riflessioni di (quasi) mezzanotte di un giorno di (quasi) fine estate

coppacampioniromaliverpdasottoRientro a casa da teatro. Ho visto un bel testo di Giuseppe Manfridi “Roma Liverpool 1 – 1” portato in scena in maniera eccelsa (come sempre) da Paolo Triestino. Ho riso molto e mi sono trovata a fare il tifo per una Roma che non esiste più, per una partita di cui nulla sapevo.  Che il calcio non lo seguivo allora e tantomeno oggi. ( ma nel cuore sempre giallorossa resto)

Ma non è questione di calcio. E’ questione di passione, che si trasmette, e di talento, e di occasioni mancate, e di pezzi di vita.

Dovrei essere allegra per la serata piacevole.

Invece.

Come lascio il teatro rientro in una dimensione di fatica quotidiana e depressione.

La mancanza di riposo nel periodo estivo, di un vero riposo intendo. Quello mentale, del distacco vero, reale e totale dal lavoro. Della condivisione di un periodo di una vacanza qualunque in qualunque posto, ma con le persone che ami. Questa mancanza ora si fa sentire. All’inizio di un nuovo anno di lavoro intenso, si fa sentire.

Ma non è solo la fatica fisica o mentale. O i dolori che da qualche mese mi perseguitano.

E’ la mancanza di un vero senso di soddisfazione, carenza di un risultato positivo. Difficoltà a mantenere la rotta senza avere un riscontro utile.

Sembra che qualunque cosa stia andando male. Nonostante gli sforzi non riesco a portare a casa risultati.

Apparentemente non è così. Credo ci siano persone che addirittura mi invidiano. Ma è tutta apparenza.

Tutta la professionalità, l’impegno, la creatività, il tempo, la serietà, che metto nel lavoro portano zero risultati. Sopravvivo. In attesa che qualcosa si compia e arrivino tempi migliori, e si ribaltino le condizioni assurde nelle quali sto lavorando.

E non è solo una questione di denaro. Sento che nulla di quello che faccio viene realmente apprezzato da nessuno. O forse non ha semplicemente alcun valore.

Nessuno è indispensabile. Immaginavo che avrei avuto, ad un certo punto della vita, finalmente un risultato  positivo dagli sforzi che ho fatto nel mio  percorso. Invece sembra tutto inutile. Forse veramente ho sbagliato scelte, negli ultimi anni. Ho puntato su persone e testi e lavori sbagliati.

Avere la mia età ed avere questi risultati è fallimento puro.

Dov’è più la mia passione? E il talento c’è mai stato? E quali sono le occasioni che ho mancato.

Prendere una grande sconfitta di calcio come parabola di vita, a questo sono arrivata.

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42 commenti
  1. stranekind ha detto:

    Le parabole vanno e vengono, seguono gli assi del loro tracciato, sono figure geometriche che si ripetono… capita, a volte, di voler fare un punto di riflessione e scoprirsi dal lato sbagliato dell’emotività. E’ come avere un vetro smerigliato davanti agli occhi, che sfuma tutto in un grigio uniforme. Ma basta toglierlo da davanti e tutto riprende forma e contorni. La creatività di certo non ti manca, il sentimento nemmeno, l’età non conta nulla… il significato di successo o di fallimento, molto spesso, è questione di opinioni. La passione è nelle tue corde, sempre, lo si capisce da quello che scrivi e da come lo scrivi, si tratta solo di scrollare le spalle, mettersi un sorriso sardonico sul volto e gridare al mondo che tu ci sei, che combatti, che ridi e che sei viva. E la Roma ha vinto la partita, anche se molti non se ne sono accorti… 🙂

    • elinepal ha detto:

      Cerco di non lamentarmi mai, ma se il risultato è una risposta come questa lo faccio più spesso. Grazie di cuore, parole incoraggianti che mi ridanno energia. Buona giornata @Strane

    • stranekind ha detto:

      🙂 buona giornata anche a te!

  2. cavaliereerrante ha detto:

    Sottoscrivo, parola per parola, il commento di @Stranekind ….
    Io @Eli … non t’ ho mai vista, nè ho mai ascoltato il suono della tua voce, e nemmeno conosco le persone che ami e che ti amano o i tuoi ( tanti ) amici, ma di una cosa son certo : da come scrivi e senti, da come approcci la vita, essendo “madre e donna”, non ti manca nè passione nè talento !
    E ci sono sconfitte, come Roma-Liverpool, che fanno male ( a me …. “quella” partita me ne continua a fare ), ma segnano la storia, smuovono dentro sentimenti che ci scavano l’ anima e ce la mostrano nella sua più pura essenza …. e per questo valgono assai di più delle vittorie …. che passano !
    Capisco la tua spossatezza, capisco la tua ansia e l’ amaro che ti lasciano non pochi tratti della tua vita passata, ma sei bellissima, cara amica di penna, e possiedi una bellezza non effimera, non legata più alla giovinezza o alle stagioni …. una bellezza solo tua : coltivala essendone orgogliosa …. tutto il resto, il dolore come il piacere, il ricordo felice come il rimpianto, conta …. ma è solo vita !!!

    • elinepal ha detto:

      Ripeto quello che ho detto a Stranekind, parole di grande incoraggiamento. Grazie di cuore.

  3. Ti giro quanto ha scritto Michela Marzano sul suo blog:
    “La vita ci ferisce. Tutti. Senza eccezione. E anche chi sembra avere tutto, in realtà ha tutto tranne quella cosa lì, quella che avrebbe voluto più di ogni altra, quella che altri hanno, anche se poi gli altri non hanno quello che forse vorrebbero avere.
    La vita ci ferisce. E non c’è amore che tenga. Perché nessun amore potrà mai ricucire gli strappi di un’esistenza che subiamo senza “se” e senza “ma”. E che si impone come un’evidenza anche quando avremmo tutte le ragioni del mondo per dire di no e recriminare.”

    Come ha scritto “stranekind” le parabole vanno e vengono e aggiungo che molto dipende da noi… da come le affrontiamo… basta poco per cambiare un punto di vista e trasformare il bicchiere da “mezzo vuoto” a “mezzo pieno” ed è quello che ti auguro possa accadere a breve.

    buona giornata 😉
    Anna

    • elinepal ha detto:

      ecco l’hai detto. dipende da me. ecchefaticaperò!!!!
      buona giornata a te!

    • elinepal ha detto:

      abbraccio te.

    • elinepal ha detto:

      Mi dispiace, vuol dire che ti trovi in una situazione di stallo anche tu. credo che fermarsi a riflettere su cosa non ci funziona più sia fondamentale. è difficile quando non si vede un’alternativa valida, non si scorge la luce in fondo al tunnel. forse bisogna solo avere la forza e il coraggio di arrivare fino in fondo. tre parole chiave nella mia vita: forza, coraggio, fino in fondo.

    • Diciamo che non riesco più a capire cosa voglio davvero… tra pochi giorni dovrò fare una scelta forse definitiva sul lavoro e non capisco più quali sono le mie priorità, i miei interessi reali. E poi: il lavoro è davvero così importante per realizzarsi? Non lo so più.

    • elinepal ha detto:

      capisco bene la situazione. credo che il lavoro sia una delle componenti della vita. per me è stato comunque importante riuscire a fare quello che pensavo fosse il lavoro più giusto per me. non ho rinunciato però all’amore e alla famiglia. è un bel po’ complicato.
      un abbraccio.

  4. adrianmeis ha detto:

    Anche io mi sono trovato e mi trovo nelle tue condizioni. E’ un’amarezza difficile da spiegare, ci si sente incompresi e delusi. Possiamo forse sfuggire al giudizio degli altri, ma non a quello di noi stessi. Detto ciò però, senza nessuna intenzione di consolarti, perché tanto non ci riuscirei, penso che stia sempre in noi la necessità di risolvere l’insoddisfazione e di trovare tutti quegli interessi che ci spingano ad essere di nuovo soddisfatti, nel lavoro e anche negli affetti. Io non sono credente per cui parto da un assunto fondamentale: la vita è una sola. Possiamo giocarla bene o male ma sta a noi esserne protagonisti o diventare delle pure comparse. Da quello che leggo dal tuo blog non mi sembra che tu abbia la vocazione alla comparsa… quindi… hai una sola strada, quella di riprendere ad essere protagonista della tua vita. Per farlo si può anche scontare un periodo di crisi. Fa male mettersi in discussione ma serve. E’ l’unico modo che abbiamo per crescere veramente, a qualsiasi età. L’importante è non farsi prendere dal gorgo della depressione, altrimenti non se ne esce più. Ma non credo sarà il tuo caso. Comunque… non è necessario vincere sempre. A volte basta un pareggio. L’importante è essere soddisfatti di come abbiamo giocato la partita. 🙂 Auguri e scusa l’intromissione…

