blackout

20140203-222809.jpg

Blackout

Avere il cellulare guasto porta improvvisamente indietro di anni, a quando le comunicazioni erano immediate, verbali o altrimenti dovevano attendere un tempo. Il tempo di arrivare ad una cabina telefonica, per poi magari scoprire di non avere un gettone o di averne troppo pochi per una interurbana. O il tempo di una lettera inviata per posta. Io per anni ho parlato con mia madre attendendo la telefonata intercontinentale ogni quindici giorni o la lettera per via aerea. Quella scritta su carta velina, per via del peso.

Oggi per alcune ore non sono stata più raggiungibile in modo diretto. Non ho avuto addosso un rilevatore satellitare di posizione.

Nulla di sconvolgente, ma fa riflettere. Non so più cosa preferire. Vorrei forse tornare ad avere quei pochi momenti di contatto, veloce, che hai aspettato per tanto e sai che devi spenderteli al meglio.

Poi ho avuto in mano il telefono nuovo e in pochi minuti l’ho collego al cloud. Backup e ripristino delle funzioni. Tutte. Anche quelle che pensavo di aver cancellato. Frasi, parole, che non fa bene rivedere compaiono richiamate dall’etere.

La tecnologia non ha pietà dei cuori deboli.

Annunci
59 commenti
  1. Sinceramente? Tutto sommato preferivo prima, ma io non conto, io il cellulare praticamente non lo uso, me lo porto dietro (e non è assolutamente uno di quelli che si usano ora) perchè “non si sa mai”, così come prima avevo sempre un gettone nel portafoglio “perchè non si sa mai”… quando non lo dimentico a casa o scordo di caricarlo.

    • Anche io, identica cosa.

    • elinepal ha detto:

      🙂 per me ormai è quasi “l’ufficio”. non sai quanto mi salva la vita.

    • elinepal ha detto:

      @bracheolette ecco, appunto

  2. La tecnologia è neutra ….ma ha una memoria di elefante. In realtà siamo noi che non riusciamo a staccarci dai ricordi, anche da quelli dolorosi, e non sappiamo usare il tasto “delete” quando dovremmo.
    Personalmente ho trovato nella rubrica di outlook tuta una serie di contatti che avevo invece cancellato dai telefoni e dal cloud ….ho sincronizzato e sono stati cancellati anche da lì, così come di tanto in tanto cancello anche messaggi e mail. Più difficile è cancellare qualche vecchia cicatrice, quelle sbiadiscono ma non se ne vanno mai del tutto.

    • elinepal ha detto:

      mio caro, ti credevo più impermeabile ai ricordi. sviata dall’abito che non fa il monaco. comunque è così. qualunque cosa ci faccia male è solo un riflesso del dolore che custodiamo dentro di noi. c’è un tempo per ogni cosa. anche per dimenticare il dolore.

  3. forse nella nostra corsa non abbiamo il tempo di fermarci a riflettere cosa dobbiamo dire, fermarci per comprare qualche gettone, trovare una cabina, ma soprattutto non troviamo posteggio per la macchina.
    Un tempo tutto interagiva in maniera più lenta e laboriosa, eravamo rassegnati a quella perdita di tempo che avremmo poi recuperato, oggi il tempo non lo possediamo più, semmai lui ci possiede ed è pure tiranno…
    Un sorriso
    Giancarlo

    • elinepal ha detto:

      purtroppo ti devo contraddire. non avevo la capacità di fermarmi o rassegnarmi ad aspettare allora come ora. l’ansia del tempo mi spingeva a correre tra le tabaccherie alla ricerca di gettoni come ora a digitare furiosamente sui tasti del cell. E’ qualcosa che si ha dentro, non il mezzo che abbiamo. la paura di non essere nel posto giusto al momento giusto? il timore di non essere abbastanza per “fermare” l’attenzione? non so, ma nulla è cambiato per me (tranne alcuni piccoli miglioramenti dati dall’esperienza e dall’età)
      sorrido a te!

  4. Ammetto che essendo dell’era dell’iphone, non riesco più a vivere senza il suddetto aggeggio infernale.
    Il tuo post mi sta obbligando ad una seria riflessione.

    • elinepal ha detto:

      che bello! un post che fa riflettere è un super complimento!
      siamo in due…

    • elinepal ha detto:

      🙂

  5. Niko ha detto:

    Che mitico telefono a gettoni anni 80… magnifico!
    … io sono cellulare dipendente (non perchè lo usi in modo intensivo) e per me restare senza è un disastro!! 😛

    • elinepal ha detto:

      sei in buona compagnia 😀

    • Niko ha detto:

      🙂

  6. e poi ci sono gli altri blackout, quelli per cui alle 17:20 ti va via la corrente e l’Acea ti viene ad attaccare il generatore solo alle 4:30 del mattino… di questo ritorno al passato non sentivo la mancanza 😦

    • elinepal ha detto:

      lo credo!!! anzi che sono arrivati!!

  7. Se stessimo bene o se vuoi meglio, non lo useremo così come facciamo ora. Mentre invece il pensiero è catalizzato all’essere connessi, sempre.
    E’ il pensiero imprigionato.

    Non è un bene. Abbandonare queste abitudini dovrebbe venir da sè…con nuovi imput esterni, spontanei…
    penso sia così…

    Ho la tendenza a cancellare tutto. Ricordi e altro solo nella mente\cuore.

    buona giornata
    .marta

    • elinepal ha detto:

      Tu sei saggia, l’ho sempre detto. “Prima di conservare i ricordi bisogna viverli” è una pubblicità che va ora … mentre ti scrivo…. incredibile no? 🙂

    • Davvero??
      Che pubblicità è?
      Non guardo la televisione da almeno tre anni….

    • elinepal ha detto:

      non lo so, forse un’auto…..era una pubblicità tra una news e l’altra su rainews 24 che accendo ogni tanto per non essere del tutto aliena, cosa che effettivamente mi riesce sempre più difficile

    • 🙂
      ah ok…non importa…però lo slogan è carino…le studiano tutte eh…

      buone cose e buon domani eli
      ciao

    • elinepal ha detto:

      notte e buon domani a te!

  8. meis ha detto:

    Non sono cellulare dipendente anche se ho sempre vissuto in mezzo alla tecnologia e ancora ci vivo. La tecnologia non ha pietà… non è prevista. Il guaio vero di questi tempi è che questo concetto dalla tecnologia si è trasferito alle persone che la usano, spesso appunto senza pietà.

    • elinepal ha detto:

      nulla di nuovo… semmai con la tecnologia si è più dotati di argini…. sapendoli usare.

  9. a leggere il tuo post mi è venuto in mente che dovevo mettere in carica il cellulare…

    • elinepal ha detto:

      meno male che non ti ho stimolato un passaggio al gabinetto ….. 🙂

    • giammai

  10. Credo che tornare al vecchio, che poi di vecchio non c’è nulla, colloquio interpersonale, guardandosi negli occhi, sia una sensazione che potrebbe dare delle vertigini.
    Adesso si allaccia un’amicizia (sarà vera?) via etere (sms, chat, post, social network, ecc) che salvo eccezioni si tradurrà in una frana. Si fa all’amore (virtuale) via etere, ci si lascia con un freddo messaggio.
    Siamo diventati incapaci di parlare.
    Mi pare di aver letto tra le righe tutto questo.

    • elinepal ha detto:

      mi dispiace, non è così.
      ho molte “conoscenze” virtuali” ma tanti amici reali. e parlo…. cavolo se parlo!!! con tante persone, e per fortuna tante persone parlano con me.
      mai fatto “l’amore virtuale” via etere. sempre e solo di persona.
      quanto a lasciarsi con un messaggio, magari quello arriva, ma è solo l’epilogo di un lungo discorso….
      no non è questo che c’era tra le righe. solo il riproporsi di messaggi rimasti “dormienti” sul clou e rispuntati dopo un restore….

    • Scusami ma il mio era un discorso gnerico, non riferito al tuo caso.

    • elinepal ha detto:

      ma no, figurati! si fa solo per “parlare” 🙂 notte.

    • Notte anche a te

  11. Pablo ha detto:

    Spesso faccio delle prove di sopravvivenza, cioè, per esempio, evito di tornare indietro se mi accorgo di aver dimenticato il cellulare a casa ed evito di memorizzare in quell’arnese qualsiasi cosa e i numeri me li trascrivo a penna da qualche parte e le cose più importanti cerco di memorizzarle nella mia testa cosa che faccio anche per le immagini tipo una giornata piovosa a Roma, il Tevere rigonfio sotto ponte Garibaldi quasi a divorare l’isola Tiberina, una sosta in un vecchio ristorantino in un vicolo del Ghetto e gli ombrelli fuori ad aspettare.
    Pablo

