meno 65 – la felicità

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Ho acquistato questo libro di Pennac in una città dove francamente non pensavo sarei mai andata. Ho iniziato a leggerlo accanto al naufrago  febbricitante. Mi ha subito preso e iniziato a commuovere. Ho continuato a leggerlo col piccoletto, per il quale lo avevo comprato.

Oggi, vuoi per l’età, vuoi per qualche congiunzione astrale, non ho fatto altro che commuovermi. Stasera a Teatro per lo spettacolo di Ruggero Cappuccio su Paolo Borsellino (ogni volta che lo vedo mi commuovo nuovamente) e stamani mentre leggevo il libro al piccoletto. Ho dovuto far finta di essere raffreddata per non fargli vedere che la voce mi si rompeva e grosse lacrime mi scendevano da sotto gli occhiali. E’ un libro che pensavo  per bimbi piccoli, quasi superato per lui, e che invece tocca il mio vecchio cuore, come quello di chiunque abbia conosciuto l’abbandono e la solitudine. E poi l’incontro con una persona speciale.

Voglio riportare questo capitolo. Sarà banale per chiunque non abbia sperimentato cosa significa condividere ogni piccola cosa del quotidiano con qualcuno a cui  si vuole veramente bene.

Dicono che la felicità non si possa raccontare. dicono che è noiosissima, la felicità. Dicono che alle persone felici non succede niente. Sono felici e basta. come se il tempo si fosse fermato . Niente da raccontare, parrebbe. Ma io non la penso così. Proprio no! Penso, anzi, che se si dovesse raccontare tutta la felicità di Ernest e Celestine ci vorrebbero migliaia di pagine. Perchè la felicità è insieme qualcosa di immenso e di minuscolo. Descrivere l’immensa felicità di Ernest e Celestine è facile, basta una frase “Ernest e Celestine erano immensamente felici”. Ecco, fine. Ma per descrivere le mille piccole sfumature di questa felicità immensa ci vorrebbe un libro enorme! Facciamo una lista, solo per darvi un’idea:

1. La felicità di Celestine nel lasciare la cantina per trasferirsi di sopra, in casa di Ernest. Non facile da spiegare sapendo cosa gli orsi pensano dei topi. Almeno cento pagine!

2. La felicità di Ernest nel ripetere dieci volte al giorno : Casa mia è casa tua, Celestine! E’ casa tua, casa mia!” Anche questo non è facile da spiegare. Soprattutto sapendo quale orrore hanno gli orsi di vedere un topo in casa loro! Almeno altre cento pagine!

3. La felicità di Celestine nel sistemare l’amaca nella cucina di Ernest, nell’essere svegliata dai primi raggi del sole e nel lavarsi nell’acquaio. Almeno duecento pagine di descrizioni! Perché Celestine adora tutto quello che c’è nella cucina di Ernest: le finestre a riquadri, le tendine di pizzo, la vecchia cucina economica con gli strofinacci che pendono dalla maniglia del forno, le pentole, ogni cosa…. E adora tutto nel resto della casa. Compreso il disordine di Ernest. Ah! Il disordine di Ernest: come niente sono mille pagine!

4. La felicità di Ernest nel costurire un vero e proprio atelier per Celestine: Il cavalletto con il legno di un vecchio sgabello, le tele con alcune lenzuola immacolate, le cornici con quelle dei giudici, i pennelli in pelo di orso, la tavolozza del paralume di porcellana che pende dal soffitto della cucina… Dai! cinquanta pagine!

5. La felicità di Celestine nel preparare la colazione a Ernest:

– Ah, come borbotta il Grande Orso Cattivo! E’ perchè si sta svegliando! Prepariamogli subito la colazione! Altrimenti quel Grande Orso Cattivo sarebbe capace di mangiarsi un topolino!

– Proprio così! Con tanto di scarpe, cappotto e mantellina. Zac! Oplà! Gnam gnam! Glu glu! prot! e a nanna.

( qui, se i due sono in forma,  cinquanta o sessanta pagine di dialoghi)

6. La felicità di Celestine nel ritrarre Ernest al pianoforte, Ernest al violino, Ernest alla fisarmonica, Ernest alla batteria, Ernest che suona la tromba, Ernest che lava i piatti, Ernest a tavola con il suo amico Bolero (ogni tanto Bolero viene a trovarli, soprattutto quando ha fame), Ernest e Celestine che cenano a lume di candela, gli autoritratti di Celestine, Celestine travestita da orsetta grazie alle mascherine che ha trovato in cantina…. Non oso calcolare il numero di pagine per descrivere tutti questi capolavori”

… E così avanti per altre pagine e altri punti…. da leggere e sorridere e commuoversi solo al pensiero di una vita insieme così.

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3 commenti
  1. E’ proprio vero ci vogliono mille e mille pagine per raccontare la felicità….in una favola…
    Bella e tenerissima…

    buona settimana
    .marta

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