mia madre ed io – post psicoanalitico

bella, con i capelli cotonati e l’eyeliner nero, con l’abito color lilla, quello con i bottoni che sembravano dei bonbon. avevi un profumo dolce di cipria e fondotinta. mi baciavi di lato per non rovinare il rossetto. torniamo presto, dicevi. ma per me era l’eternità.

due piccole rughe verticali tra le sopracciglia disegnate con cura. sopra il tuo naso diritto. apparivano quando mi dicevi: Eli, senti un po’…. ed io tremavo in attesa di sapere qual’era il rimprovero, perchè c’era, era certo. te le ho accarezzate e spianate a lungo negli ultimi giorni. tentando di cancellarti il pensiero del dopo.

mi svegliavo di notte dopo un incubo. avevo delle visioni nitide degli animali enormi e mostruosi che mi minacciavano ancora nel buio. trovavo la forza di far uscire una mano dalle coperte solo per bussare al muro che divideva le nostre stanze.

la febbre me la godevo nel tuo lettone. lenzuola ricamate del corredo, quelle che ora ho io. due cuscini dietro la testa e il vassoio di legno con i piedini, per mangiare li. mi imbocchi? io tentavo…. sorridevi. sei grande oramai. ma ho tanto mal di testa…. e va bene! e mi passavi la mano sulla fronte, fresca e liscia la tua mano. me la sento ancora . con le dita lunghe e le unghie curate. le carezze con i grattini sulla schiena. però per quelli ti facevi sempre pregare un po’.

un movimento cauto, la distanza tra te e la scrivania, un gesto di protezione. ti devo parlare di una cosa. mi volevi dire che sei incinta? mi guardavi stupita. ma come fai a saperlo, non si vede ancora. certe cose io le sento, tu lo sapevi.

una cosa però non l’avevo sentita. devo partire, vado in un paese lontano, in sud america. mi sforzavo di sorridere: che bello! bel viaggio! quando torni? lo sguardo serio: vado a vivere lì, tesoro. tornerò a natale e poi d’estate. sai francesco ha un cantiere lì. è stato solo un momento, una nuvola grigia davanti agli occhi, e poi di nuovo ho sorriso: si è giusto, devi andare. (scegli me, scegli me!!! urlavo dentro la testa)

non penserai di uscire con me conciata in quel modo! avevo i jeans e una tshirt. forse i camperos. ovvio che si! camminavamo entrambe arrabbiate, poi però il gelato da Giolitti ce lo prendevamo lo stesso.

uno degli ultimi pomeriggi eravamo sdraiate vicino, sul tuo lettone. ci tenevamo la mano. eri triste e depressa e pensavi a mio fratello. devi stargli vicino, ha già perso il padre. ha sofferto molto. per la prima volta trovai il coraggio di dirlo: anche io ho sofferto tanto. lo so, mi dicesti, lo so. e due lacrime ti sono scese lungo le guance. non parlai più.

mi manchi.

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23 commenti
    • elinepal ha detto:

      grazie, un sorriso a te.

    • elinepal ha detto:

      grazie di essere passato di qua

    • elinepal ha detto:

      oh, mi di spiace.
      un abbraccio marta

  1. Queste madri… quante ne combinano… e noi, che pensiamo di essere diversi, ne combiniamo altrettante… forse però noi siamo maggiormente in grado di ammettere i nostri errori.

    • elinepal ha detto:

      mi dispiace, stai parlando con la madre perfetta….

    • Urca. Mi scusi tanto allora! Va bene il lei, o preferite il voi? Al limite posso anche pensare di darti del coloro!! 😀

    • elinepal ha detto:

      per te sempre eli

    • elinepal ha detto:

      ho smesso di fuggire già da un po’

    • Uffffffffffffff 😀
      Vabbè, almeno Benito la prox settimana?

    • elinepal ha detto:

      quello sempre, anche se non so se sarà aperto. ma un posto lo troviamo, suvvia!

    • elinepal ha detto:

      empatia

  2. Hai detto tutto così bene. E non aggiungo altro solo grande emozione e rispetto e dirti che ti capisco.

    • elinepal ha detto:

      noi ci capiamo sempre

  3. Pablo ha detto:

    Ehi che giornata oggi. Come hai già letto da me, una lacrima questa mattina è venuta per me e ora, per chiudere in bellezza, un’altra si è affacciata e mi ha chiesto:«Che faccio, vado pure io?» E gli ho risposto: «Certo che devi, sei venuta per Eli e per lei devi andare».
    Pablo

    • elinepal ha detto:

      Già. Che giornata. Di padri e madri e di sguardi all’orizzonte. Grazie di essere passato.

    • elinepal ha detto:

      sei cara, un abbraccio a te

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