sfortunato, mi sembra di capire. O quantomeno dubbioso. O con una interpretazione più ampia dubbioso/speranzoso. Certamente indirizzato ad uno/a dei miei coinquilini. Non siamo in molti e subito è partito un rapido vaglio del/la possibile destinatario/a. Esclusa mia figlia, la ventenne, la quale si è dimostrata troppo sorpresa per essere in qualche modo coinvolta in tale richiesta d’amore, con il portiere e l’uomo delle riparazioni – subito accorsi per rimuovere il poco signorile e deturpante messaggio – siamo rimasti orientati su un paio di soggetti, uno di sesso femminile e uno maschile, unici per fascia di età possibili destinatari di tale graffito.

Il solerte tentativo di pulitura è risultato vano. Nonostante l’utilizzo di vari solventi e diversi livelli di scartavetratura l’enigmatico simbolo amoroso è rimasto in terra, solo leggermente più sfumato. Devo dire più carino.

Ma nonostante l’ennesimo sfregio al sunnominato decoro urbano mi fa tenerezza uscendo di casa posare il piede su un cuore, che, seppure forse infranto – ma mi auguro che il/la coraggioso/a graffitaro sia stato ricompensato del suo/a ardire, mi fa ancora pensare (e sperare) all’amore.

Iscriversi in piscina è un po come avere un nuovo amante.Immagine

Prima cosa tocca riprendere a depilarsi con regolarità. Nulla di peggio che vedersi circondate da aloni di pelliccia intorno alle gambe (o peggio). Riguardo le ascelle mia figlia è categorica, vanno depilate. Io sono possibilista.

Secondo: via le sloggy e i vecchi reggiseni con spalline slabbrate. Le donne negli spogliatoi fanno finta di non guardarsi, la maggior parte si spoglia dandosi le spalle. Ma guardano, eccome! E criticano, si sa. Quindi se proprio non si vuol investire in intimo griffato, almeno un passaggio da Intimissimi o Tezenis è obbligatorio.

La scelta della cuffia e dell’occhialino poi è fondamentale. Nove su dieci la testa è l’unica cosa che spunta dall’acqua, specialmente i primi tempi quando la linea di galleggiamento è decisamente tendente verso il fondo. Quindi si alle cuffie in silicone se si vuole avere un effetto cinesizzante agli occhi. Assolutamente no se si intende avere comunque le orecchie scoperte. Lo stile Jedy non è nei nostri piani. Gli occhialini anche se sul momento possono sembrare perfetti, non devono lasciare aloni grigiastri nel contorno occhi, che ad una certa età – si sa – diventa più delicato una velina. Quindi non troppo stretti. Ma neanche larghi da far passare l’acqua. Un occhio rosso pomodoro è sexi quanto il culo di una gallina.

Tutto questo anche solo per amor proprio, anche se come me si va in un orario dove l’età media è intorno ai sessanta e gli unici rappresentanti di sesso maschile assomigliano a testuggini. Con qualche raro caso di frequentatori che a mio avviso scendono in acqua dal vicino ministero (anche i Brunetta, nel loro piccolo, a volte hanno ragione).

Comunque alla fine ci si sente come dopo un’ora di sesso fatto bene: stanchi ma più belli.

Quindi signori uomini, se le vostre mogli o fidanzate o compagne all’improvviso sfoggiano completini sexi e si dipingono le unghie dei piedi anche in inverno, non vi preoccupate: Non necessariamente si sono trovate un amante. Potrebbero solo essersi iscritte di nascosto in piscina!

Cronache di un pigiama rosa

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