meno 235 – la roba

In questi ultimi giorni ho avuto input diversi  da situazioni diverse che mi hanno fatto ragionare su quante cose affollano la mia vita, o meglio la mia casa.

Il primo mi è arrivato da un’amica fiorentina che ha deciso di disfarsi della maggior parte delle cose che ha in casa, abiti, libri, souvenir, oggetti vari, per riuscire a traslocare “leggera”, ma specialmente a vivere leggera. Non avere più attorno, o appresso, quello che ha accumulato in anni. Ma non semplicemente buttando via. Ha chiamato a raccolta tutti gli amici e conoscenti e ha organizzato una giornata, forse anche più di una per gli amici forestieri, in cui chi l’aiuterà a disfarsi della roba  – a cui comunque rimane tenacemente attaccata –  potrà portarsela via. Grande mossa! Grande coraggio!

Il secondo mi è arrivato  dal blog di @Ella

http://ellaneivicolipersa.wordpress.com/2012/10/24/elenco-dellautunno/

Lei ha forse dei motivi meno leggeri per disfarsi di tutto, ma il risultato non cambia.

Io mi guardo intorno. Ho una casa piccina stipata di roba. Da dove incominciare?

Sicuramente dall’armadio. Ho tante di quelle cose che non metto mai. D’altro canto  sono monotona. Mi vestirei sempre nello stesso modo. Per un po’. Poi cambio mise e andrei avanti per mesi. E tutto il resto dentro l’armadio per anni.

Si partirò dai vestiti.

Sulle scarpe ho fatto già da un po’ scelte drastiche. E dolorose. Ma era necessario. Ma ripassando in rassegna scatole impolverate credo che potrò fare di meglio.

Ci sarebbero poi regali fatti da persone che è meglio neanche nominare, souvenir di viaggi di tanti anni fa, collezioni inutili di oggetti inutili.

E poi: libri. Ho libri ovunque. Tranne che in bagno riempiono ogni angolo di casa. Libri belli e brutti. Saggistica (poca) narrativa, teatro, arte (pochissima) riviste di cucina (un’esagerazione ma oramai sono quasi vintage). Insomma qualche quintale di carta che trattiene polvere e che secondo me prima o poi sfonderà il pavimento.  Ma come si fa ad eliminare i libri?

Tentai qualche anno fa. Con il solo risultato di spedire i romanzi più pacchiani, le letture più insulse e antiche, a prendere polvere nella cantina della casa in montagna. Addirittura lì conservo ancora i libri di Selezione dal Reader’s Digest di mio padre! Che quelli veramente li potrei usare per accendere il camino. Ma niente. Qualunque foglio di carta rilegato mi impegna alla conservazione perenne.

Basta! Una volta deciso è deciso. Sarò drasticissima.

Una sera di queste compro una bottiglia di whisky, e quando sarò abbastanza alticcia farò scatoloni di libri da regalare.

E magari farò anche io un fuori-la-roba day per gli amici.

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11 commenti
  1. lorenza ha detto:

    beh, quando lo farai chiamami… anch’io sono sommersa dai libri in casa. e ne ho tantissimi nel box nel quale ormai la mia auto non entra piu’…, ma non sono pronta a liberarmene. li ho letti con attenzione, annotati, sono miei piu’ di qualsiasi altra cosa io possegga.

  2. Guarda che se è per fare posto a un uomo, ti avverto che io di posto ne occupo poco.
    E sto anche bene appollaiato sui libri…
    :mrgreen:

    • elinepal ha detto:

      Temo che un uomo da questo caravanserraglio scapperebbe entro dieci minuti. Con qualche scarpa masticata da Cicoria. La mia singlitudine mi sembra sempre più eterna! 🙂

  3. Dimenticavo (l’età…): immagino che i libri, per quanti possano essere, saranno pur sempre il 10% delle scarpe… 😀

    • elinepal ha detto:

      Sbagliato. Aquila, attenzione, non mi deludere sulle tue capacità non vedenti di riconoscere il tipo di donna che hai davanti! 😀

  4. L’unico eccesso che mi concedo è sui libri. Il resto fai bene a smaltirlo regalandolo ai tuoi amici. Siamo soffocati dalla “roba” , Sai che dall’inizo di quest’anno un po’ per gioco un po’ per scherzo mi sono detta” proviamo a non comprare nulla da vestire” in fondo fra tutti abbiamo armadi così pieni che vestirebbero sette generazioni! E ce la sto facendo:-) Viviamo nel superfluo. E per cosa?

    • elinepal ha detto:

      Hai fatto bene a partire proprio dai vestiti, ne abbiamo veramente troppi. So che per il discorso libri è più difficile. Ma veramente a volte guardo dei titoli in libreria e nemmeno mi ricordo più di cosa parlavano. E penso che molti di questi difficilmente li rileggerò. Allora che senso ha?. E’ un po un senso del possesso. E il limite è proprio quello. Pensare che possedere delle cose abbia senso. Avere un libro dentro di se quello, si che è importante. Ho per esempio uno per uno tutti i libri di Grossman li ricordo e li rileggo.

  5. autoreggente ha detto:

    Ciao! Grazie a te e siccome c’è un gran bisogno di “donne pensanti” ti seguirò con piacere! A presto….;D

    • elinepal ha detto:

      idem! 😀

  6. buttare! Non è facile ma ci sto lavorando.. Però limito al minimo i miei acquisti. E’ un’esigenza sentita fortemente a cui ancora non so dare risposta. Me la date voi un’intepretazione? Anche se forse sarebbe più facile rispondere al perché si ammucchia un sacco di cose inutili.

    • elinepal ha detto:

      Figuriamoci se so rispondere. Io non butterei mai nulla. Se c’è però un effetto positivo in questo periodo di crisi mondiale è che si ragiona molto prima di acquistare qualcosa in più. Dare valore alla qualità invece che alla quantità. Effetti del postconsumismo.

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