LUCE

Va via la corrente e subito esco di casa per vedere il paese alla luce della luna quasi piena.
Come lo ricordavo.
Come quando ero bambina.
Le ombre delle sagome degli edifici sono le stesse. Anche se non sono più le stalle dove andavo a guardare mungere le vacche e a comprare un litro di latte pannoso per la colazione con il mio bricco di alluminio.
Non più il pagliaio dove un ragazzo grande mi aveva fatto toccare un “arnese” che non avrei mai confessato di aver toccato.
Tutto oramai è stato trasformato in case. Cemento armato rivestito di pietra. Niente mucche, né latte , né paglia.
Voglio però guardare le stelle senza nessun inquinamento elettrico. Arrivo sull’aia, dove un tempo il buio era totale e galeotto.
Ma non faccio in tempo a fermarmi dove una volta si trebbiava e setacciava il grano, dove si seccavano i baccelli dei fagioli, dove tutta la comunità paesana si riuniva per lavorare i prodotti di questa terra di fatica, non riesco a mettere piede nel terreno dove generazioni hanno versato il loro sudore per produrre il minimo sostentamento per l’inverno, che ritorna la luce elettrica.
La delusione è grande ma mi fermo lo stesso a guardare il profilo dei monti illuminati dalla luna.
Mi viene un improvviso desiderio di scrivere di loro.
Ma cosa posso scrivere, piccola mente asservita alla necessaria sopravvivenza quotidiana….
Mentre torno verso casa mi torna il pensiero di un momento in cui scrivere era un gesto quotidiano. E un uomo era entrato nella mia vita attraverso la scrittura.
Fantasmi consumati dal vivere. Come grano e latte appena munto appartengono alla preistoria del sentimento.
Solo che io so distinguere oramai tra ricordi e illusioni.

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13 commenti
  1. Mi è piaciuto molto questo brano, la frase finale mi appartiene un po’ :Solo che io so distinguere oramai tra ricordi e illusioni.”
    Ciao da Lauraluna

    • elinepal ha detto:

      Certo a posteriori è un po’ piu facile 😊

  2. Quello che scrivi mi ha rapito. Si legge tutto d’un fiato. Forse perché sono da poco tornata da un paesino piccolo, dvoe la notte potevo ammirare la luna e le stelle e dove, durante il giorno, il rumore delle cicale è l’unico che si può ascoltare.
    Per la frase finale ti dico una cosa: io non so se attualmente sono in grado di distinguere tra ricordi e illusioni. Tu almeno hai questa certezza. Un sorriso.

    • elinepal ha detto:

      Un sorriso a te che come me ami il silenzio le stelle e le cicale

  3. Sei entrata nel mio passato e nel mio presente e ne hai scritto. Grazie

    • elinepal ha detto:

      Bello sentire che i propri sentimenti sono condivisibili e un teatto comune delke persone sensibili. Grazie

  4. Ben tornata, Elinepal dopo molto silenzio. Un bel post ricco di suggestioni e di ricordi. Allora non hai confessato ma adesso, sì! 😀
    Ti aspettiamo per leggere ancora qualche scorcio di ricordi.
    L’immagine è molta suggestiva
    serena serata

    • elinepal ha detto:

      Non so cosa intendi … Io confessare? Mai. Neanche di fronte all’evidenza. 😳

    • e fai bene! 😀 Ciao

  5. Una di quelle cose che un tempo avrei voluto scrivere io, ma anche sentire.
    Beh, a parte il ragazzo dell’arnese e l’uomo della scrittura…

    • elinepal ha detto:

      Hei Topper! Hai cambiato nome. Bello quello che mi hai scritto, certo a ognuno il suo…

    • Eh sì, sto ristrutturando il blog e il mio esserci dentro. Topper resta ma Alessandro è sempre stato il mio nome.

    • elinepal ha detto:

      Bravo, io non sono presente da molto su wp ma inizierò a fare un giro.
      abbracciebaci

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