..e come dicono i buddisti il karma non è acqua

216px-Jain_hand.svgQuesto post si potrebbe anche intitolare: eli e le donne, o anche eli e i tradimenti, o meglio eli e gli uomini che non la scelgono mai.

Io ho un bel rapporto con le altre donne. Ritengo che siano una fonte per me di ispirazione continua. Difficilmente mi sento invidiosa o in gara con un’altra donna. Non è escluso che conosca donne che mi stanno sulle palle, o che discuta o litighi con una donna, o che proprio la pensi in maniera differente. Figuriamoci! La sorellanza è roba da anni settanta. Però, negli anni, ho imparato ad ascoltare le donne parlare, e a guardarle mentre parlano, e ad osservare i movimenti del corpo degli occhi delle mani. E ci vedo proprio la vita. Ci rivedo me o l’opposto di me o entrambe le cose. Ma mi sento in sintonia.

Negli anni ho imparato a rispettare anche le donne che mi hanno ferito. E qui arriva il punto.

Ho una sorta di maledizione del faraone che mi colpisce in ogni relazione amorosa. Il mio uomo vive con un’altra donna. Oppure. Non ci vive più, ma la sua ex continua ad essere fortemente presente nella sua vita. Oppure. Non ha un’altra donna, ma qualunque altra donna lo interessa.

Mi sono trovata in situazioni grottesche. O meglio.  Che definisco ora grottesche, perchè al momento credevo di sentirmi aprire la terra sotto i piedi. In realtà me lo auguravo.

Mi sono trovata, incinta di tre mesi, a leggere le missive infatuate della giovane artista al mio compagno-padre-di-mio-figlio-regista. E fin qui niente di strano. Capita. Ma la storia durava da tempo, negata, sempre. E di fronte all’evidenza non ha potuto che …. negare ovviamente. Sono finita a urlare come una lavandaia al telefono alla tipa di sparire dalla nostra vita.

Durante la stessa gravidanza, verso l’ottavo mese,  il mio amore regista  se la fece anche con  la giovane allieva, ma oramai avrete capito il tipo. Quindi nessuna meraviglia se l’anno dopo mi ritrovai in un paesino della calabria, per uno stage estivo, con TRE, dico TRE, delle sue amanti (o ex amanti) come allieve. Neanche a dirlo che ci siamo lasciati.

In un’altra relazione mi sono ritrovata nuda, accanto al mio uomo nudo e addormentato, a sentire la porta di casa che si apriva e vedere la sua ex che entrava chiamandolo prima di rimanere pietrificata come me, per poi decidere di lasciare le chiavi di casa sul comodino e uscire in silenzio. Non bastasse, al suo risveglio un attimo dopo, il bastardo si angosciò per lo stato di prostrazione in cui, sicuramente, lei si stava trovando in quel momento.

Dopo anni di un rapporto tira e molla in cui continuava a comparire l’ex nei momenti più delicati, ebbi la notizia che per motivi assolutamente pratici legati alla crisi economica, avevano deciso di ricondividere la casa e le spese. Il gergo che ho usato lo lascio alla vostra immaginazione. L’aggravante è che per tutto il tempo della relazione io ero stata vessata da una forma di gelosia patologica e accusata, assolutamente gratuitamente, dei più turpi e ripetuti tradimenti.

Infine mi sono ritrovata a gestire una relazione con un uomo che inizialmente creduto libero si rivelò invece accasato con figli. Convinta del fatto che la convivenza fosse oramai un fatto puramente formale ho atteso un tempo più che congruo, per me, per far si che si definisse la questione. Ma ciò non accadde né si vide all’orizzonte la più pallida speranza, complice ancora una volta crisi e dissesti finanziari. Ma, se non fosse bastato, il mio uomo – essendo intelligente, arguto e ironico – amava dedicare tempo ed energia al rapporto epistolare con donne di ogni razza e religione, alcune delle quali fatalmente cadevano nel deliquio amoroso. Alcune delle altre poi incontrava o cercava di incontrare. Sempre, sia detto per chiarezza, sostenendo di mantenere  l’assoluta fedeltà morale e materiale a me.

Sento già da un po’ ripetuti mormorii e borbotti. Si ma te li cerchi con il lanternino. Vabbè ma dopo che ti ha fatto questo ancora ci stavi insieme. Ma come hai accettato una situazione di compromesso e poi ti sei tirata indietro.

Ebbene, coloro che mormorano non hanno letto il titolo del post, o non sono buddisti, o comunque non sanno cosa significhi la parola karma.

Karma è una parola che deriva dal sanscrito e letteralmente, significa “azione”.

“Indica il funzionamento universale di un principio di causalità simile a quello di cui parla la scienza, secondo cui ogni cosa nell’universo esiste all’interno di uno schema di causa ed effetto: “per ogni azione, c’è una reazione uguale e contraria”. La differenza tra la causalità delle scienze naturali e il principio buddista del karma è che quest’ultimo non si limita alle cose che possono essere viste o misurate: esso si riferisce anche gli aspetti invisibili o spirituali della vita, alle sensazioni o alle esperienze di felicità o miseria, gentilezza o crudeltà.”

“Secondo il Buddismo, noi creiamo il karma su tre livelli: attraverso i pensieri, le parole e le azioni. Le azioni, ovviamente, hanno un impatto maggiore delle parole. Allo stesso modo, quando diamo voce alle nostre idee, ciò crea un karma più pesante rispetto al solo pensarle. Tuttavia, poiché sia le parole sia le azioni hanno origine nei pensieri, anche il contenuto di ciò che sentiamo e pensiamo è di cruciale importanza.”

“Il karma quindi, come ogni cosa, è in costante divenire: creiamo il nostro presente e il nostro futuro attraverso le scelte che facciamo in ogni momento. Sotto questa luce, l’insegnamento del karma non incoraggia alla rassegnazione, ma restituisce il potere di diventare protagonisti nello svolgimento della propria vita. “(dal sito dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai)

La questione quindi attiene decisamente a me. Al mio rapporto, evidentemente, malato con il genere maschile. Froidianamente direi al mio rapporto, assolutamente, malato con mio padre.

Ma torniamo invece al mio rapporto con le donne. In tutto questo, direte – già vi sento, come puoi amare tanto il genere femminile. Dal momento che squinzie bionde seducevano il tuo uomo. Che altre donnine più mature non mollavano di un centimetro il territorio. Che infine per un verso o per l’altro sei stata comunque defenestrata?

Facile: perchè non era propriamente responsabilità loro. Agivano, è vero – a volte, in modo subdolo. Ma i miei meravigliosi uomini avrebbero potuto neutralizzarle in modo immediato, efficace e definitivo. Manifestare in maniera chiara e totale che una sola e unica donna faceva parte della loro vita: IO.  Invece no. Perchè io amo gli uomini che non rinunciano mai….. alle altre.

In quanto alle ex, ora attuali e conviventi , o definitivamente ex dei miei ex, quasi sempre ci divento amica. Chi accompagno nelle visite al centro per i disturbi alimentari (si perchè se le scelgono anche anoressiche) Chi diventa interlocutrice e riferimento nella gestione del piccoletto nei giorni di spettanza del padre. A chi, incontrandola per l’ennesima volta nell’ennesima imbarazzante situazione, lui vagava cieco come un Edipo, do’ la mano sorridendo e dico: Oramai presentiamoci, io sono Eli.

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44 commenti
  1. adrianmeis ha detto:

    🙂 interessante… potresti scriverci un libro… c’è un punto però che non mi trova d’accordo… quando dici che le altre donne “non erano responsabili”.. non ti pare una scusa questa? Tutti sono responsabili (poi certo il grado di responsabilità può variare). Sono maschio e quindi capisco il ragionamento di molte donne: si sa i maschi ragionano solo con quella cosa lì… però, anche se vero in moltissimi casi, trovo che per molte donne diventi un alibi per non considerare le proprie responsabilità invece… 🙂 un saluto

    • elinepal ha detto:

      non ho detto che non erano responsabili, non lo erano propriamente. diciamo, per spiegarmi meglio, che la responsabilità fondamentale, nei miei confronti e nei confronti del nostro rapporto, era del mio uomo, compagno, amante. Gli uomini poi non hanno sempre e solo in testa “quella cosa lì”, non è che voglio sempre e per forza scopare un’altra, diciamo. A volta la necessità è più di sentirsi gratificati dal sentirsi desiderati, amati, ammirati. almeno i narcisi di cui mi innamoro io.

    • adrianmeis ha detto:

      🙂 ora ho capito meglio cosa intendevi dire… grazie Buona serata 🙂

  2. Vabbé karma o non karma, come fai adesso a non farlo accadere di uovo?

    • non era un uovo ma “nuovo” (mica è il karma della gallina:-))

    • elinepal ha detto:

      ahahah!! bellissima questa cosa dell’uovo! è facile, basta cambiare!
      no. non è facile per niente, perchè le tendenze personali sono veramente subdole. anche quando credi di aver capito fino in fondo te stessa, e aver individuato quale è il punto sensibile o debole e cosa non fare Assolutamente più, si tende a ripetere i propri errori. io pratico il buddismo da anni solo per questo, e vedi il risultato….. 🙂
      piesse solo per tranquillizzavi, ne ho ottenuti di risultati Altri, invece……

    • …mi riferisco a te con le altre donne…

    • elinepal ha detto:

      cioè amica delle ex, o ex amanti, o attuali conviventi?

  3. certo che se questo è il “meno 2”, dal “meno 1” mi aspetto un anatema che i blogger che ti seguono si ricorderanno per i prossimi 365 post 😉

    • elinepal ha detto:

      diciamo che mi sto lasciando andare…..

  4. arrivato a metà già sapevo cosa ti avrei scritto, solo che poi l’hai scritto tu nella seconda metà, e bè se ti fai le domande e ti dai le risposte… comunque mi è venuto qualche dubbio, siccome anch’io ho fatto un po’ di film ma non ho avuto tutte ste allieve e sti stage e sti film fuori set, insomma sarà che sono scarso? e le sceneggiature gliele scrivevi tu con il tuo karma? a proposito il mio ex (ho anch’io qualche ex) psicanalista il karma lo chiamava in un altro modo ma credo fosse più o meno la stessa cosa

    • elinepal ha detto:

      mio caro, qui si parla di TEATRO, capisciammè!
      come lo chiamava il tuo ex?

    • ah ecco… è la maiuscola che m’ha fregato

    • elinepal ha detto:

      già, ma non mi dici il tuo ex come definiva karma .

    • ma non ricordo è tanto tempo fa, qualcosa del tipo che attiene al tuo rapporto, evidentemente, malato con il genere maschile. Froidianamente direi al tuo rapporto, assolutamente, malato con tuo padre… sì qualcosa così, spero che tu mi capisca (se no è davvero un problema)

    • elinepal ha detto:

      vorresti cortesemente precisare che non eri nessuno dei signori sopradescritti?

    • Vorrei precisare che non sono nessuno dei signori sopradescritti. In fede. Etcetc

    • elinepal ha detto:

      😀

  5. witt1980 ha detto:

    Non ti sei mai chiesta quale *tuo* karma possa aver fatto in modo che certe cose si reiterassero?

    • elinepal ha detto:

      era il senso del post, non si capisce?

    • witt1980 ha detto:

      Si capisce, ma non hai provato a risponderti… 🙂

    • elinepal ha detto:

      uuuhhh!!! sono anni che ci lavoro….. prima o poi qualcosa mi risponderò….. 🙂

  6. witt1980 ha detto:

    Mi devi scusare se sono così diretto, ma tu leggi il mio blog e sai quanto io cerchi le risposte (pur non disdegnando certe scivolate nell’autocommiserazione, impietosamente -talvolta ingiustamente- segnalate da altri). Io credo che certe situazioni, in un certo senso, “ce le andiamo a cercare”, ma sempre determinate da qualcosa che ci sfugge, e che non potremo evitare di reiterare fino a che non riusciremo a metterle a fuoco ‘sentendole’ nel cuore, oltre che nella testa. Tu scrivi spesso di situazioni contingenti, ma raramente azzardi qualcosa sulle cause. Ma la chiave potrebbe essere lì…

    • elinepal ha detto:

      certo. sono d’accordo con te. non scherzavo, non troppo almeno, dicendo che sono anni che ci lavoro. sono anni cioè che cerco modalità e pratiche per approfondire la conoscenza di me stessa al fine di arrivare a gestire meglio la mia vita. Partendo dal teatro sono passata per l a psicoanalisi e arrivata alla pratica buddista. forse hai ragione. non scrivo abbastanza di questo. ora ci farò caso. e certamente ne avrò da dire…. (sempre su di me, s’intende!)

    • witt1980 ha detto:

      Ok… ma non è che tra due giorni sparisci, vero? 🙂

    • elinepal ha detto:

      naaaa!!!

  7. sisempre ha detto:

    che bella che sei!!!
    ho idea che quando vorrai comprendere sarà li la tua soluzione già elaborata solo da “vedere”
    buona serata, un sorriso

    • elinepal ha detto:

      e speriamo…. 🙂 buona serata a te!

  8. E vorrei precisare, in aggiunta al mio commento precedente, che non sono nessuno degli uomini sopra citati ma ero presente in qualità e col ruolo di amico (però presentato dal regista confuso), spalla, compagno di bevutemangiatecinemaeteatro, cazziatore alla bisogna, disturbatore non volente.

    • elinepal ha detto:

      fratello!

    • E in alcuni momenti finanche sorella 😉

    • elinepal ha detto:

      eheh! meno male che le tue sorelle non sono gelose…

  9. Avresti potuto scrivere la sostanza del post in tanti modi, ne hai scelto uno molto bello, che non parte dalla rabbia ma dalla comprensione. Ed è questo che fa di te una bella persona.

    • elinepal ha detto:

      sai che non è nel mio stile. Poi ci metto dell’ironia perchè odio far pena o sembrare proprio sfigata 🙂

  10. Claudio ha detto:

    mi astengo.

    • elinepal ha detto:

      No! Ma come?

  11. solounoscoglio ha detto:

    bel modo davvero di raccontarla…….alla fine con l’ironia resta la migliore medicina.

    • elinepal ha detto:

      🙂

  12. solounoscoglio ha detto:

    il problema ( se mai fosse un problema…) è che sei una persona speciale…e purtroppo l’hanno capito in troppi.

    • elinepal ha detto:

      in questa accezione “speciale” mi sa tanto di stupida… 🙂

  13. solounoscoglio ha detto:

    Lo sai benissimo che non è la tua “accezione”
    😉

    • elinepal ha detto:

      😀

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