meno 300 – cicoria, gilda e arturo

E così siamo partite, dopo aver lasciato il piccoletto  alla stazione dove  il padre lo attendeva per riportarlo in vacanza fino a fine mese. .

Avevo tappezzato il sedile posteriore con tappetini impermeabili ricoperti da una pezza di cotone. Ovviamente Cicoria si è talmente agitata che ha smontato tutto, vomitando subito dopo direttamente sul sedile. Tutto sommato il viaggio è andato bene. Quando abbiamo finalmente preso l’autostrada si è calmata e si è addormentata.

Verso Roma, quando ho iniziato a rallentare, si è svegliata e con il muso mi ha cercato. Era già buio e probabilmente lei non sa che finchè la macchina cammina io sono sicuramente al posto di guida.

Dal casello in poi ha rifatto la pazza. Temevo le scappasse la pipì, che non ero riuscita a farle fare quando mi sono fermata a mangiare un panino all’autogrill (zona macchine con cani, ciotole tirate fuori dal portabagagli, acqua, cibo e passeggiatina igienica nell’orribile sterrato verso la zona TIR).

Quindi siamo finite in una piazzola deserta di un benzinaio fuori mano sulla bretella per Roma Sud. Niente pipì. Ma ho provato l’ebrezza della solitudine bordo autostrada in piena notte. Siamo ripartite. Non ne poteva più della macchina. Ad ogni semaforo rosso pensava di poter scendere. Infilava il muso nel finestrino leggermente aperto annusando furiosamente le nuove puzze della città a 29 gradi e tasso di umidità da paese subtropicale.

Arrivate sotto casa mi si è presentato il problema di scaricare la macchina tenendola legata in qualche modo. Avevo paura che presa da entusiasmo o paura scappasse. Le ho fatto fare un giretto perlustrativo  nel quartiere e poi ho agganciato il guinzaglio al pomello delle scale. Il tempo di tirare la valigia fuori dalla macchina e lei, credo in meno di trenta secondi, aveva tranciato di netto il guinzaglio con i denti. Chissà se questo essere legata e “abbandonata” fa parte dei suoi ricordi.

Oramai stremata dal viaggio (io) dal sonno e dal caldo (sempre io) sono riuscita ad infilare valigia (pesantissima) buste varie e cane nell’ascensore (lei credo non ne avesse mai visto uno e si sentiva in trappola guardando il cane che la osservava dallo specchio) e quindi poi a tirarli fuori.

Ho aperto la porta piano piano, sapendo che i due pelosi, sentendomi, si sarebbero subito precipitati fuori. Nel quarto di porta aperto si sono incrociati quattro paia di occhi e il tempo si è fermato. Letteralmente. Loro guardavano lei, lei guardava loro, io guardavo tutti e tre tenendo il mozzicone di guinzaglio stretto in attesa dell’attacco ai felini. Per un tempo che mi è sembrato infinito siamo rimasti tutti immobili. Io non so se il  sudore che oramai mi scorreva a rivoli era dovuto alla tensione, alla fatica, o al caldo infernale. Poi piano piano io e Cicoria siamo entrate in casa. Le dicevo di stare calma, di non attaccare, e lei pur avendo i muscoli delle zampe posteriori fementi e il naso che aspirava odori come una turbina, mi ha ascoltato. E’ stata bravissima!. Dei due pelosi il vecchio con passo felpato (della serie se cammino piano piano piano non mi vede) si è dileguato, lasciando Gilda la Tigre a guardia del Territorio Violato.

E Gilda la Tigre si è fatta valere. Un brontolio minaccioso e la curva della schiena ha fatto subito capire a Cicoria come doveva comportarsi. Con molta calma e senza esagerare nell’avanzata.

Sintetizzo per non annoiare, ma avrei voluto girare un documentario. Erano stupende. Gilda ha preso posizione sui mobili e Cicoria non sapeva mai da che parte sarebbe spuntata. Gilda non la perdeva mai di vista, mentre Cicoria scodinzolando e annusando doveva cercarla e se la ritrovava sempre alle spalle.  La tensione era palpabile.

Ho aspettato un paio d’ore prima di decidermi ad andare a letto, sperando che si rilassassero, Invece il vero problema è scoppiato proprio sull’occupazione della zona notte. Gilda non voleva cederla e Cicoria non ci pensava proprio a rimanere in una stanza dove non ci fossi io. Arturo nel frattempo era rimasto sull’angolo più estremo della ringhiera del balcone, con la faccia di un naufrago sulla prua del Titanic che aspetta  di capire se buttarsi di sotto o affondare con la nave.

Come Dio vuole sono riuscita a portare i gatti in zona giorno e a chiudere la porta scorrevole verso la nottte.

Erano quasi le due e finalmente ci siamo messi tutti a dormire.

Alle sette un brontolio mi ha svegliato. Non si chi era riuscito ad aprire la porta (architetto questa porta scorrevole non ha mai funzionato bene!). Ed è incominciata la vera cagnara. Gilda era un bel po’ scocciata della permanenza dell’intrusa e non le dava tregua. Cicoria si è rotta di subire i suoi attacchi in silenzio è ha incominciato a latrarle in faccia.

Ho acchiappato il mozzicone di guinzaglio e l’ho portata a fare un giro. Ancora non aveva fatto pipì.

Nel cortile ho immaginato di poterla sciogliere per darle modo di sfogare un po’ la sua energia repressa. L’ha fatto immediatamente avventandosi su un piccione e riportandomelo in bocca più morto che vivo. E’ decisamente un cane da caccia.

Ho liberato il pennuto e le ho rimesso il pezzo di guinzaglio. Distrutta dalla mancanza di sonno, dalla mancanza di una doccia e di un caffè sono andata al bar.

E da lì in poi ho capito quanto un cane può far si che  persone che proprio non conosci si fermino a chiacchierare con te. Insomma con un cane si rimorchia parecchio.

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2 commenti
  1. Anzitutto bisognerà aggiornare il “chi sono” del blog…
    Poi vorrei fare notare che quando ero giovane mi si diceva che si acchiappava con la macchina nuova…
    Ho comprato la macchina nuova e mi si è detto che si acchiappava con i vestiti alla moda…
    Mi sono messo alla moda e mi hanno detto che per acchiappare bisognava esserre sopra i trenta…
    Ho passato i trenta e mi hanno assicurato che dopo i quaranta sarebbe stata una strage…
    Ho passato i quaranta e mi hanno comunicato che per acchiappare bisognava avere figli…
    Ho avuto una figlia e ora mi si vorrebbe fare credere che mi ci vuole un cane?
    Ma dispiace, ma ora non mi fregano più! 👿

  2. elinepal ha detto:

    ma scherzi? è certificato! ti assicuro, e non perché debba allocare la cagnolina. Comunque mi dai spunto per il posto di stasera (in cui ti renderò merito)

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