meno 293 – inseparabili

Ho appena finito di leggere “Inseparabili – il fuoco amico dei ricordi”  di Alessandro Piperno edito da Mondadori, Premio Strega 2012.

Sono anni che fioriscono polemiche sulle cinquine e sui premi assegnati, critiche feroci alle grandi case editrici, come appunto Mondadori, che si aggiudicano quasi sempre un premio che immediatamente fa balzare in alto la classifica nelle vendite.

E per questo non sono tra quelli che acquistano automaticamente un libro con la fascetta del vincitore. Questo era stato regalato a mia figlia e così mi è capitato tra i libri portati in viaggio per l’estate.

Inizialmente ho trovato molto intelligentemente ironica la scrittura di Alessandro Piperno, ma nelle 347 pagine l’ironia non basta a dare fascino ad una scrittura che invece mi è sembrata estremamente piatta. Come sempre tengo a precisare che non sono assolutamente adeguata a fare la critica letteraria, e che i miei sono solo pensieri di una lettrice media.

Però ci sono alcune cose che alla lettura di una donna come me, cioè mediamente sensibile alle tematiche femminili, non possono sfuggire. Alessandro Piperno scrive la storia di due fratelli coinvolti in un dramma familiare che inciderà profondamente su tutta la loro vita. E’ evidente che in questa storia le donne hanno solo due ruoli precisi: Le donne forti, che rinunciano praticamente alla loro femminilità o comunque a relazioni durature con un compagno, e donne fragili che hanno bisogno di un uomo al punto da accettare compromessi e sottomissione. Le donne fragili arrivano ad essere addirittura delle perfette idiote. Ovviamente sono tutte invariabilmente belle e ovviamente il massimo della loro soddisfazione sessuale è rappresentata dalla fellatio.

Ora che questa pratica sia molto gradita agli uomini è risaputo. Come venga normalmente praticata tra coppie che vivono il sesso liberamente e con gioia è anche questo risaputo. Ma che si arrivi a mettere al centro della vita sessuale di una donna la fellatio come massimo della soddisfazione o addirittura dare a più donne all’interno di uno stesso romanzo orbitanti intorno alla stessa famiglia questa medesima preferenza mi sembra rasenti l’incredibile.

Senza voler entrare nel merito del maschilismo mascherato in queste pagine, mi sembra però che da un autore vincitore di un premio come lo Strega si possa pretendere un impegno maggiore nella creazione di personaggi credibili. Sono arrivata alla fine libro con fatica. Peccato, il titolo era molto bello.

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2 commenti
    • elinepal ha detto:

      Letto. Ottimamente sintetizzato. Tua moglie a ha ragione, ed infatti è ciò che faccio di solito. Mi spiace aver avuto l’ulteriore a conferma che i premi letterari sono guidati dalle case editrici. Non so se all’estero è così ma mi sembra un altro segno della decadenza della cultura in Italia.

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