delle parole d’amore o della comunicazione tra uomo e donna

Il mio imprinting, la mia educazione familiare, mi ha condizionato a non chiedere. Sin da piccoline io e mia sorella non dovevamo chiedere nulla. Nulla era dovuto, tutto era una concessione. Sicuramente quando passavamo davanti alla cartoleria sotto il portico vicino casa non dovevamo assolutamente chiedere di comprare la “sorpresina”. il cartoccio di cartone con dentro un piccolissimo giochino o un dolcetto con una decalcomania, incartato con una velina colorata, veniva venduto a dieci lire dentro uno scatolone di cartone. Sceglievi e non sapevi cosa c’era. Potevamo avere una sorpresina solo se non la chiedevamo espressamente.

Non si poteva chiedere una seconda porzione di cibo, veniva offerta se rimaneva.

Non avevamo nessuna autorizzazione a chiedere cose. Ci venivano comunicate o date.

Chiaramente questo ha influito non poco nella mia vita di relazione. In generale. Ed in particolare nelle relazioni affettive.

Un po’ come la pubblicità di Denim. La donna che non deve chiedere, mai!

Solo che poi non è così.

Se si vuole ottenere qualcosa si deve chiedere. E può non bastare.

Nel tempo ho cercato di adeguarmi, e di imparare. Ma la difficoltà è tanta. Anche perchè c’è il rischio del no.

Però ho imparato anche un’altra cosa. Questo lo devo al lavoro che faccio, ma anche agli uomini che ho avuto. Un no secco, deciso, chiaro, inequivocabile, è già un obiettivo raggiunto. Avere un forse, vediamo, non so, dammi un tempo per, è facile.

Avere un no, è molto più difficile.

Poche persone riescono a dire: no questo non è possibile. E’ inutile parlarne. Ti farei solo perdere tempo.

L’arte dell’arronzo (questo l’ho imparato dal socio beneventano) è un’arte molto italiana. E certamente molto maschile.

Ma torniamo al non detto. Al non dichiarato. Questo è parte della comunicazione femminile. Io desidero una cosa dal mio uomo, non la dico, ma immagino – anzi mi aspetto proprio – che egli l’abbia capita e che risponda di conseguenza.

Sono stata per tredici anni con un uomo, il mio ex marito e padre della ventiduenne, dal quale non sono mai riuscita ad avere in regalo un anello. Non l’ho mai chiesto, direttamente. Ho avuto tantissimi regali da lui. Tutti bellissimi e fatti con il cuore. Ma per anni ho desiderato che lui mi regalasse un anello, e quello non l’ho mai avuto. (A dire il vero neanche da nessun altro uomo. Se si esclude un anellino di plastica di un  ristorante cinese.) Io non l’ho mai chiesto. ho sempre immaginato che fosse chiaro ciò che mi avrebbe fatto felice. Ho avuto in dono bei gioielli, abiti, racchette da tennis, vacanze e viaggi, anche un’auto (usata ma comunque un gran regalo) ma un anello mai.

Da ciò ho imparato che gli uomini non sono intuitivi. Devi dirgli proprio esattamente cosa ti aspetti. Certo che se poi tu sei chiara e loro cincischiano, non rispondo, prendono tempo, devi trarne delle conseguenze.

Negli anni ho incontrato uomini che usavano tipi diversi di linguaggio. Ci ho messo del tempo, anche lì, a capire.

Per fare un esempio il mio ex marito non parlava proprio. Un giorno che esasperata gli dissi: dimmi qualcosa di carino! Lui mi rispose (con gli occhi pieni d’amore- perchè lui mi amava veramente): Ciao! Scoraggiante, ma ci ho fatto l’abitudine.

Gli uomini spesso parlano attraverso i gesti. Gli oggetti. C’era una pubblicità anni fa che, non a caso, era: “dillo con i fiori”. Ho avuto un uomo che mi parlava attraverso le immagini. Attraverso foto o filmati. Non era un linguaggio di facile interpretazione ma alla fine avevo imparato.

Ho imparato a rispettare i silenzi, il non detto, a interpretare i segni. Ho cercato di dire con più chiarezza ciò che desidero, quello che mi aspetto.

La mia comunicazione con l’altro sesso è migliorata?

Sembra di no.

Per fare un esempio. Se io per dare un messaggio forte al mio amato decidessi di affiggere nella bacheca condominiale un annuncio tipo: “Domenica ad Amatrice grande sagra dell’Amatriciana, se qualcuno vuole venire ne sarò ben felice. Ci sarà anche un buon vinello rosso di accompagnamento”, vi sembrerebbe una buona comunicazione mirata e coinvolgente? A me no, a qualcuno, pare, si.

Da questo cosa se ne deduce? Niente. O, forse, tutto.

Anche se mi ripeto c’è solo una legge che vale. Se vuoi qualcosa, veramente, la devi chiedere. E la risposta può anche essere no. Ma anche peggio…..

