meno 281 – il mondo è uomo e forse lo resterà

A Kabul tre donne, attrici credo televisive, sono state assalite da un gruppo di uomini. Due sono state ferite a coltellate, una è stata uccisa. Le due donne ferite, soccorse dalla polizia, sono state fermate e sottoposte a visita ginecologica per controllare la loro verginità. Per eventualmente essere incriminate per atteggiamenti provocatori.

Nulla di sorprendente. Nessuno, o almeno pochi, hanno mai creduto che il problema dell’Afganistan fosse rappresentato dai soli Talebani, e che la guerra è stata fatta anche per ridare dignità alle donne afgane, tra le più oppresse del pianeta. Notizia che dura un giorno. Presente sul quotidiano di ieri ed oggi neanche sul web.

In Italia, intanto, sta per partire Trieste Next – Salone Europeo dell’innovazione e della ricerca scientifica. Leggo il programma su una brochure allegata al quotidiano di ieri. Aprendolo ho il piacere di vedere sul risvolto di copertina le foto di molte donne tra cui Margherita Hack, ovviamente, Diana Bracco – Presidente e Amministratore Delegato Bracco, Ilaria Capua – autrice e ricercatrice, Samantha Cristoforetti – astronauta, Helga Nowotny – Presidente Consiglio Europeo delle Ricerche.

Ad una più attenta lettura del programma dei lavori, che vanno dal 28 al 30 settembre, mi rendo conto, però, che la maggior parte di loro parteciperà all’incontro del 28 intitolato appunto “Le donne e la ricerca”. Negli altri numerosi incontri che riempiono le tre giornate internazionali ci sono ospiti anche illustri, ma tutti di sesso maschile. Altra eccezione il programmato incontro il 30 settembre su “Donne e innovazione nei Balcani”. Diciamo che in generale sulla copertina c’è una presenza di donne che arriva al 50%, mentre del programma dettagliato la presenza reale di interventi femminili scende drasticamente. Non ho fatto una statistica precisa ma diciamo che oltre quelle già menzionate figurano due o tre giornaliste – che faranno da moderatrici agli incontri, un paio di Signore con incarichi istituzionali a Trieste o in ambito Europeo, e il certamente attesissimo intervento di Elisabetta Gardini nell’incontro su “Un anno contro lo spreco – 100 Sindaci firmano la carta “Nordest ed Euroregione Spreco Zero”.

Cosa voglio dire con ciò?

Solo due cose. La prima è che evidentemente si ravvisa la necessità di adeguare nella comunicazione la presenza femminile a quella maschile. Da qui la scelta di equiparare volti femminili e maschili nella foto pubblicitarie.

La seconda è ovvia: ci sono donne con incarichi prestigiosi, con lavori veramente speciali, con carriere strepitose, ma vengono ancora raggruppate in momenti esclusivamente dedicati alle femmine. Della serie: Uh guardate che meraviglia anche una donna può fare la ricercatrice, oddio! ma volano anche nello spazio?

Parliamone.

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5 commenti
  1. masticone ha detto:

    Donne che corrono con i lupi è uno dei miei libri preferiti in assoluto….

    • elinepal ha detto:

      Risposta perfetta da dare a una donna. 🙂

    • masticone ha detto:

      solo la verità.
      solo quella

  2. blogandrealiberati ha detto:

    Uomini e donne … mh …
    Io penso, e premetto che potrei errare, che il potere non ha sesso. Va avanti nella corsa alla visibilità e al raggiungimento di posti raguardevoli nella società, solo chi vince e per vincere non bisogna necessariamente essere i più forti, o i più dotati, o i più belli, ne perforza uomini o donne. Nel quotidiano ogniuno sceglie secondo ciò che è in grado di fare, considerando anche la pressione di impedimento che gli viene dalla società. Siamo portati a pensare che agli uomini tutto gli venga dal cielo o che venga facile, ma anche lui quando esce di casa incontra resitenze tanto maschili quanto femminili.
    Il quotidiano di vita è una cosa, quello che viene riportato come modello dai media è un’altra. Ho incontrato diverse persone uomini e donne, che funzionano bene insieme e conduco una esistenza che vale la pena di essere condotta avanti, perchè insieme crescono, evolvono, migliorano.
    Le donne emarginate dalle cose che contano? Accontentate? Mostrate in prima pagina per compiacere chi guarda? E’ possibile ma, credo che la donna per essere tale non ha avuto ne ha bisogno del consenso o della pubblictà degli uomini.
    Le influenze che tutti subiamo dal mondo esterno sono tante e notevoli, e spesso vediamo quello che davanti agli occhi ci viene messo. Chiaramente non è il tuo caso perchè dici delle cose che portano con sè una condizione da rivedere, ma non credo solo al “femminile”.
    Con amore per la donna che è parte attiva della mia vita.
    Grazie per lo spunto 🙂
    Andrea

  3. elinepal ha detto:

    Caro Andrea sono d’accordo con te quando dici che nulla è regalato agli uomini e che le lobby di potere ostacolano il successo per merito ad entrambi i sessi. E certo non è mai giusto generalizzare. Esistono ambienti lavorativi dove probabilmente sia uomini che donne sono considerati allo stesso modo e retribuiti allo stesso modo. In generale non è così. Anche a livello di grandi manager d’azienda la retribuzione delle donne è inferiore a quella degli uomini. E in generale nelle aziende ci sono molte donne con ruoli organizzativi e molti più uomini a livello dirigenziale. E’ evidente che il vero potere, decisionale ed economico, è detenuto da uomini. E ne consegue che al momento non ci sia ancora molto spazio per le donne. Movimenti come “Se non ora quando” hanno cercato negli ultimi anni di riportare le donne in piazza per far si che certe discriminazioni cessino. Usciamo da un quasi ventennio dove anche le ministre venivano “scelte” in base alla loro avvenenza fisica e ai favori concessi a uomini di potere. Io ritengo che non sia necessariamente meglio scegliere un dirigente o un rappresentane in base al sesso. Ma che questo non diventi una discriminante questo sì. E desidererei vedere un programma dove uomini e donne intervengono in base alla loro conoscenza e al loro ruolo e non divisi in interventi di genere.
    Grazie per la tua visita e per i tuoi commenti. 🙂

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