di mini 1000 e lady d

il mio racconto in risposta alla proposta di PABLO

The-Old-Mini-mini-cooper-6977218-1797-1226Era arrivata l’estate, la mia prima da “fuori casa”.

Avevo lasciato la casa di mio padre, a metà inverno. In modo non consensuale.

Avevo fatto l’esame di maturità. Cinquantaquattro e tanto bastava.

Ora si trattava di decidere cosa fare nella vita. Tutto qua.

Nel paesello di montagna, nella vecchia casa ristrutturata da mio nonno, avevo mia madre – in Italia per le vacanze estive – che mi pressava per trovare un lavoro. Dovevo mantenere la mia nuova vita nella casa che dividevo con mio zio scapolo e una vecchia tata.

Avevo un giro di zie che continuavano a darmi consigli su cosa fare nella vita. Qualunque cosa mi rendesse autosufficiente. Nessuna concessione a pensieri su cosa avrei desiderato fare nella vita. Quale poteva essere la mia vera “passione”. Quella sarebbe rimasto un mio segreto per altri dodici anni.

Quella estate la prendevo di petto sentendo che la vita che avevo appena creduto di afferrare mi stava già sfuggendo di mano.

Avevo la patente e l’uso della Mini 1000 di mia madre. La vita estiva dal paesello si allargava alle altre frazioni e, la notte, al Comune, dove c’era la discoteca e gli unici bar aperti fino a tardi.

Avevo una passione per la Mini 1000. Azzurra. Beveva come un alcolista irlandese, ma mi dava soddisfazioni incredibili. Nessuno mi raggiungeva.

Guidavo per le strade di montagna come se ogni curva fosse una sfida personale a me, alla mia capacità di andare oltre, sempre oltre, ma senza uscire dalla carreggiata.

Esercizio di stile che ho tentato sempre di portare avanti.

Arrivai una sera sul corso del Comune che già incominciava l’imbrunire. Al solito bar c’erano ragazzi che non avevo mai incontrato prima. Me li presentarono. Tra loro c’era G.

Molto più elegante degli altri, per modi e abiti e molto, ma molto, bello. Non carino, non un tipo. Proprio bello.

Aveva infatti, ovviamente, tutto un codazzo di ragazze. AlTrettanto ovviamente lo ignorai.

Si decise di andare alla discoteca.

Di nuovo prese le macchine per i pochi chilometri di distanza mi ritrovai con G. che guidava dietro di me.

Aveva un’auto borissima. Un cabrio non ricordo più con che sigla, rosso fuoco ovviamente. Sicuramente potente, dal rombo che avvertivo, ma veramente brutto.

Spinsi sull’accelleratore. Lui mi si tenne incollato. Mi sforzai di non frenare in curva. Decelleravo solo scalando le marce. Arrivammo nel piazzale della discoteca e mi si affiancò.

– Corri parecchio!

– No. Andavo tranquilla.

Mi sorrise. Io a lui.

La ragazza seduta al suo fianco, bella anche lei in modo irritante,  mi guardò con rancore.

La serata passò come tutte le altre, nella discoteca di montagna con il DJ Pel di Carota che di giorno faceva il vigile urbano.

Inattendibile come vigile, sopportabile come DJ.

Questa era la classifica dei singoli più venduti dell’anno:

(Out here) On my own – Nikka Costa

Enola Gay – Orchestral Manoeuvres in the Dark

Woman in love – Barbra Streisand

Amoureux solitaires – Lio

Bette Davis eyes – Kim Carnes

Sarà perchè ti amo – I Ricchi e Poveri

Gioca jouer – Claudio Cecchetto

Maledetta primavera – Loretta Goggi

Tunnel of love – Dire Straits

Semplice – Gianni Togni

Malinconia – Riccardo Fogli

Cicale – Heather Parisi

Johnny and Mary – Robert Palmer

Chi fermerà la musica – I Pooh

Donatella – Donatella Rettore

Anna dai capelli rossi – I Ragazzi dai capelli rossi

Arthur’s theme (Best that you can do) – Christopher Cross

Hula hoop – Plastic Bertrand

Every little thing she does is magic – The Police

Aveva di che sbizzarrirsi.

lady_diana_matrimonioA fine serata G. invitò tutti noi il pomeriggio successivo a casa sua ad assistere al matrimonio di Lady Diana Spencer con Carlo D’Inghilterra.

Decidemmo di attrezzarci con birre e panini e passare diverse ore davanti al suo megatelevisore nella Villa che aveva nel paese vicino.

Quella sera mi salutò con uno sorriso, che ricambiai un poco freddamente. Mai stata d’accordo nel fregare l’uomo ad un’altra. E poi sono sempre stata intimidita dalla troppa bellezza, specialmente se ostentata su un Cabrio di dubbio gusto.

Il giorno dopo iniziò nel modo più inatteso. Intanto la mattina fui ragguagliata sul fatto che la tipa in questione era una sua ex, che tentava un nuovo inizio ma, pare, senza successo.

Poi entrando nel giardino della Villa di G. la scatola del cambio del mio bassissimo Mini 1000 urtò inesorabilmente  il fermo del cancello. Il cambio era fottuto. Non aveva più nessuna presa. Girava a vuoto come quello finto delle macchinine degli autoscontro.

G. mi aiutò a spingere la macchina da un lato, si scusò per aver involontariamente procurato il danno e mi promise di aiutarmi a farla riparare.

Passò il pomeriggio e a nozze andate mi riaccompagnò a casa con il suo duetto.

Scesi dalla Rossa Fiammante vergognandomi come una ladra, e appena lasciata sulla piazza del paese fui circondata da sguardi interrogativi e ironici.

Mia madre mi comunicò che io avevo rotto la macchina e io l’avrei fata riparare.

Avevo un poco di soldi da parte, piccoli lavori come ragazza immagine per una marca di sigarette durante le gare off shore che si erano svolte a giugno.

Chiamai un carro attrezzi e mi organizzai per portare la macchina nella città più vicina per tentare di farla riparare prima che tutti andassero in ferie. Possibilità remota.

G. mi accompagnò, seguendo il feretro, fino in città.

Il mio animo oscillava dalla più nera disperazione per la spesa che stavo affrontando e che mi avrebbe lasciata completamente al verde, all’euforia più totale per le attenzioni che G. mi riservava.  Era un cavaliere perfetto. Mi apriva lo sportello per farmi salire. Si preoccupava che il vento non mi desse troppo fastidio. Tentò di risollevarmi il morale raccontandomi di sue disavventure automobilistiche.

Insomma mi corteggiò in modo assiduo e delicato. Mi sentivo un poco Lady D.

La sera la passai a casa sua. E passai con lui le settimane successive, in cui tra l’altro essendo appiedata venivo prelevata e accompagnata dal mio stupendo cavaliere e dalla sua terribile macchinetta.

Ma, c’è sempre un ma, nel giro di pochi giorni scoprii che il fascino di G. era tutto concentrato nel suo bellissimo volto, nel suo corpo perfetto e nella discreta quantità di denaro che possedeva.

Non sapevo mai realmente di cosa parlare con lui. Non leggeva libri, non aveva visto nessuno dei miei film culto. Amava una musica inascoltabile. E così non parlavamo molto. Si ascoltava musica in macchina (la sua musica) lo accompagnavo a giocare a calcetto (io odio il calcio) si andava in discoteca, si mangiava una pizza assieme.

Ero assolutamente certa che al ritorno in città non avrei retto.

E così fù.

Lui rientrò diversi giorni dopo di me. Mi cercò. Uscimmo assieme.

Fu una serata tranquilla. Cena e spiegazione.

Facemmo l’amore un’ultima volta e poi ci salutammo. Senza nessun rancore. Probabilmente neanche lui era innamorato. Solo un poco stupito di essere stato lasciato.

Normalmente non funzionava così.

La mia Mini 1000 visse ancora alcuni anni. La sua rottamazione fu quasi un funerale.

Annunci
22 commenti
  1. Anche a me piaceva correre nelle strade di campagna….e vedere, dietro, sollevarsi la polvere… 🙂
    Bel raccontare, Eli….grazie

    I ragazzi di quella tipologia non si abituano facilmente ad essere lasciati…… 😉

    ciao
    .marta

    • elinepal ha detto:

      che ragazzacce!!!
      🙂

  2. Pablo ha detto:

    Il commento è sul mio blog.
    Se puoi aggiungi una immagine della mini. Anche una generica dal web.
    Pablo

    • elinepal ha detto:

      Ecco fatto.