    • elinepal ha detto:

      Grazie per la tua intromissione! Sono convinta di quello che asserisci. Anni di pratica meditativa mi hanno insegnato proprio che il punto è sempre quello di prendere in mano la propria vita e decidere come vivere ciò che ci accade. So che il caso non esiste e se sono qui in questo modo c’è un motivo. A volte cedo. A volte non ce la faccio e mi siedo per terra a lamentarmi. A volte avrei desiderio di condividere le cose con qualcuno. Vedo che queste note sul blog mi stanno aprendo all’incontro con menti prontissime e che riflettono sui miei stessi temi. Non è un caso, appunto, che decisi di aprire un blog.

    • adrianmeis ha detto:

      E’ normale cedere, sedersi per terra e lamentarsi qualche volta. Diffido delle persone così forti da non farlo mai. O sono stupide o troppo piene di sé per farlo. Condividere è difficile, perché per condividere veramente bisogna essere in sintonia. Il blog è uno specchio dove ti rifletti. Ma anche altri possono riflettersi nel tuo stesso specchio. Buona giornata e un sorriso 🙂

    • elinepal ha detto:

      buona giornata 🙂

  5. Una vita, quasi, spesa per gli altri….trascurando noi stessi. Non è medaglia che si cerca…ma una considerazione, un piccolo gesto…questo manca, forse…più di tutto il resto.

    Penso

    un abbraccio
    .marta

    • elinepal ha detto:

      Pensi bene, come sempre. Basta poco vedi? E si riprende la via….
      un abbraccio a te!

  6. Che bella forza che hai trovato a sfogarti (confidandoti), pur sapendo che non sei totalmente protetta dall’anonimato, e a farlo in questo modo, umile e sincero. Ce ne vuole davvero tanta quando si è pervasi dallo sconforto. Credo, comunque, che questo tuo sforzo sia stato ricompensato (non da me. Io sono il fallimento in persona tranne che sul lavoro, quindi vivo una situazione pressoché opposta alla tua, e che considero più grave.)
    Alla faccia di quelli che mettono in discussione il valore dei blog e dei rapporti virtuali.

    • elinepal ha detto:

      all’opposto perchè io mi sono limitata alla vita professionale, essendo per l’appunto non protetta dall’anonimato totale. Se fossi entrata nella sfera privata staremmo 2 a 1.

    • Che bella competizione …

    • elinepal ha detto:

      già

  7. Stamattina ho letto il tuo post e ho scritto un commento breve, più affettivo che altro. Però durante il giorno mi sei tornata in mente, mi è ritornato il tuo sconforto, il tuo dolore. Non so nulla di te, non so neanche di che cosa ti occupi. Ma il tema del talento e del valore li comprendo molto bene. Ovviamente non ho risposte da darti. È molto difficile andare avanti per la propria strada quando da lì non arrivano risultati positivi, o che perlomeno tu non reputi tali. Perché poi i piani sono complessi: c’è quello concreto, economico, e quello legato al senso di ciò che si fa, che è molto più difficile da valutare, soprattuto quando si è giù di corda. Da quell’ottica, tutto sembra privo di senso, sbagliato, storto. Non ho risposte ma vorrei esserti vicina. Ti ho pensata, e mi sarebbe piaciuto fare una bella chiacchierata, magari sedute su una panchina in un parco.
    Spero che lo sguardo sulla tua vita possa riaccogliere anche il valore che ha, che hai, e che ti riporti un sorriso profondo.
    Con affetto,
    Chiara

    • elinepal ha detto:

      Grazie Chiara. Che bello sapere che qualcuno sa di come ti senti e ad un certo punto ti pensa. Pur non conoscendoti personalmente. Devo dire che è commovente. Ed è una sintonia che a volte ho trovato proprio qui, dove non ci si è mai guardati in faccia. Sebbene rimanga anche dopo essersi eventualmente conosciuti di persona. Come se attraverso le parole così intime che si leggono su un blog si superasse una certa fase della conoscenza più superficiale per arrivare subito più nel profondo. Specialmente con le donne questo accade.
      Mi avrebbe fatto piacere stare con te su una panchina a chiacchierare di vita. Se capiti su una di Roma fammelo sapere.

    • Senz’altro e con piacere. E magari lo si può anche far capitare… E nel caso passassi tu per Milano… Un divano letto piuttosto comodo è pronto per te.

