meno 36 – un tuffo nel tevere

Roma è la città dei Gabbiani che planano sulle immondizie. Dei piccioni che ormai hanno la pesantezza dei polli e volano solo se proprio è necessario per non finire sotto una ruota. E a volte non fanno comunque in tempo. La città delle anatre nel fiume, dei topi nelle fogne, dei ratti bordo strada. E specialmente dei gatti. Gatti, gattili e gattare.

In questa città mi aggiro con una cagnetta bastarda. Misto segugio e chissà quale altro mix di cacciatrici canine. Bastarda, comunque.  Che se l’hanno abbandonata sulla curva della strada di collina dove l’ho trovata è perchè ha paura dei botti (!). Certo che però l’istinto della cacciatrice ce l’ha. Irrefrenabile. Insopprimibile. E con tutte ste bestie che girano saltellanti volanti e striscianti per le strade della città, passeggiare tranquille è veramente difficile.

Per cui la tengo sempre al guinzaglio, mano destra che tiene la cima, sinistra che controlla la distanza. Tentando di darle una regolata e di non avere di nuovo la tendinite al polso.

Stasera, tornando a Roma con una mancanza del mio amore e una nostalgia nel cuore che mi facevano venire voglia di ripartire, siamo andate a fare di nuovo una passeggiata lungo il fiume.

Era stata brava nei giorni passati. Libera di correre aveva subito lo sberleffo di una cornacchia gracchiante, ma non aveva fatto una piega. Aveva incontrato il cucciolo scodinzolante di un tossico, ma mi aveva ascoltata e seguita. Si era imbattuta in una femmina al seguito di un bipede corrente, ma dopo una rapida annusatina era tornata nei ranghi. Insomma una gran bella performance.

E così anche stasera  era libera di correre sui marciapiedi lungofiume.

La questione si è posta quando, risaliti gli argini e passato il ponte, siamo scese all’isola.

C’è un punto del fiume, accanto all’isola, dove il dislivello del fondo fa si che si crei una piccola rapida. Piccola rispetto alle cascate del Niagara, ma per essere il pigro Tevere, direi notevole. Per portata e forza della corrente. Accanto al pilone del ponte però c’è un’area più tranquilla, non del tutto calma ma nemmeno troppo piena di gorghi. Lì nuotavano delle anatre (!). Cicoria si era già lanciata all’inseguimento di cornacchie e piccioni. Ma quando ha visto le anatre nuotare nel fiume, ho capito che non avrebbe potuto resistere. L’ho visto dalla posizione delle orecchie, tutte tirate indietro. Dalla postura del corpo che sembrava si fosse allungato di venti centimetri. Coda orizzontale e naso fremente in linea è partita verso la riva. inutili i miei richiami (come sempre). Speravo si fermasse comunque di fronte all’acqua. Non è un elemento che ama, specialmente quando la ficco nella vasca e la riempio di schiuma. Macchè! E’ scesa sul piccolo sottomarciapiede di marmo e in un secondo si è tuffata. Nel Tevere.

Le anatre con due pinnate si sono spostate un poco più al largo, per nulla turbate. Cicoria, un poco per i miei strilli, un po’ perchè ha visto la linea di galleggiamento tendere decisamente verso il fondo, si è girata ed è tornata nuotando verso il bordo, che era troppo alto comunque per permetterle di risalire. Aveva per fortuna la pettorina e l’ho potuta quindi acchiappare e tirare su,  tipo paranco. Non senza aver prima immerso il braccio nel fiume. E’ uscita dall’acqua che sembrava un sorcio intinto nell’olio, come avrebbe detto mia madre. E ovviamente si è subito scrollata inondandomi di Colibatteri e Leptospira interrogans, per il divertimento dei turisti presenti. (forse siamo finite in qualche foto ricordo – la cagnetta che si tuffò nel tevere e la sua isterica padrona)

Dopo quello che ho speso in questa settimana per la sua tracheite in visite, medicine, lastre ai polmoni e analisi del sangue, qualunque malattia si prenderà verrà soppressa. Qualunque malattia verrà a me, idem.

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15 commenti
  1. Ho la scena davanti agli occhi…brava Cicoria! Un diversivo niente male…!

    buona giornata
    .marta

    • elinepal ha detto:

      Si, peccato che un poco più in là e la corrente era talmente forte che non avrei saputo come riprenderla…. in più esistono venti diversi tipi di batteri della Leptospirosi e i cani sono vaccinati per due….mi ha preso un colpo!!!

  2. marco ha detto:

    Bellissimo questo racconto, molto evocativo e realistico nella descrizione di questi luoghi e degli esseri che li popolano! Che bella la foto con la tua cagnolina, ha anche un nome adorabile!

    • elinepal ha detto:

      lei è una delizia, pazza, come la padrona.. 🙂

  3. Cicoria è fatta così. Un innamorante agglomerato di istinto e passione canina 😀 <3<3<3

    • elinepal ha detto:

      Eggia! Baci micione!

    • Baci!!!

    • elinepal ha detto:

      ricambia 🙂

    • elinepal ha detto:

      una vera kamikaze…:-)

  4. Avrei voluto vedervi… la cagnetta bastardina temeraria e la padrona isterica! XD
    (ho capito quale zona dici con la rapida, suppongo)

    • elinepal ha detto:

      Si una coppia notevole, si parlerà a lungo di noi…. E’ proprio accanto all’Isola Tiberina.

  5. luna ha detto:

    Bellissima foto e bella scrittura..
    I miei complimenti!
    Cara ti aspetto nel mio ultimo post!
    Bacioni!
    Luna

    • elinepal ha detto:

      grazie luna, a presto.

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