meno 149 – dove sono gli uomini?

images-81La scorsa settimana ho letto un articolo di presentazione di un libro “Dove sono gli uomini?”.

Dal titolo subito si penserebbe che è stato scritto da una donna. O da un collettivo di donne. Quelle esponenti del sesso femminile deluse e frustrate che non riuscendo a trovare il maschio giusto, depresse, tentano di dare una spiegazione alla loro disgraziata solitudine.

Invece no!

E’ un testo scritto da un uomo. E nemmeno uno qualsiasi. Un giornalista, skipper, Simone Perotti, che fino a pochi anni fa aveva equipaggi composti in egual  misura dai due sessi. Poi mano a mano gli  uomini sono diminuiti ed oggi è composto solo da donne.

«All’inizio mi sono dato una ragione narcisistica, evidentemente piacevo molto», scherza. «Ma guardando le altre barche la situazione era identica. E anche fuori è così. Le donne sono ovunque. Le vedi al ristorante con le amiche, ai corsi di yoga, free climbing e persino kickboxing. A fare shopping o in viaggio di piacere. Gli uomini invece sono invisibili. Quelli della mia generazione (Perotti ha 46 anni, ndr) hanno rinunciato ai sogni e a nuove visioni del mondo. Non fanno più le cose con passione e non cercano più relazioni impegnate. Faccio fatica a chiamarli uomini. Sono incapaci di parlare, ma anche di stare tra loro».

Non c’è dubbio che il suo saggio inchiesta (edito da Chiarelettere, in questi giorni in libreria), costruito attraverso le confessioni di donne tra i 30 e i 50 anni, tocchi un nervo scoperto: l’estinzione del genere maschile dai luoghi reali e immaginari delle relazioni. C’è la signora milanese abbandonata dal marito per una più giovane e quella ingannata da un falso profilo in chat (lui è sposatissimo). C’è quella che si è scoperta bisessuale per necessità, quella che è compagna part time (non ufficiale) e quella che dichiara cinicamente che basta, con gli uomini ha chiuso. Non parliamo di noiose mentecatte (anche se, letto questo cahier de doléances, ci si vorrebbe attaccare alla canna del gas) ma di persone istruite, liberate sessualmente, creative, flessibili rispetto ai cambiamenti imposti dalla vita, avventurose riguardo al futuro. Piene di risorse e unite da interessi comuni ma anche da un comune disagio: il vuoto delle relazioni, la saltuaria e goffa presenza di uomini deboli e immaturi emotivamente, a cui manca non solo la risposta su che direzione prendere nella vita, ma spesso anche la capacità di farsi la domanda. (da D di repubblica – 11 gennaio 2013)

Quindi Signore è ufficiale! Lo dicono anche gli uomini. Essi, gli uomini non ci sono più, fanno fatica ad esistere. La questione preoccupante è che non riguarda una sola generazione, diciamo quella uscita con difficoltà dagli anni della lotta per la parità dei sessi. Insomma i Signori di cinquant’anni. No! Ci sono di mezzo anche i quarantenni e i trentenni. E se devo guardare la situazione della ventunenne e delle sue amiche coetanee, c’è da mettersi le mani tra i capelli.

Non so se questo Simone Perotti ha capito i veri motivi di questa singlitudine galoppante. Io però non posso che confermare ed allertare. Attenzione uomini: arriveranno maschi da altri paesi, altre culture, e prenderanno il vostro posto. L’istinto di sopravvivenza della razza umana è troppo forte. Non può aspettare le crisi di identità del singolo, o di una massa di singoli. La vita ha necessità di andare avanti.