  3. lorenza ha detto:

    non per essere pignola, ma tunnel of love e’ di bruce springsteen…

    • Ahahahahahahahahah beata gioventù! Tunnel of love è la traccia numero uno di Making Movies, il disco che ha regalato la fama a Mark Knopfler, con un memorabile assolo si chitarra. Il disco è del 1981, quello di springsteen dell’87. 🙂

    • aiuto, max, ho pensato la stessa cosa, ma questo significa che sto inesorabilmente invecchiando pure io se ricordo gli originali e non le cover?!? 😛

    • elinepal ha detto:

      eccoci qui, un bel gruppetto “vintage”…
      Non si tratta solo di età, però. Faticai non poco a convincere il mio ex, padre del piccoletto e grande intellettuale, a credere che My Favorite Things è una canzone composta da Richard Rodgers e Oscar Hammerstein II per il musical The Sound of Music e solo successivamente ripresa da John Coltrane nel suo famosissimo pezzo jazz.

  4. stranekind ha detto:

    Un bellissimo racconto. La mini 1000 era sicuramente meglio, di lui e della sua auto…

    • elinepal ha detto:

      l’auto era veramente orrenda, lui era bellissimo però…..

    • stranekind ha detto:

      Oh… qualche volta essere belli non basta, allora (io non lo fui mai)… 🙂

    • elinepal ha detto:

      no, la bellezza serve a poco. 🙂

  5. lorenza ha detto:

    @wish aka max: touchée…

    • Ma no, ma no, ti ho solo preso amabilmente unnpo’ in giro… Devi sapere che in quegli anni (doveva essere l’82, giusto eli?) io mi stavo laureando, e quelle canzoni erano la colonna sonora della mia tesi. Che allora non si scriveva mica col computer… Scritta a manina e dattilografata con pazienza da una signora che lo faceva per arrotondare… Ecco perché me lo ricordo. 🙂

    • elinepal ha detto:

      era il 1981, caro Ing.
      Ecco io avevo scritto a mano le mie tesine della maturità. E poi le avevo portare a dattilografare alla Casa del Passeggero, in Via del Viminale. Da che mondo arriviamo, Max?

    • Siamo “analog native”!!!! E pensa che io oggi non saroi più in grado di scrivere con carta e penna… Dopo 30 anni di tastiere, questo è il risultato! Pensa che se devo scrivere una lettera a mano (a volte capita) me la scrivo sul pc e poi la ricopio… 😉 però ogni tanto è bello ricordare cosa succedeva tanti anni fa, quando i pc neanche esistevano ancora…

  6. lorenza ha detto:

    @ammennicolidipensiero: non credo che la canzone di springsteen sia una cover

    • Credo che adp si riferisca al fatto che tunnel of love dà il titolo all’album di springsteen, mentre l’album dei dire straits si chiama making movies.

  7. Che bello il tuo post.
    E che bello rileggere i titoli di quelle canzoni…
    Ciao
    (Ammazza, quanto so’vecchio…)

    • elinepal ha detto:

      semo in due 🙂

  8. Pablo ha detto:

    Ah, finalmente è comparsa anche la mini. Beh, un bel successo questo racconto.
    A presto
    Pablo

    • elinepal ha detto:

      a presto!
      e.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Cronache di un pigiama rosa

Home - Books - Food - Lifestyle

sottoscrivo

IL BLOG DELLA SCRITTURA DI GIANFRANCO ISERNIA

Sincronicità

Le coincidenze non esistono

Un Mate Amargo

Nessun uomo è un'isola

Diario di Petra

"La bellezza salverà il mondo" (Dostoevskij)

SWING CIRCUS ROMA

#SWINGMENTALATTITUDE

p e r f a r e u n g i o c o

comunità, spazio di incontro, condivisione e, naturalmente, gioco!

Luca Caputo

Just another WordPress.com site

iltiramisu.wordpress.com/

APPUNTI, FATTI, MISFATTI, RISORSE E METODI LEGALI PER TIRARSI SU.

Stoner: il blog letterario della Fazi Editore

Un blog letterario ideato dalla Fazi Editore per tutti gli amanti della letteratura

Marco Milone

Sito dello scrittore Marco Milone

Sunflower on the Road

"Se non si riesce, dico io, a rendere quel che si scrive al meglio delle nostre possibilità, allora che si scrive a fare? Alla fin fine, la soddisfazione di aver fatto del nostro meglio e la prova del nostro sforzo sono le uniche cose che ci possiamo portare appresso nella tomba." Raymond Carver

Tiziana' s Masserizie

La ricerca dei particolari e' l'obiettivo costante

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: