meno 171 – lungo le sponde del tevere

tiberina2Oggi, durante una giornata che andrebbe per molti versi certamente dimenticata, ad un certo momento ho preso Cicoria e sono scesa al Tevere. C’era un bellissimo sole, la temperatura era mite, quasi primaverile. Sono scesa però sulla sponda opposta a quella solita. Basta poco e come per incanto ci si trova fuori dalla città. Lei rimane lì, in alto, sopra i muraglioni piemontesi, e poco più in basso c’è tutto un mondo quasi rurale. Le sponde sono ancora piene di fanghi e detriti delle recenti piene. Gli alberi spogli hanno i rami decorati di stracci e pezzi di plastica. Se non fosse uno spettacolo deprimente sembrerebbero quasi addobbi natalizi. Fa impressione pensare che l’acqua in quei giorni era almeno dieci metri sopra la mia testa. Ora è dentro gli argini, ma in certi punti proprio a filo, quasi debordante.

tiberina1Lascio sciolta Cicoria che parte naso a terra seguendo le sue impalpabili scie olfattive. Sembra impazzita dalla quantità di tracce. Scende dall’argine in punti dove la riva è ancora di terra e io la richiamo per la paura che finisca nel fiume. La corrente è fortissima e la travolgerebbe sicuramente. Ma lei rimane in bilico sull’acqua, annusando furiosa, per poi tornare indietro. Arriviamo fino all’uscita della Cloaca Massima e poi torniamo indietro. Costeggiamo l’isola Tiberina, passiamo sotto ponte Garibaldi dove c’è una tenda dei pankabestia che hanno due cani. Uno è sciolto e arriva ringhiando verso la cagnetta. Io la tengo e la proteggo dietro le mie gambe. La ragazza con voce strascicata mi dice: guarda che è buona vuole solo giocare. Si però è una cagnona grossa e ci fa paura. Andiamo oltre. Dopo poco arriviamo a Ponte Sisto. La luce è bellissima, il fiume arriva a filo argine dando l’impressione di una riva naturale, come prima che costruissero i muraglioni. In alto volteggiano i gabbiani e sul fiume, qui molto più profondo e lento, nuotano le anatre. Questo è il punto dove in barca dar Ciriola venivano a fare i tuffi i ragazzi di vita di Pasolini:“Er primo l’urtimo!” gridò, a quelli che stavano sbragati intorno, un moretto piccolo e peloso alzandosi in piedi: ma gli diede retta solo il Nicchiola che partì con la sua schiena curva e storcinata, e si lasciò cadere nell’acqua gialla con le gambe e le braccia larghe sbattendo con le chiappe.

Molto più giù lungo il fiume di fronte a Porta Portese, ma mi torna in mente proprio qui, ora, ci sono altre pagine memorabili. Il piccolo Useppe con il suo cane Bella passava la sua ultima estate in esplorazione alla ricerca dei pirati sulle rive di fronte a Porta Portese, nei capitoli conclusivi di “La Storia” di Elsa Morante.

Richiamo Cicoria, la riaggancio al guinzaglio e risalgo verso la città. Rimane il cielo azzurro pieno di gabbiani, ma mi assale il rumore del traffico sul lungotevere, e orde di turisti verso i Giubbonari. La magia sparisce riportandomi alla realtà che ero riuscita ad ingannare per un poco.

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18 commenti
  1. La cosa bella, cara Eli, e’ che sei riuscita a ingannarla, la realta’. E questo non e’ da tutti. Bisogna avere la giuista disposizione d’animo, la giusta sensibilita’, per apprezzare le diversita’ e riuscire a spogliarsi del vestito dell’abitudine. Avevi gia’ descritto un’altra passeggiata con altre riflessioni. La cosa che accomuna le due uscite e’ l’estraniamento dall’usuale. L’osservazione di cose che normalmente sfuggono. E questa e’ una risorsa preziosa proprio in quelle giornate “che andrebbero per molti versi dimenticate”. E ci metto pure un abbraccio, per la brutta giornata. 🙂

    • elinepal ha detto:

      Un abbraccio, pur se virtuale, è sempre una cosa preziosa. E me lo prendo. Sono stata imprecisa però. Nessun momento è da dimenticare. Anche se brutto o doloroso è molto spesso solo il punto di arrivo di un percorso e quindi non ci dovrebbe sorprendere. E’ tutta la vita comunque che quando ho i sogno di pace, di concentrazione o di sfogo, mi metto a camminare. Anche da ragazzina avevo un cane. un pastore tedesco, e con lui – solo con lui – mi era permesso uscire. Ho avuto poi la fortuna di nascere a Roma, dove è impossibile non inciampare ad ogni passo in una evocazione storica, o letteraria o artistica. Grande privilegio.
      Buona giornata, pronta per il caffè…

  2. Drimer ha detto:

    Buon giorno Eli,
    come disse qualcuno qualche tempo fa, nel momento in cui gli occhi sono allineati con il pensiero si vedono e si sentono cose mai viste prima.
    Il ritorno alla realtà comunque sia ci fa sentire vivi e in questo momento di ristezza, ti lascio il mio sorriso 🙂
    Buon weekend

    • elinepal ha detto:

      Si certo, figurati che noia una vita tutta spesa nell’immaginario, sganciati dal mondo reale.
      Un sorriso a te 😀
      Buon fine settimana.

    • Drimer ha detto:

      Altrimenti…non saremmo qui 🙂

    • elinepal ha detto:

      giusto

    • Drimer ha detto:

      …siamo allineati 🙂

    • elinepal ha detto:

      già, ho visitato i tuoi momenti. molto ispiranti….

  3. In una grande città deve essere una conquista sapersi ritagliare il proprio spazio vitale. Bravissima per averlo fatto 🙂

    • elinepal ha detto:

      Si è vero. Però Roma ha questa risorsa. Riesci a trovare anche spazi quasi campestri in pieno centro. Poi ci sono le grandi Ville, io di solito vado a Villa Pamphili. E’ un grande sollievo per l’anima, e per Cicoria che può correre libera. Certo nulla a che vedere con le tue montagne.
      Un abbraccio e buon fine settimana.

  4. Bellissimo camminare sui racconti. Come una trasposizione tra passati letti come se vissuti, una benedizione di luoghi comuni, ritrovati appartati tra i libri preziosi, propri sogni ed angoli della realtà.

    • elinepal ha detto:

      come lo dici bene tu! mi piace e impreziosisce le mie esperienze

  5. Momenti di vita presente e ricordi ed ancora sensazioni ed emozioni si intrecciano per fare di ogni nostro percorso uno spazio/tempo unico. Un sorriso Eline. Lorena

    • elinepal ha detto:

      buon tempo. Eli

  6. cavaliereerrante ha detto:

    Fà sempre bene …. leggerti così, @Elinepal …. e vederti ( essì, dico proprio “vederti” ! ) ramingare ciondolando lungo gli argini, selvosi oppur no, del biondo “Pater” @Tiber …. seguita fedelmente dalla tua intenibile @Cicoria … fiutatrice scodinzolante indefessa e spericolata ! 🙂
    “Me chijese pace … e io je l’ ho negata … Fijume bboijaccija, je l’ hai data Tu” ! 😦
    L’ uomo, di fiume o di lago, di montagna o di mare, di terra o d’ alberi … non sempre è attento al cuore …. o almeno a “quel cuore là di chi disperatamente l’ ama”, e spesso è racchiuso e conchiuso nel suo mondo : il Fiume no, lui si ricorda sempre di chi si baciò, stringendosi appassionatamente sotto la luna, col cuore in tumulto, e quei tantissimi echi, a prescindere che li abbia scritti @PierPaolo o @Elsa, o @Chissacchì, li sa restituire a chi allinea i pensieri, più che alla mente, “ar core” !!!
    Un bel brano …. grato alla memoria @Ely, e mi piaci mooolto 😳 , ora che hai dismesso un poco gli abiti di grande odiatrice di feste, strennizie e angeli di bontà posticci !!! 😀

    • elinepal ha detto:

      Oè Cavaliere, e ti aspettavo! Ti pare che me ne vado in giro sulle rive del Biondo Tevere senza la tua compagnia? Che si tratti di stornelli o prosa grave o scanzonata e censurata senza te che gusto c’è? (ho fatto anche una rima!) Felice di ritrovarti.

  7. cavaliereerrante ha detto:

    E allora, spudoratamente imitando @WishyMax che ti abbraccia a compenso della tua “giornata no” …. ti abbraccio anch’ io, ma …. ehm …. ‘stretto stretto’ 😳 e ci aggiungo che ‘le stelle che te bbrilleno lassù … nun so’ bbelle come l’ occhi che cj hai Tu” !!! 😀

    • elinepal ha detto:

      Oh! quanti abbracci! 😀

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