meno 39 – una sequenza particolare

C’è un film che periodicamente mi torna in mente. E vado a ricercare qualche immagine su youtube. E’ Una giornata particolare di Ettore Scola. Inutile che io parli del film. Chi lo ha visto sa di cosa parlo, chi non lo ha visto deve solo vederlo.

C’è una parte del film che rivedo con maggiore frequenza, ed è la parte iniziale.

Dal punti di vista della tecnica cinematografica è caratterizzata da un lungo piano sequenza che descrive il condominio dove si svolgerà la giornata. Scola riprende dall’esterno delle finestre affacciate sul cortile, la sveglia delle famiglie che parteciperanno alla storica adunata per la visita di Hitler a Roma.  E questo è il primo motivo per cui amo quelle immagini. Fa parte dell’esperienza  di tutti, credo, l’aver immaginato la vita delle persone che intravediamo dalle finestre di fronte le nostre. Aver cercato altri indizi per capire il tipo di personalità, i caratteri, i gusti. Le vite degli altri. Curiosi di osservare una quotidianità per noi così misteriosa. Alla Hitchok. A volte mi capita in treno, all’ingresso nelle città, dove i binari rialzati sono proprio all’altezza dei primi piani dei palazzi. E’ esattamente come nel film. Si scorre piano davanti alle finestre. E si intravedono scorci di interni. Persone in movimento. Gesti. Colori di pareti. Intimità.

Poi Scola entra in casa di Antonietta. E questa è un’altra delle sequenze che amo di più in assoluto. Sofia Loren passa dalla cucina a tutte le altre stanze, svegliando i figli (sei!) e per ultimo il marito, distribuendo panni stirati, caffè, rimproveri, sollecitazioni, sequestrando foto osé, strofinando forte la faccia e le orecchie con l’acqua gelida al più piccoletto. E tutto con un’aria stanca, rassegnata, di chi è già in piedi da ore, da anni, da una vita. Il corpo sfiorito. Ma sotto le rughe e i capelli grigi è ancora bellissima. E’ una sequenza così ricca di particolari, di intonazioni, di sottotesti. In pochi minuti racconta l’intera vita di una famiglia.

Sono capitata, un giorno, per caso, nel condominio dove sono stati girati gli esterni e molti interni del film. E’ ancora lì, quasi uguale, e mi ha emozionato.

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8 commenti
  1. Bellissimo, quel film. L’ho visto che ero molto giovane, il film era appena uscito. Ne ho un ricordo bello, era inverno e andavamo al cinema con i miei, ad Anzio, dove nei cinema locali andavano le primissime visioni di Roma. I cinema erano scomodissimi ma le prime visioni erano prime visioni, e non c’era la calca di Roma soprattutto. Ricordo una Loren maiuscola e un Mastroianni superbo, stranamente a suo agio in un ruolo molto diverso da quelli usuali che recitava all’epoca. Grazie per aver ravvivato il ricordo.

    • elinepal ha detto:

      Ah, ricordo chiama ricordo. Ad Anzio vidi Blade Runner, qualche anno dopo che era già uscito, in un’Arena estiva che oggi non c’è più. Ero con il mio allora fidanzato e futuro marito che mi aveva raccontato di come quel film fosse unico e che avrei assolutamente dovuto vederlo. Effettivamente ho un ricordo speciale di quella serata, all’aperto, su sedili di legno scomodissimi, intirizzita con la sua giacca sulle spalle, ma totalmente rapita dal film.

  2. Ho visto,o meglio rivisto e apprezzato in maniera diversa,questo film qualche anno fa e poi recentemente.E’ un capolavoro.Profuma di vita vera.Bello che tu abbia visto i luoghi dove si è svolto.penso che sia davvero emozionante.Essere lì e rimettere le scene laddove da lontano le avevamo osservate…

    • elinepal ha detto:

      Certo, anche se la città cambia continuamente, ci sono luoghi che rimangono molto simili anche a distanza di anni.

  3. Ho visto questo film solo recentemente (un paio di mesi fa credo)… ho capito perché la Loren è una grande attrice! Bellissimo, uno di quei film che non ti stancheresti mai di rivedere.

    • elinepal ha detto:

      Infatti mi capita spesso di rivedere almeno alcune sequenze. C’è un altro momento che amo molto. Quando finalmente tutta la famiglia esce per andare alla grande andata e lei rimane da sola a sistemare casa. Raccoglie le tazze della colazione, unisce il residuo di caffellatte da due tazze e lo beve. E’ un gesto che disegna con incredibile forza il carattere ed il ruolo di questa donna.

  4. solounoscoglio ha detto:

    indiscutibilmente un gran film, ma complimenti anche alla tua breve ma perfetta analisi del personaggio interpretato dalla Loren.

    • elinepal ha detto:

      Grazie. il fatto è che questo personaggio e quello di Gabriele sono di una umanità commovente. E sono straordinariamente disegnati nella sceneggiatura che è di Maurizio Costanzo, Ruggero Maccari e Ettore Scola. E poi ovviamente l’interpretazione della Loren e Mastroianni….

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