Meno 242 – cicoria due, la vendetta

Questo è solo un particolare di ciò che ho trovato al mio ritorno a casa alle tre per portare fuori la cagnetta.

Stamani non l’avevo portata con me come al solito perché, dopo aver accompagnato  il piccoletto a scuola avevo appuntamento dal dentista ( non è stato per niente piacevole) e subito dopo in sala di montaggio.

Non è che le cagnette siano accettate ovunque. A malapena la tollera il mio socio in ufficio. Dice che si sente che “odora di cane”.

Certo anche lui ha le sue ragioni. Nei primi giorni che Cicoria era con me a Roma la portai in ufficio, lui non c’era, era ancora in vacanza. Senza che io me ne rendessi neanche conto fece cacca e pipì nella sua stanza, accanto al suo Ficus Benjamin. A sua discolpa, della cagnetta,  c’è il fatto che ancora non si era abituata ai ritmi cittadini. Comunque io non me ne accorsi. Il regalino lo trovò lui, qualche giorno dopo (io nel frattempo ero ripartita) leggermente mummificato dal torrido caldo, ma ancora fetido.

Come potete notare dalla foto la bastarda ha completamente sbranato un cuscino, distrutto la base della mia campana buddista, distrutto un piccolo diario del piccoletto e sparso varie altre robe trovate in giro. Ciò che non si vede è la dimensione dello spargimento: ovunque! In cucina c’erano due tazze rotte (quelle della colazione). I gatti erano acciambellati sul divano con uno sguardo severo, che osservavano con disapprovazione il disastro. Avrei voluto vedere le loro facce attonite mentre lei si accaniva con furore distruttivo su tutto ciò che trovava in giro.

Ed è andata anche bene. L’ultima volta che l’avevo lasciata a casa per qualche ora aveva sparso tutto il contenuto del sacco della differenziata.

Ovviamente l’ho picchiata e punita. E lei, meschina,  sa già che lo farò. Quando apro la porta la trovo strisciante in posizione Gollum (la definizione è della ventunenne) con la coda tra le gambe ed quel suo sorrisetto che tenta di essere  accattivante ma è semplicemente agghiacciante. Si perché lei, la bastarda, sorride! Nel senso che alza proprio il labbro superiore, come farebbe un umano.

Ora chiedo: quanto tempo si può restare arrabbiati e tenerla in punizione? (niente coccole ne carezze, giro strettamente necessario ai bisogni, niente giochini né biscottini) Per quanto tempo posso continuare a restare incazzata? Esiste una pena capitale per animali domestici in Italia? E se sì, per quali delitti? E quanti sono i gradi di giudizio?

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21 commenti
  1. Elena ha detto:

    Meno male che i miei quadrupedi sono buoni. L’unica che ogni tanto fa …casino…è la gatta perchè vomita spesso!

    • elinepal ha detto:

      Se ripenso a quando avevo solo i due pelosi che vomitavano mi sembra già un paradiso!

    • Elena ha detto:

      urca!!! 😦

  2. Meglio i gatti. Io ne ho tre, Camilla, Cesare e Mario, e ogni tanto anche loro lasciano dei regalini, soprattutto se c’è qualcosa che disturba i ritmi stabiliti e la quotidianità. Ma questo livello di devastazione… In gioventù ho avuto cani, se succedevano cose così erano botte da orbi… ma non ho ricordo di disastri comparabili a questo!

    • elinepal ha detto:

      No veramente il peggio non lo hai visto, lattine e barattoli e immondizia ovunque. Sono stata durissima, ma la cosa si ripete. Ora ho il numero di una comportamentalista animale per riuscire a capire come farla smettere. E’ che io la amo molto e lei ama me e sono distrutta dal doverla punire continuamente.

    • E hai ragione, ti suggerisco anche di cercare su internet. Ti racconto un micro-episodio. Grazie ai lavori in casa (di cui puoi trovare resoconto sul mio blog) i gatti si sono molto, molto seccati che la lettiera fosse stata spostata, e hanno quindi iniziato a fare pipì e cacca in cucina, in un posto preciso. Abbiamo provato con il repellente e non è servito a niente. Una ricerca sul web ci ha indicato la soluzione: alluminio per alimenti disposto nella zona da proteggere. I gatti si spaventano camminandoci sopra. Mantenuto durante la notte per una settimana, et voilà… problema risolto! Magari cercando su qualche forum trovi qualche rimedio che ti aiuta…

    • elinepal ha detto:

      Ahah! magari pensavano che una volta nell’alluminio sarebbero finiti direttamente in forno. Grazie, sei di grande sostegno.

  3. Scusa ma il nome Cicoria della cagnetta ha per caso a che fare con il teatro? Ricordo una citazione ma non ricordo di chi (forse Tino Scotti), ero molto, molto giovane.

    • elinepal ha detto:

      Non ricordo alcuna citazione ma comunque sarebbe una coincidenza. Cicoria è il nome che gli ha affibbiato un ragazzo del paesino del Cilento sulle cui montagne l’ho trovata questa estate. Da lì è partito il gioco e il nome le è rimasto.

    • Era una vecchia, vecchissima trasmissione RAI che si chiamava Cicoria, e se non ricordo male Tino Scotti raccontava che si trattava di un saluto tra la gente di teatro, non ricordo se si riferisse all’avanspettacolo o similare. Ho tentato di reperire qualche info sul web ma nada…

    • elinepal ha detto:

      interessante … quando avrò tempo farò una ricerca. Buona giornata!

  4. blogandrealiberati ha detto:

    E’ autunno e cadono le gomme piume…

  5. frz40 ha detto:

    Troppo simpatica la cagnetta, ma con un po’ di prevenzione e qualche sgridata, vedrai, si metterà in riga.

    • elinepal ha detto:

      Simpatica? prevenzione? sgidare? Noi ormai stiamo molto più avanti. E’ guerra aperta e le rappresaglie sono terribili……

  6. Quando si è cuccioli succede. E’ un cucciolo, vero? 🙂

    • elinepal ha detto:

      Macchè, però era stata abbandonata e l’ho raccolta io per strada questa estate. Ha la sindrome dell’abbandono. Forse per questo ci siamo subito intese.

    • Ogni padrone ha il cane che si merita. E viceversa. 🙂

    • elinepal ha detto:

      vero! 🙂

    • elinepal ha detto:

      e già…. da domani parlerò con una comportamentalista animale. Chi la dura la vince!

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