country roads (take me home)

A fine agosto è stato il compleanno del piccoletto e la sorellona per regalo gli ha comprato un film di Hayao Miyazaki: I sospiri del mio cuore (耳をすませば Mimi o sumaseba, lett. “Se tendi l’orecchio”), titolo internazionale: Whisper of the Heart. Ovviamente ogni film di Miyazaki per noi è un must, abbiamo quasi tutti quelli che sono usciti in italiano. E spesso li rivediamo assieme. Non smettiamo di emozionarci per i disegni rigorosamente fatti a mano, per i panorami acquerello e per le colonne sonore mitiche.

Che fosse un film sull’amore era evidente già dal titolo. Non ci aspettavamo fosse una vera e propria love story tra adolescenti. Deliziosa. Come sempre. Con un pizzico di mistero. Come sempre.

La cosa che per me è stata sconvolgente, anche se ai miei figli non è ovviamente apparsa tale, è stato il tema musicale centrale del film. Dai primi fotogrammi, o disegni, è partita County roads. Si. Sulle immagini di una Tokyo degli anni ottanta è partita proprio la mitica strada di John Denver. Non la versione originale, ma comunque inconfondibile. Canzone che poi diventa un plot nel film e che viene orribilmente storpiata in un adattamento nippo-italiano dalla protagonista innamorata di un ragazzo con sogni da liutaio, che decide di andare ad imparare il mestiere in Italia. Non manca nulla. Una vera soap a disegni animati. Ma Miyazaki vince sempre.

E la sorpresa tra le sorprese è stata l’infatuazione immediata del piccoletto per Country Road.

Io conservo ancora i nastri registrati da un mio boyfriend nel 1970 con le canzoni di Denver. Ero uscita da poco dalla clausura di una scuola femminile gestita da suore. Ero stata catapultata nel mondo vero, in un Istituto Tecnico in pieno fermento politico. Avevo avuto l’impatto esplosivo con l’universo maschile, con l’aggravante di essere nel fulcro dello sviluppo adolescenziale.

Ed ero stata iniziata …. alla vera musica. Ferma a Mina e ai Ricchi e Poveri avevo avuto il battesimo dei Pink Floyd, di Battisti, di Guccini e Finardi. E poi il folk americano Woody Guthrie, Pete Seeger, John Denver.

Pomeriggi interi passati ad ascoltare musica e a cantarci sopra.

Ed ora, il piccoletto, si becca Country Road storpiato da una giapponese e se ne innamora.

Il fato vuole che per il suo compleanno la sua mamma, cioè io, gli abbia regalato un walkman. Quindi ora scaricherò tutto il folk americano che conosco e invaderò le tenere orecchiucce del pargolo con le melodie che mi hanno fatto scoprire il mondo.

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11 commenti
  1. cavaliereerrante ha detto:

    Fagli ascoltare questa, @Eli cara …. è dolcissima, e per me è ‘la più bella ballata’ del bravo @John Denver ! 😀

  2. Caspita, quanto languore adolescenziale sulle note di John Denver!!!! Mi hai fatto fare un salto immediato nel passato!! 🙂

  3. Sorprendente…come i gusti combacino….
    auguri al piccoletto e alla mamma 🙂

    buona giornata
    .marta

    • elinepal ha detto:

      Grazie
      buona giornata …. 🙂

  4. Che tuffo nel passato! Del cartone di cui parli non conosco nulla ma di Denver ricordo ancora ogni nota… 🙂

    • elinepal ha detto:

      Miyazaki è da vedere. E’ sicuramente un genere che affascina sia i ragazzi che gli adulti. Io mi innamorai dei suoi film vedendo “la città incantata”, secondo me il suo film più bello.

  5. Io quel film di miyazaki ancora devo vederlo…..mi hai messo una gran voglia!^^

    • elinepal ha detto:

      Non è il suo migliore, ma è comunque molto carino.

  6. solounoscoglio ha detto:

    Un walkman?!? Molto anni ’80!!!
    Buon ascolto a tutta la famiglia!

    • elinepal ha detto:

      vero? Però versione ultramoderna…

  7. Post bellissimo, che unisce pensieri e racconti in modo “agile” ed efficace. “Take me home” è stata la mia prima metà canzone da unire all’altra metà per un ballo… all’oratorio. Non conoscendola (nel 1970 non esistevo nemmeno) non sono riuscita a trovare l’altra metà perché non sapevo cosa cercare.
    Ora l’ascolto…

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