Annunci
7 commenti
  1. Ho sempre chiesto,nel mio imprinting era previsto.Mi veniva dato che chiedessi o non chiedessi.Oddio,magari non sempre sempre,ma spesso.Poi sono cresciuta e le cose sono cambiate.Specialmente nelle relazioni.Amicizie o affetti.
    Nota dolente della mia vita.Ho capito che forse chiedere non andava bene.Che tutto dovrebbe essere spontaneo.Che si dovrebbe solo velatamente esprimersi.Insomma un gran bel sogno.mettici pure in conto che i no non mi piacciono…e piacciono a chi? 😀 talvolta preferisco i forse,lasciano uno spiraglio,anche se il No evita perdite di tempo e aggiunge consapevolezze.
    Scusa se son stata prolissa,ma hai toccato un mio punto dolente e comunque mi sei stata utile.
    Grazie! Un abbraccio…

  2. in fondo chiedete e vi sarà dato qualcuno ce l’ha già detto da parecchio tempo… grazie per la riflessione, perchè tutte le cose scontate è sempre utile ricordarsele ogni tanto, per accorgersi che non sono poi così scontate

  3. “ti sto arronzando” la “campana” che è in me ha avuto un sussulto… sarà che di “arronzate” ne ho dovute subire tante, troppe, anche io

  4. adrianmeis ha detto:

    Hai ragione, gli uomini in genere non sono intuitivi. Poi dipende, ci sono vari gradi di sensibilità. Anche io non so chiedere e non perché, parafrasando una famosa pubblicità “L’uomo non deve chiedere mai”… sarà questione di imprinting 🙂 In ogni caso credo che la comunicazione uomo/donna sia un filo sottile che entrambi devono avere l’accortezza di non rompere… si può sempre riannodare… ma non è la stessa cosa. E’ la fatica (e la bellezza) dell’amore.

  5. ff0rt ha detto:

    Per me la comunicazione con l’altro sesso (femminile) è sempre almeno altrettanto difficile. Non afferro le cose, arrivo sempre in anticipo o in ritardo. Poco intuito? Poca pratica? Sarà una costante maschile? Boh.

  6. cavaliereerrante ha detto:

    Uomini e Donne, @Eli cara, sono universi complessi, difficilmente schematizzabili in formule, come spesso ( o sempre ? ) accade nella pubblicità di chi debba appioppare qualche prodotto scadente o nel web ( dove la faciloneria, il luogo comune, il narcisismo, l’ impudicizia, e non di rado la furbizia, sono allegramente di casa … e chissene frega se, adeguandosi a questo effimero modo di vivere “da dipendenti”, si perde di noi quell’ originalità che dovrebbe essere invece un bene inalienabile ), che di per sè, ingabbiando in schemi le Persone, pretende di avere una risposta esaustiva per ogni aspetto della vita, come se la vita fosse una pietanza e le Persone ingredienti .
    E’, umanamente, molto difficile conoscere noi stessi …. figuriamoci quanto lo sia conoscere gli altri !
    Assai più facile giudicarli, deriderli, sfruttarli, asservirli al proprio egoismo, e navigare evitando accuratamente ogni scoglio che possa recarci il benchè minimo danno .
    Nella mia vita, imperfetta, ho sempre tenuto la barra ferma su due imperativi : 1) il socratico “Conosci te stesso!” – 2) il complementare spinoziano “Non deriderle nè compiangere le azioni altrui, ma sforzati di comprenderle !” e, francamente, non mi sono trovato male, sia che il mio interlocutore fosse un Uomo, sia che fosse una Donna : in entrambi i casi, davanti a me, c’ era – e c’ è – una Persona !
    Leggendo il tuo lungo post, mi sembra che Tu segua la medesima prassi …. ed impari sempre qualcosa di utile, senza rinunciare ad essere te stessa !
    T’ auguro di avere, quando meno te lo aspetti, quell’ anello che porti nel cuore !!! 🙂

  7. Pablo ha detto:

    Il problema, secondo me, è che si continua ad insegnare ai bambini a diventare “uomini” e alle bambine a diventare “donne”. Comunque faccio mea culpa, sono maschietto e deficiente pure io. E mi do fastidio da solo.
    Pablo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Cronache di un pigiama rosa

Home - Books - Food - Lifestyle

sottoscrivo

IL BLOG DELLA SCRITTURA DI GIANFRANCO ISERNIA

Sincronicità

Le coincidenze non esistono

Un Mate Amargo

Nessun uomo è un'isola

Diario di Petra

"La bellezza salverà il mondo" (Dostoevskij)

SWING CIRCUS ROMA

#SWINGMENTALATTITUDE

p e r f a r e u n g i o c o

comunità, spazio di incontro, condivisione e, naturalmente, gioco!

Luca Caputo

Just another WordPress.com site

iltiramisu.wordpress.com/

APPUNTI, FATTI, MISFATTI, RISORSE E METODI LEGALI PER TIRARSI SU.

Stoner: il blog letterario della Fazi Editore

Un blog letterario ideato dalla Fazi Editore per tutti gli amanti della letteratura

Marco Milone

Sito dello scrittore Marco Milone

Sunflower on the Road

"Se non si riesce, dico io, a rendere quel che si scrive al meglio delle nostre possibilità, allora che si scrive a fare? Alla fin fine, la soddisfazione di aver fatto del nostro meglio e la prova del nostro sforzo sono le uniche cose che ci possiamo portare appresso nella tomba." Raymond Carver

Tiziana' s Masserizie

La ricerca dei particolari e' l'obiettivo costante

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: