Il complesso di Didone. Ma perché le donne toste perdono la testa per gli Enea?

il caso non esite e sono approdata a questo blog (da leggere tutto!) per via di Didone o di Enea fate voi

Il nuovo mondo di Galatea

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Questo post, con altri dedicati alle biografie di personaggi antichi, fa oggi parte del libro Didone, per esempioEdizioni Ultra, che trovate in libreria e nei principali store on line. Anche in ebook: qui il link per amazon

Didone, per esempio, bravo chi la capisce. Io non ci sono mai riuscita. Ogni volta che prendo in mano l’Eneide mi piglia uno di quegli intorcoli di stomaco che solo la rabbia genera, quando non la puoi sfogare.

Ma come, dico io, benedetta figliola! Hai tutto. Ma tutto tutto, proprio tutto quello che una donna, se ha un briciolo di sale in zucca, può desiderare.

Sei bella. Non come una velinetta da strapazzo, di quelle che sono pezzi di carne buttati lì, con le poppe al vento ed una espressione stolida sulla faccia che nessun chirurgo estetico può cancellare. No, bella bella, perché hai una certa età, ma sei…

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13 commenti
  1. Quando si ha tutto….. Ci si ingentilisce. Dante Alighieri scrisse ” amor che al cor gentile ratto s’apprende” , Dante era virtualmente discepolo di Virgilio, facendo 2+2 ….
    Un sorriso
    Giancarlo

  2. Fedifrago ha detto:

    Avevo scritto un bel commento dall’autrice, per scoprire alla fine che i commenti sono chiusi!! Ci riprovo ….a memoria.

    Si tratta di sindrome della crocerossina (io ti salverò) unita ad attrazione per il bel tenebroso. E poco importa che sia un tenebroso da Esselunga, e quello scambiato per tormento esistenziale non sia altro che l’amletico dubbio su cosa mangiare a cena. Più l’uomo è sfuggente, più rappresenta una sfida per la donna che si incaponisce nel volerlo salvare o cambiare. Invariabilmente l’esito finale concede solo due alternative: la prima è quella rovinosa, abilmente descritta dall’autrice del post, la seconda prevede che l’uomo si arrenda al cambiamento, diventando ciò che la donna vuole, ma a questo punto venuta meno la sfida diventa noioso ed appare persino un po’ bruttino.
    Il difetto di Enea è di non capire le donne e di mancare di intuito psicologico; bastava continuare a pensare alla cena con sguardo erratico perso nel nulla, e nel contempo concedere quel poco di cambiamento ed attenzioni che avrebbero tenuto desta la sfida (e l’interesse di Didone) in modo di vivere agiatamente come re.
    Certi uomini non imparano mai

    • Fedifrago ha detto:

      E ti credo che i commenti sono chiusi, noto solo ora che il post era del 2009. Come il vino, un buon post d’annata

  3. A parte il complesso di Didone… sarebbe stato bello se ai tempi del Liceo un “classico” mi fosse stato spiegato in questi termini. L’amore per il passato si può far nascere attraverso espressioni del presente!

    • Concordo con te “labloggastorie” i miti hanno tanto da insegnare, ma da come li spiegano a scuola non smepre ciò passa. Grazie alla padrona di casa di averlo condiviso con noi 🙂

    • elinepal ha detto:

      grazie a voi di essere passate di qua

  4. Il mondo di Galatea lo seguo da molto e mi piace come ragiona. Anche in questo post mostra tutta la sua maturità, trattando un argomento non facile.
    Tutti hanno conosciuto la storia di Didone, se non in latino, almeno in italiano. Certo che vista la sua vicenda con gli occhi di oggi non si può dare torto a Galatea. Ma si sa, i tempi cambiano e i classici restano. Quello che stupisce è che dei Didone e degli Enea vivono quotidianamente intorno a noi.

  5. Gran post e ottima la scelta di condividerlo.
    Non a caso, come non è stato un caso leggerlo anche per me.
    Abbraccio cara 🙂

  6. liù ha detto:

    Ciao,nel mio blog c’è un regalo per te!
    liù

  7. Rispondo alla tua domanda su ” Il postino ” .

    Si tratta di una minuscola isola (in pratica una grande vecchia tonnara) che si trova sulla rotta che unisce Trapani e Favignana e ripresa in corsa da un motoscafo. Non mi sono sentito di alterarne i toni ed in generale l’atmosfera per adattarla al racconto perché sono, per principio, contrario a qualunque postumo intervento sulle fotografie. Ripeto sempre infatti, ove si presenti l’occasione, che qualunque effetto si voglia ottenere nel riprendere una qualunque scena, questo deve ottenersi mediante qualsivoglia artifizio soltanto al momento dello scatto. Tutto ciò in cui sarà successivamente trasformata una foto potrà anche essere un’opera d’arte, ma non potrà essere annoverata tra le fotografie.

    • elinepal ha detto:

      ho girato un po’ tra le tue “rare” pubblicazioni sul blog. mi ha colpito molto in tuo montaggio delle riprese dello sbarco notturno. non sono assolutamente un’esperta di fotografia, nè di riprese, ma so riconoscere quando queste mi emozionano. le tue lo fanno.

  8. Grazie davvero e sinceramente, perché accade molto di rado che qualcuno mostri di apprezzare il mio lavoro.

    • elinepal ha detto:

      strano… molto strano….

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