    • elinepal ha detto:

      Grande!!!
      Anche io me ho uno…

      Inviato da iPhone

  8. Pablo ha detto:

    Questo testo me lo conservo perché è esattamente quello che penso anch’io spesso. Ma perché ci vogliamo dipingere così “falliti”? E ti assicuro due cose:
    1) Siamo in tanti a sentirci falliti, quindi non siamo soli, mal comune mezzo gaudio.
    2) Noi pensiamo di essere falliti, mentre ci sono quelli che sicuramente ed effettivamente sono falliti. E nemmeno se ne rendono conto.
    Su una cosa però hai ragione (nel post precedente): tiriamolo fuori questo cazzo di NO. Scusa la brutalità.
    Pablo

    • elinepal ha detto:

      no, caro Pablo, mal comune non è mezzo gaudio. a me non interessa come si sente la maggioranza delle persone, ma neanche la minoranza. il mio obiettivo è sentirmi a posto con me. sentire che quello che faccio ha un senso ed ottengo risultati pari ai miei sforzi. è vero devo imparare anche io a dire no, quando serve. ora la situazione è veramente più complessa. sono nel mezzo di un progetto dal quale non posso tirarmi indietro. e comunque abbandonare non mi porterebbe giovamento. anzi. ma andare avanti significa anche decidere come farlo. e non riesco veramente a trovare il ritmo giusto. il mio ritmo. mi sento trascinata come in un gorgo. e affogo. ecco.

    • Pablo ha detto:

      Ma sì, qui ci si scambiano pensieri e opinioni senza l’effettiva conoscenza dell’ALTRO e dei suoi PROBLEMI, mancano particolari e sfumature. Mi rendo conto che tutto è relativo e al massimo ci si può incoraggiare. Poi spento il computer si rimane soli con le proprie angosce e quindi tu hai perfettamente ragione a ribadire la tua sofferenza.
      Ma: “…il mio obiettivo è sentirmi a posto con me…” comporta che la soluzione è dentro di te. Il ritmo giusto e l’equilibrio possono avere un prezzo altissimo. Dipende da te fino a quanto sei disposta a spendere o a quanto sei disposta a rinunciare.
      Buona fortuna.
      Pablo

    • elinepal ha detto:

      caro Pablo. non volevo essere presuntuosa ed avere l’esclusiva delle sofferenze. capisco bene che siamo in un periodo in cui è veramente dura per molti. Solo che effettivamente è come dici tu. So che la soluzione deve essere la MIA, e questo è sempre stato. Ho costruito il mio lavoro dal niente mettendo in campo tutte quelle energie e rinunce d icui mi parlavi giustamente. Ed il punto in cui sono è esattamente quello in cui c’è quasi da ricominciare da capo. e ti dirò, quello che mi fa più male è che è venuta meno la sintonia e la fiducia con la persona con cui ho iniziato questa avventura. siamo oramai quasi sempre su posizioni differenti, perchè abbiamo evidentemente obiettivi differenti. tutto qui.

    • Pablo ha detto:

      Comprendo. In ogni caso se hai costruito il tuo lavoro dal nulla vuol dire che sei forte e capace e quindi ce la farai a superare il momento. Dai, dai.
      Ti abbraccio.

    • elinepal ha detto:

      ricambio

  9. blogandrealiberati ha detto:

    Ti “regalo” una stella salente, giacchè quelle che cado ispirano i desideri, e poi cadono: quelle che s’innalzano invece, salendo ti portano altrove.
    un caro saluto Eli
    Andrea

    • elinepal ha detto:

      grazie! pensa che questa estate non ho visto neanche una stella cadente… neanche un desiderio espresso. cazzo!

    • blogandrealiberati ha detto:

      ma pigliati qualche giorno no?

    • elinepal ha detto:

      Apertura nuova stagione…. Tu mi capisci

  10. Non disperare e soprattutto non vedere tutto così nero. Secondo me la stanchezza gioca brutti tiri e a volte ci fa sentire peggio di come stiamo. Trova per lo meno piccoli momenti di bellezza. Io te l’auguro.Forza che sei in gamba. Ma tanto.

    • elinepal ha detto:

      si, si, mi riprenderò. certo, che cavolo, dovevo venire lì a farmi una passeggiata lungo il torrente e a lanciare sassi piatti nell’acqua….

  11. Topper ha detto:

    Quel che scrivi qui da qualcuno viene apprezzato e condiviso.

    • elinepal ha detto:

      ma bene! ricambio la visita.

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