meno 261 – luna piena

Era di nuovo luna piena, e lei era sola in casa.

Aveva Paura.

Non c’era nessuno con lei.

Nessuno che la potesse aiutare.

Nessuno a proteggerla. Da se stessa.

Nessuno che la potesse fermare.

Sentiva che stava per succedere di nuovo.

Le ultime lune le aveva passate fuori città. Lì era più difficile che accadesse. E anche fosse successo non ci sarebbero state conseguenze. Sicuramente non avrebbe trovato quello che in quei momenti lì era l’unico sollievo al suo stato alterato.

Aveva superato già tre lune così, e aveva creduto di potercela fare. Aveva ancora il ricordo dell’ultima volta. La mattina dopo si era svegliata stordita. Quasi non ricordava nulla, ma le vistose macchie rosse sulla sua camicetta e sulle sue mani le avevano fatto comprendere con orrore che cosa era stata nuovamente in grado di fare. Un orrore e una consapevolezza che credeva l’avrebbe preservata da nuovi scempi. Invece ora sentiva che stava per succedere e non aveva la forza di opporsi.

Uscì.

Fuori l’aria era ancora calda. Si incamminò lungo la strada. Tremava. Dietro l’angolo incontrò il flusso della gente. Era pieno di persone. Troppe. Sentiva di odiarli tutti. Gruppi di turisti con orribili pantaloncini e ciabatte. Sentiva il loro odore sudato di chi ha camminato tutto il giorno senza farsi una doccia. L’odorato in quei momenti lì diventava molto più potente. Così forte da farle venire la nausea.

Gruppi di ragazzi con le birre in mano. Masse umane con coni gelato sgocciolanti.

Le girava la testa. Una vibrazione, come una scossa, le attraversava i muscoli.

Passò il ponte.

Eccola lì, la luna. Alta nel cielo, sopra la città. Rotonda. Bianca. Coperta a tratti dalle nuvole,  ma enorme, splendente e piena.

Doveva affrettarsi.

I vecchi luoghi erano tutti stati profanati. Nelle strette vie buie del centro ora era pieno di luce. Le vecchie botteghe erano state chiuse e al loro posto avevano aperto rivendite di kebab, gelaterie, birrerie.

Gli effluvi le arrivavano alle narici frementi e le mandavano acidi nello stomaco.

Girò ancora, in preda al panico. Doveva affrettarsi, sapeva di non avere ancora molto tempo.

Camminando veloce si scontrava con le persone che si muovevano a branchi, come animali stanchi in una prateria, inconsapevoli di incrociare una iena.

Svoltò in una piazzetta illuminata solo da un vecchio lampione. Era l’ultimo posto dove sperava di trovare sollievo.

Ed eccola. Era ancora lì. Con le vetrine opache dal vapore e pochi tavolini di legno sgangherati.

Sapeva che oltre quello non avrebbe trovato altro. Entrò. Un uomo, grasso, pallido e con due enormi baffi la gardò. Vide i suoi occhi e capì.

Si girò verso la cucina dove una donna, che doveva ancora essere giovane ma che il grasso aveva trasformato in una icona della indefinibilità anagrafica, si muoveva tra enormi pentoloni  fumanti, e, lisciandosi le mani su un grembiule che una volta doveva essere stato bianco ma che ora – in strati sovrapposti – portava tutte le sfumature del rosso, disse:

– E’ tornata! Portaje subbito ‘n piatto de Trippa a la Romana. E fajela doppia che me sembra che sta  ‘n piena crisi.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Cronache di un pigiama rosa

Home - Books - Food - Lifestyle

sottoscrivo

IL BLOG DELLA SCRITTURA DI GIANFRANCO ISERNIA

Sincronicità

Le coincidenze non esistono

Un Mate Amargo

Nessun uomo è un'isola

Diario di Petra

"La bellezza salverà il mondo" (Dostoevskij)

SWING CIRCUS ROMA

#SWINGMENTALATTITUDE

p e r f a r e u n g i o c o

comunità, spazio di incontro, condivisione e, naturalmente, gioco!

Luca Caputo

Just another WordPress.com site

iltiramisu.wordpress.com/

APPUNTI, FATTI, MISFATTI, RISORSE E METODI LEGALI PER TIRARSI SU.

Stoner: il blog letterario della Fazi Editore

Un blog letterario ideato dalla Fazi Editore per tutti gli amanti della letteratura

Marco Milone

Sito dello scrittore Marco Milone

Sunflower on the Road

"Se non si riesce, dico io, a rendere quel che si scrive al meglio delle nostre possibilità, allora che si scrive a fare? Alla fin fine, la soddisfazione di aver fatto del nostro meglio e la prova del nostro sforzo sono le uniche cose che ci possiamo portare appresso nella tomba." Raymond Carver

Tiziana' s Masserizie

La ricerca dei particolari e' l'obiettivo costante

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: