meno 311 – mialtravìa (non lo buttare via)

Passare una serata ballando cantando e saltellando davanti ad un gruppo musicale di ventenni, con altri ventenni (e altri ex ventenni), non ha prezzo. Specialmente perché la band suona tutti strumenti creati da loro con materiali vari recuperati da discariche e cantine. Chitarre fatte con la scopa, basso costruito con un secchio di vernice, voci distorte dalla cornetta di un vecchio telefono. Tutto può essere usato da questi stupendi ragazzi pieni di energia e creatività che vengono  dalle zone dell’Emilia colpite dal terremoto.

Ragazzi stupiti davanti al pubblico di un paesino che si infiamma per i loro brani dei Pink Floid o dei Beatles o Paolo Conte. Mani spellate e schiene messe a dura prova. Ma che bello!

Benvenuti al Sud!

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