meno 74 – non si può morire di fame

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Voglio condividere qui sul blog una iniziativa creata  su Facebook da un’amica intelligente e sensibile e che ho condiviso immediatamente.

E una campagna nazionale di sensibilizzazione verso le distribuzioni alimentari grandi e piccole per istituire dei banchi che raccolgano i cibi in scadenza, o gli alimenti che normalmente vengono eliminati da offrire gratuitamente a chi non ha le risorse economiche per comprarli.

NON SI PUO’ MORIRE DI FAME IN UN PAESE DOVE SI BUTTA IL CIBO!

E rovistare nei cassonetti è un livelli al quale, anche presi dalla disperazione, non si dovrebbe mai arrivare.

Questa  che trovate qui è la traccia della lettera che è stata abbozzata e che va firmata da più persone dello stesso quartiere, clienti del supermercato in cui si va normalmente a fare la spesa. naturalmente è solo una traccia, fate voi le opportune correzioni se lo ritenete!

Spett.le Direzione del Supermercato …………………….

Indirizzo………………………………….

……………………………………………….

Gentile Direttore,
è oramai consuetudine vedere che i cassonetti che il Vs Supermercato utilizza per depositare le merci in scarto, sono prese d’assalto da persone, giovani e meno giovani, che rovistano alla ricerca di frutta, formaggi, salumi, alimenti in genere da recuperare.
Voi avete l’obbligo di smaltire gli alimenti in scadenza, ma è un paradosso che ci siano persone in seria difficoltà economica, costrette a rovistare nella spazzatura, mentre voi buttate all’immondizia cibi ancora commestibili.
Noi, cittadini di questo quartiere, clienti del vostro supermercato, vi chiediamo di collaborare attivamente affinché si possa riaffermare la dignità dell’individuo attraverso piccole azioni individuali che annullino un paradosso figlio della miopia di un capitalismo che ormai non considera più l’essenza umana ma solo la sua capacità di “possedere”.
Per la rinascita di un nuovo umanesimo bastano gesti semplici, basta uscire da schemi precostituiti che ci obbligano ad essere stupidi pur non essendolo. Ribellarsi a questa stupidità ci riporta alla nostra reale natura e ci fa agire per il bene di tutta l’umanità, che è poi anche il nostro.
Per questo motivo vi chiediamo di istituire al più presto all’esterno del supermercato, o nei parcheggi, un banco che raccolga tutte quelle merci che altrimenti verrebbero riversate al cassonetto, per dare l’opportunità a chi non può più fare altro che rovistare nei cassonetti, di non perdere la propria dignità per un tozzo di pane o per una mela semipesta.
La dignità che non si perde è risorsa per l’intera comunità e non c’è bisogno di essere politici o religiosi per capire che questo è ciò di cui abbiamo bisogno in questo momento.

Seguono firme….

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15 commenti
  1. Lodevole e giusta iniziativa. Sarebbe da diffondere in tutto il paese.
    Non abbandoniamo queste persone: un domani ci potrei essere anche io.
    grazie

    • elinepal ha detto:

      infatti, ora il difficile è non fermarsi a dire “mi piace” o “condivido”, ma copiare e personalizzare la lettera, stamparla, portarla in giro per la firma. Non sarà facile, ma è necessario. Questo paese sta affondando per l’indifferenza che abbiamo l’uno per l’altro. Vabbè ho finito (sta domenica l’ho messa giù un po pesante, sarà colpa del caos 🙂 )

  2. Speriamo funzioni. Credo che l’unica possibilità sia la sensibilizzazione personale dei dipendenti. Il supermercato xy non solo non ci guadagna nulla ma sostiene un costo, per fare quanto scritto.

    • elinepal ha detto:

      non mi sembra ci siano costi per un supermercato, e ci guadagna invece molto in immagine.

    • Se sistemi un banco significa che occupi un’area, che deve essere tenuta pulita e in ordine, i costi sono quelli.

    • elinepal ha detto:

      capito. Vero.

    • Condivido su fb e faccio girare 🙂

    • elinepal ha detto:

      Grande! grazie.

  3. Quassù spesso i supermercati vendono a pochi centesimi le cose in scadenza (non scadute, ovviamente!), oppure – ma questo credo che ci sia anche in italia – sempre le cose in scadenza vengono prese da associazioni che poi le distrubuiscono a chi ha bisogno, a case famiglia o simili. Tutto questo mi sembra più sensato che non un supermecato-bis per disperati fatto fuori dal cassonetto… Ma quassù c’è anche uno stato sociale molto più forte che in italia e c’è anche una mentalità diversa per la quale se si ha bisogno non ci si vergogna a chiedere aiuto allo stato e non ci si vergogna perché si è meno bollati come falliti dall’opinione pubblica (che in italia è sempre “ben” istruita in proposito dalle tv patinate e grottesche…).

    • elinepal ha detto:

      Si, in effetti ci sono associazioni che distribuiscono cibo. Non so se raccolgono i prodotti in scadenza nei supermercati.

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