Se uno scrittore si innamora di te non potrai mai morire. E quindi speriamo proprio che accada….. grazie @vomitandopezzidivita

- Vomitando Pezzi Di Vita -

What happens if you fall in love with a writer?

Lots of things might happen. That’s the thing about writers. They’re unpredictable. They might bring you eggs in bed for breakfast, or they might all but ignore you for days. They might bring you eggs in bed at three in the morning. Or they might wake you up for sex at three in the morning. Or make love at four in the afternoon. They might not sleep at all. Or they might sleep right through the alarm and forget to get you up for work. Or call you home from work to kill a spider. Or refuse to speak to you after finding out you’ve never seen To Kill A Mockingbird. Or spend the last of the rent money on five kinds of soap. Or sell your textbooks for cash halfway through the semester. Or leave you love notes in…

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14 commenti
  1. TADS ha detto:

    gli scrittori non si innamorano mai di una persona per quello che è,
    si innamorano, raramente, di ciò che vogliono vedere in quella persona.

    TADS

    • elinepal ha detto:

      Ecco. Altra categoria eliminata, quindi. Che tragedia!

  2. TADS ha detto:

    sai, gli scrittori tendono a vivere con una gamba nella idealizzazione Prustiana e l’altra nell’io ipotizzato della persona pseudo-amata, non mi pare una situazione ideale per l’amore “tradizionale”. C’è un altro aspetto poco gradevole, quando rendono immortale una musa mirano a rendere immortali loro stessi, l’oggetto del turbamento è, nella sostanza, un ponte, un traghetto, una sponda, un evidenziatore. spero di essere riuscito a spiegarmi.

    TADS

    • elinepal ha detto:

      Caro TADS sei chiarissimo. Io vivo e lavoro in mezzo agli “artisti”. Credo che non ci sia grande differenza tra l’io ipertrofico di un attore o regista e quello di uno scrittore. Anche se, per essere sincera, mi sembrava di aver ravvisato nell’occhio dello scrittore una luce di umanità più sana. Comunque starò in campana (sempre che decida finalmente di avere un amore “tradizionale”)

  3. TADS ha detto:

    mi sa che abbiamo alcune “zone” professionali in comune

    TADS

    • elinepal ha detto:

      Uhmmm, interessante.

  4. A me piace tantissimo quell’immagine dell’amore visto da due angolazioni, quella della tipa che vive accanto a qualcuno che ha altro per la testa, e quella sempre della tipa, ma che si ritrova. E’ bellissimo, quel pezzo. E poi, meglio un artista che un arido affarista. Se devi innamorarti di qualcuno scegline uno con una bella testa. Uno che abbia visioni che chiedono di essere rappresentate, uno che sia tormentato. 🙂

    • elinepal ha detto:

      Sul tormentato, passo, ho già dato. E di brutto.
      Amo l’uomo che amo per la sua creatività, per il suo cuore, per l’intelligenza e l’ironia, per la concretezza e l’astrazione.

    • Nei bassifondi della Capitale si direbbe “tiè, e mettece ‘na pezza!” 🙂
      Il tormento non è necessariamente negativo. Mi affascina il tema delle “cose” che ti “chiedono” di essere rappresentate in qualche modo, in una qualsiasi forma d’arte (disegno, romanzo, poesia, film, ecc ecc). Conosco persone che hanno questo tipo di tormento e non sono necessariamente cupe, anzi posseggono tutte le qualità che dici. E lo scrittore che veniva delineato nel racconto è un tipo così, con le sue “cose” che gli chiedono di uscire, che lui integra con i tratti e le caratteristiche della persona di cui è innamorato.

    • elinepal ha detto:

      So che ti sembrerò terribilmente snob, ma non so cosa si intende con “tiè, e meticce ‘na pezza”. Per il resto mi sembra che TADS abbia ben descritto il tipo “tormentato” e “tormentatore”. Se tu invece parli di persone creative e piene di desiderio di “includere” nella loro arte la persona amata, beh allora siamo d’accordo. 🙂

    • Hahahahahah, ma quale snob! Il problema vero è che il dialetto, quello che ai tempi del Belli si parlava a Trastevere, sta purtroppo scomparendo. Una taduzione potrebbe essere “accidenti, non so cosa replicare”, perchè metterci una pezza significa letteralmente rimediare ad un guaio, quindi per estensione si arriva a quel che ti dicevo. E sí, siamo d’accordo. Confesso candidamente di non aver letto i commento di TADS, mi accingo a farlo ora.

  5. TADS ha detto:

    gli uomini tormentati prima o poi diventano tormentatori,
    il fascino dell’uomo inquieto immerso in una compilation di misteri inconfessabili è roba da film…
    spesso e volentieri non confessano niente perchè non hanno niente da confessare,
    il tormento interiore è un alibi adottato dai perdenti e dagli inconcludenti,
    la deriva artistica, quando c’è, è da considerarsi più casuale che voluta.
    credo sia superata l’epoca del: “nessuno mi capisce, sono troppo oltre”.

    TADS

    • elinepal ha detto:

      🙂 C’è stata un’età in cui ho amato “l’uomo inquieto”. Non so se per la sua inquietudine o per la mia. Ovviamente, più probabilmente, per la mia. Tant’è che, credo, spero, da quando ho accettato ed amato e sostenuto il mio essere me stessa completamente senza vergogna o riserve, ho solo voglia e bisogno di trovare accanto a me una persona piena di stimoli e stimolante, ma serena.

  6. elinepal ha detto:

    @wish 🙂 non è che do’ per scontato che si leggano tutti i commenti dei post, è solo che TADS ha una proprietà di linguaggio di molto superiore alla mia e ne approfitto!

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