    • elinepal ha detto:

      speriamo di memorizzare presto una giornata di sole.. 😉

  12. Ah! La nostre moderne schiavitù. Ma i cuori sono sempre gli stessi.

    • elinepal ha detto:

      dolci…

  13. una volta, adesso, domani: se riusciamo a tirare fuori il “meglio” è tutto a ns favore e vantaggio; se un tempo ci fosse stato il cell probabilmente certe mie storie (generico) sarebbero andate diversamente, se oggi non ci fosse anche, e domani chissà, pure. mi trovo anch’io molte volte a fare confronti con il passato spiegando alle mie figlie che era meglio, poi mi accorgo che mi ascoltano solo per compiacimento: noi siamo cresciuti in un altro modo, migliore o peggiore è difficile dirlo: però i conti li facciamo con l’oggi e con il domani, appoggiandoci al passato per l’esperienza acqusiita.
    sono fuori tema, ma fa lo stesso e comunque sia, sarà un successo!
    Ciao

    • elinepal ha detto:

      tu fuori tema, mai. io non sono una che rimpiange il passato. ci sono momenti in cui torna prepotente e fa ricordare sensazioni diverse, vissuti in momenti della vita in cui mi sembro un’altra persona. quella elisabetta lì non esite più. anche se il nucleo è sempre un cuore di panna.
      felice di riaverti visto. mi hai detto di calmarmi e l’ho fatto.

    • claudiogi ha detto:

      nemmeno io lo rimpiango il passato, alle volte però è bello crogiolarcisi dentro, per risentire certi profumi; rafiki diceva a simba che il passato è passato, e che a volte può anche fare male, ma sta a noi decidere se continuare a soffrire oppure fare qualcosa. ecco, io, se e quando posso, cerco di fare qualcosa. noi siamo noi, diversi ogni giorno che passa. il noi di ieri e dell’altro ieri, oppure di domani, è inevitabilmente diverso, pur mantenendo, come lo chiami tu, il “nucleo”. hai fatto bene, la calma, si dice, è la virtù dei forti. e, ripeto, comunque sia, sarà un successo. ciao

    • elinepal ha detto:

      saggio Rafiki!!
      Ma tu sei tornato!!!
      Non me ne ero ancora accorta.
      passo da te appena posso.
      Buona giornata, baci.

  14. Pur essendo un amante delle tecnologie moderne di comunicazione, io odio il cellulare. Telefono pochissimo e, di conseguenza, ricevo poche telefonate. Quindi un eventuale blackout non mi farebbe né caldo né freddo, almeno nell’immediato.
    Ma io sono un caso atipico.
    Amo invece i contatti epistolari, mi piace scrivere e ricevere mail. Questo è e sarà sempre il mio modo di comunicare col resto del mondo.
    Nicola

    • elinepal ha detto:

      ah…. arrivata a contatti epistolari credevo scrivessi ancora lettere…. vabbè anche mail va bene….. 🙂

  15. A parte il fatto che questi tuoi post sono delle vere e proprie pugnalate per i nostalgici come il sottoscritto, io non sono mai stato un aficionados del telefono, ma della posta sì.
    E me le ricordo bene le lettere intercontinentali, scritte sulla carta velina e imbustate nelle buste colorate… 😎
    Comunque, vorrei tanto sapere che marca di telefono hai comprato, per averlo operativo nel giro di subito, perché io quando cambio telefono devo prendere due giorni di ferie per riprogrammarlo e tornare “reperibile”…
    P.S.: sarà mica quello di Stiv Giobs, eh? 😀

    • elinepal ha detto:

      per fortuna il
      mio telefono era ancora in garanza e me lo hanno cambiato con uno nuovo senza battere ciglio. Si era un Iphone e avevo salvato tutto sulla “nuvola”. tecnologia impagabile…
      per non farmi gli affari tuoi, a chi scrivevi con la posta aerea?

  16. Per un certo periodo scrivevamo a un nostro parente in America. Poi, più avanti, s’era diffusa la moda degli amici di penna e ho tenuto una corrispondenza con una ragazza dei paesi nordici (Svezia, Norvegia o giù di lì…). Ho esaudito l’interlocutrice?

    • elinepal ha detto:

      Certo! Troppo curiosa?!??

  17. Parlavo proprio oggi di questo. I primi anni in cui partivo fuori per lavoro gli unici contatti erano via lettera e una volta alla settimana fila alla cabina telefonica, con annessi e connessi. A pensarlo ora sembra anche un po’ romantico. E lo era, l’attesa della posta a me fa ancora un certo effetto. Ma com’è bello poter sentire una voce proprio quando lo desideri…
    Le cicatrici? Ah, per quelle la tecnologia ancora non ha fatto niente.

