sull’Isola #2

Cala Fico

segue da Sull’isola

Anche allora ero rimasta fuori, in  piedi,  a prendere il vento e rubare con gli occhi tutto il blu che potevo. E le isole che arrivavano sempre più vicine, come un piccolo gruppo di formiche  su un grande prato. Mi presi una congestione per tutto quel vento di prima mattina.

Ma passò.

A sedici anni, diciassette da compiere dopo pochi giorni, passa tutto.

La casa che aveva comprato mia zia era poco più che un ricovero. Due locali in calcina bianca, cucina all’aperto sotto il patio, bagno dietro, subito sotto al Vulcano. Era l’ultima casa che si incontrava salendo per il sentiero che portava alle bocche. La prima sulla via del ritorno, dove tutti cantavano.

Per tanto tempo mi sono chiesta come mai chiunque – ma proprio chiunque – salisse alle bocche del Vulcano, quando scendeva, cantava a squarciagola.

Quando sono salita io, scendendo, cantavo.

Non c’è solo questa, di magia, sull’isola. Ce ne sono tante. Ma ogni isola ne ha. E’ per questo che le amo tanto, le isole.

Ma qui.

– Qui non so cosa è successo. La mia vita ha toccato l’essenza, come forse non ha mai fatto dopo.

– Dici davvero? mi chiede Turi.

– Si. E’ così. Forse solo durante il parto dei miei figli ho sentito la stessa cosa.
Qui sono stata  ad un passo dal centro del mondo.
Ero  diventata una selvaggia. In poco tempo avevo smesso del tutto di usare i sandali. Giravo scalza tutto il giorno tra le rocce e il mare. Esploravo quello che  mi sembrava un universo intero.
Una volta, sai, ho pensato di fare il giro dell’Isola a piedi. Non mi ero proprio resa conto del fatto che ci fosse un’enorme altura rocciosa invalicabile. Era un’Isola e quindi potevo farne il giro!

– Eri picciridda, non  potevi capire!

– Si ero giovane, ma piccola non lo sono stata mai.

Mi guarda, senza fare domande, ma con lo sguardo mi passa gli occhi, cercando risposte.

– Ti sei sempre fatta una colpa di quello che è successo. Ma tu niente potevi fare!

– Lo so. Lo so. Eppure alle volte il destino di una persona cambia per pochi attimi, per un soffio di respiro in più. Se avessi potuto nuotare più a fondo…..

– Certo, allora pensa come vuoi tu. Intanto niente puoi cambiare… solo farti male.

– Sto bene, credimi. Ormai è passato tanto tempo ed ora sto bene.

Continua a guardarmi come se solo gli occhi potessero veramente catturare il pensiero. Niente parole, solo sguardi. Scuri, profondi, ineludibili.

Lentamente si alza e si avvia verso la porta

– Ora vado, devo passare dall’albergo.

Turi vive a Messina, con la moglie e le figlie, ma ha diverse attività sull’isola. Quando l’ho chiamato per chiedere se potevo andare in una stanza del suo albergo mi ha detto che anche lui sarebbe stato lì in quei giorni. So che non è vero, d’inverno è difficile che venga. Lo ha fatto solo per me. Per non farmi tornare da sola.

– Va bene. Io faccio un giro.

Esco e mi dirigo verso il piccolo promontorio dietro alle Sabbie Nere. Cammino su un sentiero che conosco, anche se non ne avevo memoria.  Costeggia il mare. Salendo e scendendo dai rilievi di roccia arrivo all’insenatura.

La Cala dei Fichi. D’estate molte barche arrivano qui solo per riuscire a cogliere i fichi maturi, gonfi di zucchero, dalle piante sulla riva. Irraggiungibili da terra.

Io infatti rimango in alto, sulla scogliera a picco sulla spiaggia.

Guardo il mare, scuro, gonfio. Un mare d’inverno che non lascia neanche immaginare la trasparenza dell’acqua che ho conosciuto d’estate.

(continua)

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36 commenti
  1. Sai trasmettere la vera malìa delle isole e quando una ti strega è per sempre e profondamente. Fino all’essenza.
    Hai ragione.
    Bravissima!

    • elinepal ha detto:

      grazie. detto da te vale molto per me.

    • Aspetto il proseguo…è affascinante!
      Kiss 😉

    • elinepal ha detto:

      piano piano arriva….
      😉

  2. Niko ha detto:

    Bellissimo racconto di vita.. Mi hai fatto venir voglia di andare a trovare i miei amici di Porto Empedocle…. mannaggia..

