meno 253 – il cristo peruviano in via giulia

Roma è anche questo.

Tornando all’una e mezza da una passeggiata con il piccoletto e Cicoria dai giardini sotto Castel Sant’Angelo imbattersi, in una Via Giulia chiusa al traffico, in una processione della comunità Peruviana.

Non so proveniente da dove e dove diretta. Con un enorme baldacchino con un Cristo in croce portato a braccia da uomini vestiti di blu, con corde al collo a simboleggiare credo una forma di penitenza e donne velate di bianco che camminando a ritroso spargevano fiumi di incenso.

Dietro seguivano fedeli con sporte e carellini della spesa colmi di cibo da consumare in qualche parco.

Ed infine, in ordine sparso,  il  codazzo di una banda di alpini.

Che il Cielo ci aiuti.

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14 commenti
  1. lorenza ha detto:

    perché che il cielo ci aiuti? ricordo, più di 30 anni (a quell’epoca per qualche tempo ho vissuto in USA), a new york, una festa non ricordo più in onore di che santo a little italy. colori, profumi, sapori d’altri tempi, processioni, candele, fuochi d’artificio. una festa bellissima..

  2. elinepal ha detto:

    Anche io amo molto le tradizioni. Ma ritengo che una religione debba essere di sollievo e di sostegno agli esseri umani. E credo che il linea di massima lo siano tutte. Sono le Chiese il problema. E’ chiaro che in altre epoche con altri sistemi di società e di vita una Chiesa che teneva sotto controllo i fedeli ignoranti con usanze un po’ barbare ci poteva anche essere. Ma ora? E’ veramente necessario fustigarsi o schiantare sotto cinquecento chili di baldacchino con sopra un uomo inchiodato su una croce? E’ necessario che delle donne velate camminino a ritroso lanciando lamentazioni ed incenso? Davvero se Cristo fosse nato nel ventesimo secolo i cristiani andrebbero in giro con una piccola sedia elettrica attaccata ad una catenina, come ricorda anche Otello Marcacci nel suo “Il ritmo del silenzio”.
    No, la tradizione va bene, ma l’umanità ha bisogno di più gioia, di più speranza, di più sollievo interiore che non penitenze e lamentazioni.

    • lorenza ha detto:

      ricordavo quell’episodio a new york, perche’ credo aiuti a vivere in un paese straniero il poter mantenere usanze del proprio, purché non interferiscano o violino norme del paese di accoglienza.
      io non sono affatto credente, ma ho rispetto per le forme di religiosita’ e i riti altrui, sempre che rispettino le condizioni di cui sopra. quei peruviani, pochi dalle foto, in fondo non hanno fatto danno a nessuno, ma hanno fatto bene a se stessi, sentendosi uniti nel ricordo del loro paese:-)

    • elinepal ha detto:

      Nessun problema con i Peruviani, tranne forse qualcuno bloccato dalla chiusura della strada come il nostro amico Frog qui sotto, ma si sa a Roma stiamo sempre tra un corteo e uno sciopero e quando capita di trovare le strade chiuse anche di domenica girano un po le palle. Nessun problema con nessuna comunità: sono tra un tempio Hare Krisna e una Chiesa Copta della comunità Eritrea. Rispetto assolutamente ogni forma di religione, tranne gli integralismi di qualunque tipo. Sono buddista praticante sicchè figuramoci se non pratico il rispetto mi scomunicano!! Il mio problema è con le chiese che ancora propongono una religiosità falsa creata per assoggettare ed intimidire le persone. Comunque i peruviano onn erano poi così tanto pochi. E’ che io sono un reporter mediocrissimo! Senza voler essere polemica poi In quanto a sentirsi a casa, per i peruviani in Italia come per gli italiani a NewYork, ci sono tante meravigliose tradizioni anche laiche. Io per esempio mi metterei a piangere quando sento suonare una Tamorra e non sono neanche napoletana! (questo solo per tirare acqua al mulino in secca dello spettacolo) 🙂 Grazie di esserti fermata a chiacchierare con me!!

    • lorenza ha detto:

      sarà che sono una mediatrice culturale… ma rispetto tradizioni di qualsivoglia tipo, a meno che non siano contra legem. grazie a te per darmi occasione di far chiacchiere:-)

    • elinepal ha detto:

      🙂 a presto allora!

  3. Albert1 ha detto:

    Tutti hanno qualcosa da espiare… il punto è che le penitenze arrivano da sole, andarsele addirittura ad organizzare mi sembra un tantino eccessivo.
    Senza contare poi che magari uno approfitta della domenica per andare a scaricare un furgone di roba in un magazzino là dietro ed è costretto a rimanere fermo col suddetto furgone (a noleggio) all’imbocco della via per aspettare che lorsignori finiscano di “espiare”.
    Non potevano espiare, che so, sulla laterale della Cristoforo Colombo ? 😉

    • elinepal ha detto:

      Eri te quello che discuteva (stranamente sorridente) con i vigili?

    • Albert1 ha detto:

      No, io in genere coi vigili non ci discuto… tanto non si conclude mai niente.
      Ed è solo perchè ormai ho “messo la testa a posto” da un po’, altrimenti sarei passato agli onori delle cronache per aver devastato il corteo passando a tavoletta in mezzo ai penitenti.

      Hai presente la scena di “Blues Brothers”, quella preceduta da “io li odio, i nazisti dell’Illinois” ?

    • elinepal ha detto:

      ahahaha si! 🙂

    • Albert1 ha detto:

      A proposito (è la prassi, ormai ti ho beccato), ma se avessi tempo e voglia, ti andrebbe di partecipare al nostro superblog collettivo ?
      Siamo alla costante ricerca di autori… se ti va, fai un salto, lascia un commento al volo e ti ritrovi l’account WordPress automaticamente “promosso” ad Autore. Poi, quando ti viene un’idea per un post che magari sul tuo Blog non trova “post”, vieni e lo posti là.

      Non c’è fregatura, senza nessun impegno. Se vuoi, quando vuoi, come vuoi. 😉

    • elinepal ha detto:

      Ok faccio un salto. Però hai visto che mi sono data quest’obiettivo di un post al giorno per 365 (tipo fioretto 🙂 ) ed è veramente dura riuscire a scrivere qualcosa tutti i giorni. Comunque grazie dell’invito. ci provo.

    • elinepal ha detto:

      già

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