meno 304 – cani e gatti

Per anni, da quando ero bambina, ho avuto un cane. Un bellissimo pastore tedesco di nome Ringo (!) entrato a casa piccolissimo e vissuto con noi per tutta la sua vita. Anzi, per essere precisi, gli ultimi anni li ha vissuti con mio padre (!!) fino a che un giorno, anziano, si è incamminato in campagna senza più voltarsi indietro (neanche dietro ripetuti richiami) e non è più tornato. Pare abbia deciso di andare a morire da qualche parte da solo. Non so se i pastori tedeschi lo fanno, o se in genere lo fanno i cani, ma mi è sembrato un modo assolutamente dignitoso di preparasi alla morte.

Poi per anni non ho avuto animali per casa. Fino a quando ho trovato Birba, il mio primo gatto. Mai avrei pensato di potermi affezionare ad un peloso. Invece ho scoperto un altro mondo. Dopo ho trovato Arturo e il mondo gatto ha invaso la mia casa. A parte una parentesi di qualche anno i pelosi sono stati sempre con me. Morto Birba, per fare compagnia ad Arturo, oramai vecchio e scorbutico, ho accolto Gilda presa dal gattile di Santa Severa. Pensavo di aver fatto cosa buona portando una compagnia , invece è stato un finimondo. Lui l’ha rifiutata completamente e da subito. Lei si è quasi immediatamente ammalata di qualunque cosa. Su suggerimento della veterinaria li ho tenuti separati per un po ed Arturo è stato ospite da un’amica generosa ed amante degli animali. Dopo aver curato  Gilda ed aver fatto analisi del sangue ad entrambi per scongiurare contagi di HIV e leucemia felina, Arturo è tornato ingrassato di almeno tre chili ed offesissimo con me. Mi ha dato letteralmente le spalle per almeno un mese, non ha più dormito con me né si faceva accarezzare o coccolare. Ho finito con il chiedere consiglio ad una comportamentalista animale, una di quelle che reinseriscono nel loro ambiente gli animali che hanno vissuto in cattività. Con i suoi preziosi consigli sono riuscita a ristabilire serenità, spazi vitali e priorità, al punto che adesso Arturo ogni tanto si lascia anche andare a giocare con Gilda, che è una vera felina terribilissima e ladra.

Ora ho incontrato per strada la cagna ancora senza nome (in paese l’hanno chiamata Cicoria, ma non sembrava serio, hanno poi provato a darle nome Medea, ma mi sembrava terribile, forse ci stiamo stabilizzando su Ginevra). La cagnetta mi ha stregato con il suo straordinario attaccamento da imprinting. L’ho salvata dalla strada e pare sia diventata il centro del mondo. Come posso ora lasciarla? Del tutto furtivamente la faccio dormire con me e il piccoletto nel B&B dove fanno finta di non vederla. Le do da mangiare e durante il giorno mi segue come un’ombra. Ogni tanto sparisce, va a farsi un giro e poi riappare saltandomi letteralmente in braccio.

Tra due giorni tornerò a casa e il mio cuore mi dice di portarla con me. Ma immagino già con terrore l’incontro con i due pelosi.

Nei rari momenti in cui riesco ad avere il cellulare collegato con il mondo ho iniziato tessere una rete di amici ed amiche che mi possono dare sostegno con i consigli ed eventuale ospitalità nel caso di tragedia totale. Cicoria-Medea-Ginevra, dopo i primi giorni in cui era decisamente depressa, ha ripreso vitalità e va inseguendo tutti i gatti che incontra per strada. Non è un buon segno. Anche se alcune persone mi dicono che magari con i gatti di casa si comporterà diversamente. Arturo e Gilda d’altro canto non hanno mai visto un cane, se non per alcuni momenti in cui una coppia, sbagliando piano, suonò alla mia porta ed un setter giocosissimo si precipitò in casa mia seminando il panico.

Non so. Cercherò  di essere ottimista ed impiegherò tutte le mie acquisite capacità di psicologa animale per tentare di avviare questa convivenza. e che il dio degli animali me la mandi buona.

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