meno 83 – ancora Flaiano

Tra qualche giorno forse, finito questo periodo di stralavoro, riuscirò a trovare di nuovo l’energia per scrivere, la sera.

Per ora non capisco niente, mi si chiudono gli occhi e il cervello è fuso.  Lascio spazio  al sonno e mi approprio di un’altra delle famose frasi di Ennio Flaiano:

Il calabrone entra nella stanza illuminata, va a battere velocemente contro la lampada, le pareti, i mobili.
Rumore secco delle sue zuccate. Dopo un po’ si acquatta per riprendere le forze. Ricomincia contro la lampada, le pareti, i vetri, e daccapo contro la lampada.
Infine cade sul tavolo, zampe all’aria, la mattina dopo è secco, leggero, morto. Non ha capito niente, ma non si può dire che non abbia tentato.

flaiano_620

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8 commenti
    • elinepal ha detto:

      eh! fossi stata a Roma…..

  1. Strano…ci trovo un pò di attinenza con il mio post odierno…
    Coincidenza…

    Naturalmente Flaiano è molto più incisivo e diretto.

    Buona giornata
    .marta

    • elinepal ha detto:

      Ora passo da te.

  2. Pensare che talvolta sto vivendo una vita da calabrone: provo allo stesso tempo grandissima tristezza e struggente tensione verso immensa libertà. Pensare che invece forse sto vivendo una vita da falena, attratto in modo irresistibile verso una lampadina bollente protetta da una lampada che non mi fa avvicinare alla fonte dei miei desideri, mi fa provare la terribile ironia del sehnsuch, e inorridisco.

    • elinepal ha detto:

      veramente complicato. proviamo a semplificare. Ti struggi per la libertà: da cosa? Ma ti struggi anche dal desiderio di qualcosa che non puoi raggiungere. Giusto? Quindi libertà dal desiderio?

    • E che quando mi prende la verve dell’eroe romantico in cima alla montagna in mezzo al temporale che parla e inveisce al cielo, incomincio a dire un sacco di cagate.
      Però sta storia del calabrone che cerca di scappare da una prigione e della falena che invece viene attratta da quella luce che spesso le brucia le ali, mi piace un casino. E poi, diciamolo, questi sentimenti acchiappano di brutto con le donne :-).
      Comunque, spieghiamo: Il Moka calabrone che fugge dalla sua prigione dorata: ho sto tarlo di mollare tutto, moglie, figli lavoro, e scapparmene in Nepal, o Thailandia, o ai Caraibi e vivere, biotto, sulla spiaggia andando a pescare e vendendo conchiglie e coccobello. Prima o poi lo faccio.
      Seconda spiega: Il Moka falena: Non hai mai desiderato, desiderare qualcosa con tutto il tuo essere, senza avere sto fardello della ragione che ti dice che il tuo desiderio è una vaccata? Ecco io desidero avere un desiderio che mi prenda e mi torca le budella, ma non mai riuscito a desiderare niente, così ardentemente. Questo mi cruccia, perchè so che potrei essere veramente un talebano di questo ipotetico desiderio e spendermi al 110%. Ma non ho ancora trovato niente che mi appassioni in modo così totalizzante.

      Non mi sono ancora presentato, scusa: piacere, Moka.

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