  18. LuceOmbrA ha detto:

    Credo che sia un bene che la tecnologia ci abbandoni ogni tanto, non fosse altro perché costringe a pensare e sentire in modo diverso, a prendere coscienza della dipendenza alla connessione globale nella quale si parla tanto ma non si dice molto, una solitudine sloggata che è senza prezzo. Una delle cose che amo di più quando sono per monti è il telefono che non prende, una libertà inattesa che mi impone di assaporare il mondo con i miei sensi e non attraverso una condivisione telefonica.

    • elinepal ha detto:

      vedo solo ora questo tuo commento….
      è così, io nelle ultime due estati sono stata in Cilento per un Festival e per settimane sono rimasta isolata, tranne quando capitava che scendevo a mare e uscivo dal cono d’ombra. ero lì per lavoro e quindi un po’ di scompenso l’ho avuto. ma, credimi, il piacere è stato maggiore.

  19. apity ha detto:

    Quando eravamo piccole, chi pensava al telefono? Io no. Mi ricordo che per un anno ho evitato di parlare a mia madre per telefono. Lei era in Italia, io in Ucraina. Ero arrabbiata, ok, ma un anno senza sentirla è sempre un anno allontanata e lontana da lei! Si pensa di più, si ragiona di più e si ha più tempo senza tecnologia. Mi accorgo che il tempo passa in fretta controllando le notifiche di quest’app e di quell’altra. Certe volte vorrei buttare il mio cellulare nel mare e non pensarci più.

    • elinepal ha detto:

      certo, capisco, in realtà qundo non si vuole comunicare con qualcuno la tecnologia passa in secondo piano. io a volte sto mesi senza parlare con mio padre. viviamo nello stesso paese. nella stessa città. a distanze ridicole. ma ovviamente non è questo il problema.

  20. Erre ha detto:

    Visto che torniamo indietro nel tempo:

    • elinepal ha detto:

      grande!!!

  21. Vuc's ha detto:

    Come tutte le cose, cerchiamo di prenderne solo il meglio, senza abusarne! Quelle vecchie parole le avevi già nel cuore, quindi coraggio, prendi ilt elefono e chiama qualcuno di caro che non senti da molto! 😀

    • elinepal ha detto:

      l’ho fatto, sai? ho richiamato mio padre. non lo sentivo da mesi…
      grazie del tuo pensiero profondo.

  22. Quelle telefonate dalle cabine telefoniche le ricordo anch’io.
    E l’attesa, la gente in coda in attesa del proprio turno, da fuori si sentiva quasi tutto.
    Avevo scordato la carta sottile e impalpabile che si usava per la posta aerea, grazie di avermela ricordata, in qualche cassetto devo averne ancora qualche foglio.
    A volte il tempo rallenta e si va a finire in quegli anni là, non mi dispiace che accada.
    Buona giornata a te!

    • elinepal ha detto:

      grazie a te di essere passata

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Cronache di un pigiama rosa

Home - Books - Food - Lifestyle

sottoscrivo

IL BLOG DELLA SCRITTURA DI GIANFRANCO ISERNIA

Sincronicità

Le coincidenze non esistono

Un Mate Amargo

Nessun uomo è un'isola

Diario di Petra

"La bellezza salverà il mondo" (Dostoevskij)

SWING CIRCUS ROMA

#SWINGMENTALATTITUDE

p e r f a r e u n g i o c o

comunità, spazio di incontro, condivisione e, naturalmente, gioco!

Luca Caputo

Just another WordPress.com site

iltiramisu.wordpress.com/

APPUNTI, FATTI, MISFATTI, RISORSE E METODI LEGALI PER TIRARSI SU.

Stoner: il blog letterario della Fazi Editore

Un blog letterario ideato dalla Fazi Editore per tutti gli amanti della letteratura

Marco Milone

Sito dello scrittore Marco Milone

Sunflower on the Road

"Se non si riesce, dico io, a rendere quel che si scrive al meglio delle nostre possibilità, allora che si scrive a fare? Alla fin fine, la soddisfazione di aver fatto del nostro meglio e la prova del nostro sforzo sono le uniche cose che ci possiamo portare appresso nella tomba." Raymond Carver

Tiziana' s Masserizie

La ricerca dei particolari e' l'obiettivo costante

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: