meno 243 – una favola per adulti

C’è una favola che va in scena tutte le sere a Roma al Teatro Piccolo Eliseo Patroni Griffi, ancora fino al 4 novembre. Uno spettacolo per bambini serale? No uno spettacolo per adulti “La macchina dei desideri” di Giampiero Rappa.

Rappa è un autore straordinario, non – o non solo – perché scrive dei bei testi, ma perché riesce ogni volta a sorprendere senza mai deludere, a cambiare toni senza perdere la sua specificità, ad essere chiaro e godibilissimo pur mettendo nei suoi testi temi importanti ed urgenti.

Poco più di un anno fa, essendo sempre stata sua grande fan e lavorando assieme per la prima volta, gli chiesi se aveva mai pensato di scrivere un testo per bambini. Forse perché era diventato papà da poco, o forse perché sentivo che aveva delle potenzialità forti nella sua scrittura. La capacità, appunto, di sorprende e ammaliare e interessare e divertire  dicendo cose molto serie.

Mi rispose che in effetti aveva scritto qualcosa che era una favola, ma che non necessariamente era una storia per bambini.

La macchina dei desideri racconta di  un villaggio chiamato Obetrek, in piena crisi economica e con il problema della siccità. Due commercianti stranieri costruiscono una macchina in grado di realizzare i desideri della gente. Cosa accade quando ogni persona può realizzare i propri desideri è facile immaginarlo. Ognuno tenta di dare vita ai propri sogni, siano essi legittimi o meno. E così Gherbò e Orfice (i due commercianti stranieri) intelligentemente sfruttano le più orrende pulsioni per arricchirsi alle spalle di un sindaco/duce, di Cupide, Antipide, Protide, tutti cittadini impegnati a risolvere i propri problemi senza curarsi dell’orribile destino che attende il loro piccolo mondo. C’è però un bambino (nelle fiabe c’è sempre un bambino) il piccolo Elliot che invece si muove solo in direzione dell’altrui felicità. Nel suo cuore esistono ancora l’ingenuità, l’altruismo e la positività. 

Il pubblico inizialmente rimane spiazzato di fronte al linguaggio favolistico e a personaggi così improbabili. Ma poi viene catturato. e ride e segue e parteggia per i più deboli, e irride il potente sindaco e gioisce del finale. Come dei veri bambini di fronte ad una fiaba. Che le fiabe si sa sono uno specchio della realtà.

Ultime considerazioni. Giampiero Rappa ha curato, come sempre, la regia esaltando la parola attraverso una apparente e studiata semplicità di allestimento guidando dei bravissimi attori. Tra cui vorrei ricordare Fortunato Cerlino nella parte dell’inventore della macchina Gherbò e Antonio Zavatteri il Sindaco. Davide Lucchesi ha creato la bellissima immagine della macchina utilizzata anche in locandina. Amela D’atri ha disegnato una serie di  mappe del paese di Obetreck.

in scena al Piccolo Teatro Eliseo
fino al 4 novembre 2012

LA MACCHINA DEI DESIDERI
testo e regia Giampiero Rappa
con Silvia Ajelli, Cristina Cavalli, Fortunato Cerlino, Massimiliano Graziuso, Sergio Grossini, Francesco Guzzo, Mauro Pescio, Antonio Zavatteri
scene Barbara Bessi
costumi Anna Coluccia
luci Gianluca Cappelletti
musiche originali Arturo Annecchino
assistente alla regia Stefano Patti
Teatro Eliseo / Gloriababbi Teatro

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8 commenti
  1. Da come lo descrivi sembra intrigante, questo lavoro. Ci faccio un pensiero, grazie per la dritta.

    • elinepal ha detto:

      Proprio per questo ho scritto il post. Per catturare pubblico! :-). Vai spesso a teatro?

    • Meno spesso di quanto vorrei, in realtà. Purtroppo. Perché il teatro è meraviglioso. Mi intriga sempre l’unicità della rappresentazione cui assisti. Ho anche un’amica attrice (la definisco informatica per caso, attrice e psicologa per vocazione ;)) ed è meraviglioso andarla a vedere, guardare lo sdoppiamento tra persona e personaggio. Vabbè potrei andare avanti per ore…

    • elinepal ha detto:

      Si lo so che andare a teatro non è un cosa che si decide con la stessa frequenza con cui si decide per esempio di andare a mangiare una pizza. Infatti nella prossima vita farò la pizzaiola. 🙂 Se ci vai poi fammi sapere che ne pensi. Io magari ti darò altre dritte. Buona serata.

  2. Simpatica idea, Semmai dovessi trovarmi a Roma …
    Scusa se apprifitto di questo spazio per rivolgerti una domanda: ma cosa accadrà tra 243 giorni (più o meno a metà Giugno del 2013)?

  3. elinepal ha detto:

    https://elinepal.wordpress.com/2012/06/17/meno-365/
    Questo è il post che ho scritto il giorno in cui è iniziato il conto alla rovescia.
    Cosa accadrà? Me lo domando anche io. Ogni tanto. Non troppo però. Perché importante non è cosa accadrà quel giorno, che non è una data particolare, importante sarà il cammino che ho fatto in questo anno punteggiato di piccoli appunti.
    E’ che ogni tot anni mi capita di avvertire che sto entrando in una fase diversa della vita. E quest’anno ho sentito un intenso prurito che mi avvisava che c’eravamo di nuovo. Non so come spiegarlo. E’ come la sensazione che si sia chiuso un ciclo, un cerchio. Che ci sarà un passaggio importante. Interiore fondamentalmente. Ma che poi inevitabilmente si riflette sulla vita concreta.
    Non voglio sembrare mistica, è proprio una sensazione forte, vitale. E scrivere mi è sembrato un buon modo per tenermi aggiornata su di me. Su quello che sento e vedo e come lo vedo. Per rientrare in sintonia con una parte dell’Eli che avevo perso. Per tirare fuori il mio lato creativo affossato da routine e dispiaceri forti. Insomma mi dà una sacco di energia e mi piace. E qualcosa sta succedendo……e sono sicura che tanto altro succederà.

  4. Che meraviglia dev’essere avvertire dei presagi propizi come questi. Sono contento per te. Hai lanciato un messaggio di speranza. Mi hai contagiato positivamente. Sempre che la profezia Maya non si avveri. In tal caso dovremmo dare un’interpretazione diversa al tuo intenso prurito: qualcosa di meno etereo.

    • elinepal ha detto:

      Cavolo è vero! In caso fosse quand’è che si avvera la profezia? Dubito che in quel caso il mio blog possa servire a qualcosa. Ma magari anche no……
      Felice di contagiare positività. E’ già un risultato, non credi?

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