meno 237 – Paolo Borsellino Essendo Stato

Le parole pronunciate da Paolo Borsellino che gli Italiani non hanno mai ascoltato.

Il 31 luglio del 1988 il giudice palermitano denunciava con forza davanti al CSM l’inadeguatezza dei mezzi di contrasto attivati dallo Stato contro la Mafia. Borsellino parla per oltre quattro ore con straordinaria e diretta lucidità. Quella audizione arriva per la prima volta in scena raccontata da Ruggero Cappuccio.

Per quanto riguarda la situazione delle forze di Polizia denunciai l’avvicendamento continuo e adoperai anche una frase piuttosto pesante parlando, addirittura di gioco delle tre carte, nel senso che quei pochi uomini che c’erano venivano fatti girare , ma erano sempre gli stessi, solo che uno lo si metteva alla Squadra Mobile, poi lo si spostava al Commissariato di Marsala, poi a Mazzara.

O parliamo per enigmi dicendo che c’è una caduta di tensione o che manca la volontà politica, e la gente non capisce bene cosa significa, oppure questi problemi li dobbiamo affrontare concretamente, dobbiamo citare fatti e mettere il coltello nella piaga e dire: “C’è un organismo centrale delle indagini antimafia che in questo momento non funziona più.”

Questo rispondeva Paolo Borsellino al CSM, il 31 luglio 1988: era stato convocato per le interviste rilasciate ai quotidiani “La Repubblica” e “L’Unità”, nelle quali aveva denunciato il preoccupante stato di smobilitazione del pool antimafia di Palermo.

Minacciato dall’ombra di imminenti provvedimenti disciplinari, il magistrato parlò per quattro ore di fila: dalle dieci alle quattordici. Nel pomeriggio fu invece ascoltato Falcone.

Brani di questa audizione tesissima, mai resa pubblica integralmente, entrano ora in “Paolo Borsellino Essendo Stato”, racconto scenico di Ruggero Cappuccio, che lo stesso autore leggerà a Roma, al Teatro Arcobaleno, dal 24 al 28 ottobre.

Davanti al Csm i due magistrati affrontarono con chiarezza i delicatissimi temi inerenti l’ assegnazione delle indagini, l’inserimento nel pool di nuovi giudici senza l’adozione di criteri di sicurezza, l’affidamento di procedimenti sulla criminalità mafiosa a magistrati estranei al pool. Dalle loro parole appassionate emergono i complessi scenari che fanno da sfondo alle indagini sul fenomeno mafioso, ma anche lo spirito di sacrificio di chi, pur accerchiato e consapevole delle occulte relazioni tra criminalità organizzata  e Stato deviato, aveva deciso di non arretrare. Giovanni Falcone sarebbe stato ucciso, quattro anni dopo, il 23 maggio 1992 nell’attentato di Capaci. Paolo Borsellino 57 giorni dopo di lui, in via D’Amelio, a Palermo.

Proprio su via D’Amelio, o meglio sull’ultimo secondo di vita di Paolo Borsellino, il 19 luglio del 1992, si concentra il testo di Cappuccio, che dilata questo singolare residuo di tempo in un intenso monologo.

Il giudice disteso sull’asfalto, dubita di essere già morto e dubita di essere ancora vivo. in questa dimensione di lucidità entrano i sogni, l’infanzia, la giovinezza, l’amore  di Borsellino per la sua Sicilia aspra e luminosa, per la sua famiglia e per chi ha cercato di proteggerlo e sta morendo con lui. Ma c’è anche l’amico Giovanni Falcone, dall’adolescenza fino all’ultimo abbraccio nel giorno di Capaci.

E c’è la denuncia della solitudine in cui i due magistrati sono stati lasciati, perché esiste una parte deviata dello Stato che vuole controllare la piaga rappresentata dalla mafia ma non guarirla: di quell’infezione ha infatti bisogno, anche per mettere a morte le parti sane del suo corpo che desidera siano messe a morte.

Il testo scritto nel 2004, è stato portato in scena anche da magistrati della Procura di Salerno, di Milano e di Trieste, che hanno voluto fare propria questa denuncia civile. La nuova versione, che include le dichiarazioni davanti al Csm, ci restituisce ancora di più, con la drammatica evidenza delle sue parole, Paolo Borsellino come un eroe moderno lontano dalle tentazioni della retorica.

Palermo non mi piaceva” dice nel monologo “per questo ho imparato ad amarla, perché il vero amore consiste nell’amare ciò che non piace, per poterlo cambiare.”

PAOLO BORSELLINO ESSENDO STATO

scritto e interpretato da Ruggero Cappuccio

impianto scenico Mimmo Paladino

immagini Lia Pasqualino

musiche originali Marco Betta

disegno luci Giovanna Venzi

assistente alla regia Nadia Baldi

dal 24 al 28 ottobre 2012

Teatro Arcobaleno – Via Francesco Redi – Roma

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12 commenti
  1. Questa è una delle differenze tra abitare a Roma e in padania.
    Qui al massimo arrivano le commedie del trota… 😕

    • elinepal ha detto:

      No dai! sono certa che ci sono un sacco di spettacoli che vanno in giro anche lì. Magari ti do qualche dritta. (sempre se capisco dove stai)

  2. Mannaggia! il 26 parto per Amsterdam e tra oggi e domani non credo proprio di farcela… sai se sono previste repliche più avanti?

    • elinepal ha detto:

      Probabilmente a Gennaio all’Auditorium. Ti aggiornerò. Buon viaggio!

    • Io non so, ci sono un sacco di cose che stanno avvenendo tra il 26 e il 29… Questo viaggio è il mio regalo alla moglie per l’anniversario di matrimonio (ero indeciso tra questo e una citazione dell’avvocato poi ha prevalso la voglia di pace :mrgreen:) e la scelta del periodo è stata parecchio travagliata. Alla fine, con grande fatica sono riuscito a trovare questi 4 giorni nei quali le tariffe aeree non erano proibitive e nell’albergo dove andiamo c’è una promozione con uno sconto di quasi il 50% per cui abbiamo un 4 stelle a 80 euri a notte. La prenotazione l’ho fatta a fine agosto. A metà settembre mi hanno comunicato che un progetto che sto seguendo ha organizzato la presentazione in pompa magna per il 29. Adesso c’è questa cosa del teatro. Manca solo che i Maya anticipano e dal 21 dicembre arrivano il 27 ottobre!!! 😆 😆

  3. elinepal ha detto:

    Fregatene di tutto!! Acchiappa la tua donna, spegni il cellulare, chiudetevi nella quattro stelle e – quando proprio avete bisogno di uscire per trovare del cibo – godetevi Amsterdam. La vita è breve e i Maya incazzosi. 🙂

    • Hmmmmmmmmmm meglio uscire e godersi Amsterdam, se ci chiudiamo nel 4 stelle c’è il rischio concreto che finisca male!!! 😆

  4. elinepal ha detto:

    Vabbè, tu sai. (comunque Amsterdam è molto afrodisiaca, magari ti ci chiude lei nel 4 stelle!) Buon viaggio!!! 🙂

  5. elinepal ha detto:

    allora ti aspettiamo in teatro! Grazie di essere passata. 🙂

    • Mi piacerebbe passare in teatro, ma sono un tantinello lontana dal caput mundi! (per quanto ci sia affezionata, il primo viaggio “sola con papà” è stato proprio lì, dove lui è cresciuto…) Mi è piaciuto molto l’articolo, mi fa sentire piccolissima, al confronto di uomini del genere.

    • elinepal ha detto:

      Chissà perché avevo l’idea che fossi a Roma. Comunque la bellezza di questo testo è proprio la dimensione umana che dà di Paolo Borsellino. Molto vicino ad ognuno di noi.

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