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12 commenti
  1. Perotti l’ho conosciuto con un libro che racconta la sua scelta di fare downshifting. Da professionista della comunicazione, dirigente in una grande multinazionale, ha deciso di mollare tutto e vivere con meno soldi e piu’ tempo libero. E’ molto interessante perche’ apre una prospettiva sulla definizione di “necessario”, inteso come oggetto bene o servizio della vita quotidiana, diversa e non scontata. Ho poi scoperto che in realta’ la pulsione letteraria lo ha animato sin da giovane, avendo all’attivo varie altre opere.
    Nel merito. Avendo due figlie femmine ho avuto modo di osservare un campione di popolazione maschile che ha frequentato casa mia, e non posso non concordare con la tua analisi. Vedo maschi poco attivi, privi di iniziativa, impauriti dal confronto, e spesso con poca dignita’. E vedo femmine smarrite, che non si capacitano. Ma che vanno avanti. E non so se la soluzione sara’ quella che tu immagini, l’alternativa potrebbe essere una fuga di massa. In ogni caso, mala tempora currunt. Se non lo hai gia’ letto, ti consiglio Pompei di Robert Harris. E’ la storia dell’eruzione, ma non e’ questa la parte interessante. La parte interessante e’ il tratteggio della societa’ del tempo. Siamo quasi alla caduta dell’impero, e Pompei e’ una provincia benestante. Lo spaccato sociale che ne viene fuori e’ talmente simile a quello odierno da lasciare a bocca aperta.

    • elinepal ha detto:

      Grazie, due indicazioni di lettura che seguirò. Riguardo al resto, se se ne parla anche tra uomini, ho qualche speranza che la situazione possa migliorare….

    • elinepal ha detto:

      “la mia realtà, che ho le palle piene di uomini spaventati e incapaci di portare i pantaloni. Ridurre tutto ad una questione di sesso è da persone “piccole”: si tratta di ruoli. Allo stesso tempo sono stanca di recitare la parte della femmina forte e solida che basta a se stessa: io non basto affatto a me stessa. Io ho bisogno di un uomo, di un uomo forte, coraggioso, capace di decidere, se necessario, anche per me, di un uomo che mi faccia sentire a casa in qualunque luogo ci sia lui, che sappia proteggermi. Non lo trovo, di conseguenza devo proteggermi da sola e di conseguenza darò un’idea di me che solo chi è in grado di guardare oltre saprà demolire. Eh… ma ‘ndo sta? Ecco.”
      Cara Antonella, hai centrato il punto. E’ il classico cane che si morde la coda. E allora bisogna fare un gioco di equilibrio costante tra l’essere se stesse e manifestare desideri, paure, indecisioni, voglie, e l’essere le ElastiGirl della situazione, esperte, calme, decise, rassicuranti, autonome, elastiche (appunto). Un lavoraccio! Bisogna però capire se abbiamo davanti un esemplare che ne valga la pena. Se è così tirarsi su le maniche e fare il nostro meglio per farlo sentire Uomo senza impaurirlo, rassicurarlo senza annoiarlo, farsi proteggere senza appesantirlo…. ecc ecc ecc….

    • … nemmeno le mezze misure

    • elinepal ha detto:

      discorsi banali? luoghi comuni?
      rispetto alle misure mi astengo perché sono una signora

    • banalotto il libro direi

    • elinepal ha detto:

      non l’ho letto, solo citato. ma approfondisco.

  2. Se volessi banalizzare, potrei dire che (per le donne) sono spariti gli uomini, (per gli uomini) sono sparite le donne, vuoi vedere che sono rimasti solo… :mrgreen: però potrei essere accusato di omofobia (o donnofobia).
    Non lo so se ha ragione il perotti, forse un po’ sì (perché mai nessuno ha torto completamente), bisogna vedere in quale misura.
    Comunque, quasi quasi io metterei qua il mio numero di cellulare.
    Non si sa mai… 😉

    • elinepal ha detto:

      ecco appunto non banalizziamo. la situazione è grave. il perotti probabilmente non fa scuola. ma il numero impressionante di donne che conosco che sono sole anche se belle, intelligenti, spigliate, autonome ecc. mi conferma che si: Huston abbiamo un problema!

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