    • elinepal ha detto:

      quindi devi andare. organizza e via!!
      non è che magari i tuoi amici vogliono conoscere anche me?
      mi vogliono a tutti i costi ospitare ?
      🙂

    • Niko ha detto:

      🙂 😀 eh, magari ti ospitano! Ma non devi girare scalza però, sennò si preoccupano 😛

    • elinepal ha detto:

      non ciò più l’età, tranquillo….

    • Niko ha detto:

      😀 😀 buona serata, carissima!!

  3. apity ha detto:

    Io non sono mai stata su un’isola, ma questo racconto mi fa venir voglia di prendere e dopo la stagione estiva andarmene da qualche parte. Dovrei programmare. Dovrei farlo solo per i fichi e il mare e la calma e l’esplorare. Non vado in vacanza da un po’.

    • elinepal ha detto:

      quanto ti capisco. anche io non faccio una vera vacanza da tanto tempo. e questo sarebbe già un punto. prendersi un vero tempo lontano dal lavoro e dalla routine quotidiana. se scegli l’isola è un’altra cosa. è chiaro che ci sono tanti tipi di isole. quelle vulcaniche sono assolutamente diverse dalle altre. hanno un qualcosa che ti fa sentire sempre come un ferretto attratto da una calamita. sono isole a volte difficili, brulle, calde e puzzolenti. in altri casi il vulcano è solo un lontano ricordo e rimane solo la morfologia. essere su un pezzo di terra circondato dal mare però, per me, è veramente eccitante. specialmente se non è molto vasto e puoi spaziare con lo sguardo da un lato all’altro.

    • apity ha detto:

      Con i soldi che guadagnerò quest’estate pensavo di scappare al Sud oppure per troppo poco tempo in Spagna, fare un viaggio poco impegnativo, poco programmato. Chissà se riuscirò a esaudire i miei desideri. Pensarci è solo l’inizio, ma ormai non è nemmeno difficile programmare un volo, prenderlo e camminare con uno zaino in spalla. Un itinerario al Sud mi attira molto. Vedremo 😉

    • elinepal ha detto:

      cavolo! Baleari!!! Formentera forever!!!

    • apity ha detto:

      Vero? Affascinano!

  4. E’ questa e tante altre che rende difficile allontarsi dall’Isola mia bella…. è quel vento nei capelli, nell’andare scalza, all’avventura tra le rocce e le dune…e setacciare la sabbia per liberare conchiglie…

    bello eli, questo tuo raccontare e ricordare…

    ‘notte
    .marta

    • elinepal ha detto:

      la tua Isola è immensa, al confronto questa scompare…. sono passata da te,buona notte.

    • Ho intravisto, eravamo una “a casa dell’altra” 🙂

      notte, nottina… 🙂

    • elinepal ha detto:

      😀
      ahahahah

  5. Bellissima ed intrigante questa tua storia, prosegui per favore. Voglio capire cosìè accaduto.
    Inoltre.. sei proprio brava Elisabetta:-)

  6. Pablo ha detto:

    Mentre seguo il tuo racconto mi è venuto in mente che un’isola è un altro bel luogo da cui strillare un NO o qualsiasi altra cosa. L’importante è farlo col vento alle spalle.
    Aspetto la prossima puntata.
    Pablo

    • elinepal ha detto:

      ci metto un po’. scusa. quando ripassi da qui fammi un fischio…

  7. Hai saputo ricreare lo spirito e l’atmosfera di quel ritorno sull’isola, che contiene tanti misteri e molti ricordi. E’ una lettura piacevole e fluida che delizia il lettore.
    Aspetto la terza parte.

    • elinepal ha detto:

      arriva, lo prometto

  8. mobybic ha detto:

    le sette sorelle, tutte bellissime!

    ps
    su mirimettoingioco c’è una nuova proposta, ti aspettiamo.

    • elinepal ha detto:

      grazie, letta. spero di trovare un tempo per ripassare e provare ad intervenire.
      bei giochi!

  9. Sono andata a leggere l’incipit di questo tuo racconto e poi ho letto questo post.
    Scrivi di un luogo semplicemente incantevole, quella foto lassù ritrae un panorama di una bellezza rara.
    E la tua scrittura fa emergere ricordi ed emozioni in maniera molto coinvolgente, davvero bello!
    Attendo il seguito, buona giornata a te.

    • elinepal ha detto:

      Grazie! che bel complimento!
      sto cercando di chiudere il racconto, ma non è facile. per tanti motivi.

    • Maneggiare i propri ricordi è sempre complicato…

  10. Affascinante davvero la tua esperienza sull’isola!

    • elinepal ha detto:

      grazie!

  11. 65luna ha detto:

    Da Me c’e’ un Premio per Te! Ciao,65Luna

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