meno 196 – il te nel deserto

“Poichè non sappiamo quando moriremo, si è portati a credere che la vita sia un pozzo inesauribile; però tutto accade solo un certo numero di volte, un numero minimo di volte. Quante volte vi ricorderete di un certo pomeriggio della vostra infanzia, un pomeriggio che è così profondamente parte di voi che senza neanche riuscireste a concepire la vostra vita – forse altre quattro o cinque volte, forse nemmeno. Quante altre volte guarderete levarsi la luna – forse venti – eppure tutto sembra senza limite.”

Monologo finale dal film

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13 commenti
  1. Io non posso non ringraziarti. E spero che tu prenda questi ringraziamenti nel verso giusto. Ti ringrazio perché hai sempre modo di stimolare una riflessione. Ed è merce rara, di questi tempi, una persona che ti fa riflettere. Per questo, ti ringrazio. E ti prego, continua.

    • elinepal ha detto:

      🙂 Inshallah

  2. Milla ha detto:

    Ma che bel post! Un abbraccio

    • elinepal ha detto:

      un abbraccio a te!

    • elinepal ha detto:

      appunto

  3. TADS ha detto:

    maaaaaaaa….
    ricordarsi ad oltranza di quel pomeriggio…
    guardare quotidianamente il levarsi della luna…
    non è pò come fermare la vita???

    TADS

    • elinepal ha detto:

      il senso, secondo me – ma ovviamente potrei sbagliare, è che – di nuovo, lo so mi ripeto – bisogna vivere appieno quello che si sta vivendo, perché non si sa cosa abbiamo dietro l’angolo, e perché ogni istante è prezioso, ogni esperienza unica, ogni emozione indimenticabile…..

    • A me non pare che il senso sia di ricordare a oltranza i pochi pomeriggi che ricordiamo. Il senso è di ricordarne di più. E ne riusciamo a ricordare di più se viviamo non dando per scontato quello che scontato non è. E non lo è per la semplice ragione che abbiamo una data di scadenza. Non sappiamo quale, ma esiste. E invece noi ce lo dimentichiamo sempre. Memento mori. Per vivere meglio.

    • elinepal ha detto:

      Si. credo stiamo dicendo tutti la stessa cosa.

  4. TADS ha detto:

    credo di averlo già scritto, forse qui, i ricordi sono enfatizzati dal tempo, ripuliti, ingigantiti nella loro essenza, sono utili per segnare il tempo. Forse è per questo che si avvicendano, sostituiscono, ovviamente tranne quelli che lasciano tracce indelebili. Inconsciamente usiamo i ricordi come una mappa per ritrovare, ricreare, rivivere emozioni andate. Credo sia giusto ricordare ma non più di tanto, il passato vince sempre sul presente ma questo è un discorso lungo e articolato, non vorrei annoiare.

    TADS

    • elinepal ha detto:

      Mai noia con te TADS, articola quanto vuoi. Si è vero sono giorni che direttamente o per vie traverse si parla del passato e dei ricordi. Sarà dovuto anche all’avvicinarsi del fine anno? Per me è una data importante. Mi da l’opportunità di fare dei bilanci e di rilanciare. In questo mi sento un po’ cinese. Mi piacerebbe poter chiudere tutti i conti in sospeso (mica parlo di soldi) e ripartire con energia rinnovata.

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