meno 273 – la festa del documentario

Dopo aver abbondantemente detto e mostrato di essere stata a Cortona per due giorni, voglio finalmente raccontare qualcosa sulia Festa del Documentario. Motivo per il quale, appunto, ero li. (A parte una certa attrazione per la Toscana che mi prende ultimamente).

La festa è alla sua settima (credo) edizione con la direzione di Luca Zingaretti,  organizzata da Angela Zingaretti e Angela Dal Piaz. Prima edizione in Cortona.

Sabato sono arrivata un po tardi ed ho perso l’apertura e sono entrata nello storico Teatro Signorelli a metà della proiezione di “11 metri” film documentario di Francesco Del Grosso sulla morte di Agostino Di Bartolomeo. Il Capitano della Roma ai tempi del secondo scudetto vinto dalla Lupa,  si tolse la vita sparandosi un colpo al cuore nel giardino della sua casa di San Marco di Castellabate il 30 maggio 1994. Una vicenda che lasciò nella costernazione la sua famiglia, presente al momento della morte, e tutto il mondo sportivo, i compagni di squadra e i giornalisti. Un documento che tocca i sentimenti anche di chi non segue lo sport, perché tratta fondamentalmente una vicenda umana. La disperazione di una persona che si sente sola dopo il fallimento della propria vita professionale e l’allontanamento da tutto ciò che ha amato.

Subito dopo c’è stata la proiezione di “Infanzia Incarcerata” di Adriano Zecca, un coraggioso reportage dal carcere di Cochabamba in Bolivia dove centinaia di bambini sono costretti a vivere, in condizioni allucinanti, in carcere per via del fatto che i loro padri e madri hanno subito condanne per traffico di coca. Il grande merito di questo film è quello di essere riuscito ad entrare dove nessun documentarista era riuscito, e a catturare i racconti, le facce, i momenti di svago, le ansie, di una popolazione di seicento persone che vive (sopravvive) mangia, dorme e si riproduce, in uno spazio destinato al massimo a trecento persone. Incredibile scoprire come alcuni bambini sono li con padre e madre e fratelli. Di come molti di loro sono stati concepiti e sono nati in carcere. Di come per avere una cella di due metri per due è necessario pagare mille dollari al mese, altrimenti si dorme per terra nei corridoi, preda delle violenze notturne. Il regista non ha indugiato su racconti pietosi, ha filmato quello che ha incontrato, senza retorica. Ma infine l’emozione ha per forza il sopravvento davanti alle immagini di una giovanissima generazione nata nel sopruso e nella violenza e per questo forse destinata a una vita egualmente disperata.

Poi è stata la volta di “Freakbeat” di Luca Pastore. Più che un documentario un Road Movie, sulla  ricerca di un fantomatico nastro con la registrazione di una session fra l’Equipe 84 e Jimi Hendrix, pare, frequentatore di un certo bar centro del Beat nel Bolognese negli anni sessanta. Una bella idea, e spunti anche divertenti. Ma privo del giusto ritmo e con una colonna sonora francamente deludente nonostante le premesse.

Nel pomeriggio di sabato si è aperta la sezione” Ti amo da Morire – La violenza nella vita delle donne” curata da Matilde D’Errico autrice e regista di “Amore Criminale” trasmissione di RAI3 dedicata al femminicidio e alla violenza subita in nome di amori malati. In questa sezione, fuori concorso, è stato presentato un bellissimo cortometraggio “La casa di Ester” di Stefano Chiodini, che in quindici minuti riassume tutti i comportamenti e le devianze di una coppia travolta dalla violenza maschile, e il documentario “Il corpo delle donne” di Lorella Zanardo presente oramai in versione integrale sul web già da un paio d’anni, che in maniera precisa e diretta mostra quella che è oggi la rappresentazione del corpo femminile sul grande e piccolo schermo.  Visione da consigliare assolutamente a tutte le donna, agli uomini che amano mettere in discussione i modelli proposti dalla televisione, e in maniera categorica e obbligatoria a tutte le ragazze:

Non ho visto il fil documentario di Teo Takahashi “Vietato Morire” proiettato la domenica mattina, dato che mi sono concessa un giro turistico per Cortona.

Sono invece a rrivata in Teatro in orario per assistere a quello che, secondo me e molti altri, avrebbe potuto essere il vincitore del Festival: “Palestina per principianti, educazione sentimentale di un bassita rockabilly” di Francesco Merini. Una band bolognese organizza un viaggio per andare a insegnare musica ai bambini di un campo profughi in Palestina. Il bassista Zimmy dopo poco viene risucchiato dalle storie di questi ragazzi che sono la quarta generazione di famiglie strappate dalle loro case e dalla loro terra.  Si dimentica della musica e inizia a girare per capire chi sono queste persone, da dove vengono, e qual’è la grande tragedia che li ha colpiti.

Quest’anno è la seconda volta che mi imbatto in gruppi di muscisti emiliani molto giovani. Era successo anche a Serramezzana durante il Festival “Segreti d’Autore” con la Band dei Mialtralvìa. E per la seconda volta sono stata stupita, esalata e ammirata per dei giovani che pur nella loro normale vita un poco sfasata di musicisti, entrato a fondo nelle questioni vitali della nostra epoca, con la freschezza e l’entusiasmo e la genuinità proprie della loro generazione, ma riuscendo anche ad affondare al centro preciso dei problemi. Senza la presunzione di dare risposte, anzi ponendo molte domande. Ma riuscendo comunque a coinvolgere ed agganciare il pubblico, anche più adulto e smaliziato. Spero che questo documentario abbia una prospera e lunga vita.

Mi vergogno un poco a dire che ho perso anche la proiezione del documentario poi proclamato vincitore di questa edizione “Inside Africa” di Gaetano Ippolito”.  Ero impegnata in un importante ed improrogabile incontro in terre di Toscana. Il film segue il viaggio del medico missionario Giuseppe Valente ed indaga sulle differenza antropologiche e culturali tra la realtà occidentale del benessere e quella povera dell’Africa. Mentre nella prima si vive con il  terrore della morte, nella seconda la morte viene vissuta con serena accettazione.

In conclusione devo dire che il Festival voluto da Zingaretti è una bellissima occasione non solo per vedere opere che non sempre riescono a raggiungere i canali televisivi, ma anche un’area di incontri e approfondimenti su temi importanti come quelli che si sono tenuti sabato sulla Violenza sulle donne e domenica sulle biodiversità a rischio nel mare Mediterraneo. Due belle giornate, appassionanti ed appassionate che non dimenticherò.

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4 commenti
  1. Elena ha detto:

    Uh come avrei voluto essere lì! Tra l’altro ho notato che ultimamente è proprio nel centro Italia che organizzano manifestazioni più interessanti…è appena finito il Festival della Filosofia a Modena e CArpi! Buona giornata!

  2. elinepal ha detto:

    e infatti avrei anche voluto essere a Modena. Ma non si può far tutto. Comunque di cose interessanti ne capitano anche a Sud, solo che magari sono meno conosciute. Buona giornata a te!

  3. Ciao! Abbiamo trovato in rete questo tuo post su Cortona e ti volevamo ringraziare per la meravigliosa recensione che hai fatto del nostro film. Siamo veramente commossi.. Ho condiviso le tue parole sulla nostra pagina fb http://www.facebook.com/palestinaperprincipianti Spero ci sarà occasione di ringraziarti di persona magari quando il film uscirà nei cinema. Grazie ancora!

    • elinepal ha detto:

      Ma figurati, ve la siete meritata. Ho ricevuto la mail e lunedì ci sentiamo. Buona giornata!

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