meno 315 – la bambina e il cane

La bambina e il cane camminavano sulla spiaggia.

Camminavano con calma, senza affrettarsi. Ma senza soste, senza distrarsi a guardare il mare. La bambina guardava avanti a se, come se invece del golfo avesse di fronte l’infinito. Il cane la seguiva, come sempre, con il suo passo un po’ claudicante di vecchio, la lingua di fuori a catturare l’umido dell’aria. Ma la coda, allegra, si muoveva da destra a sinistra come la pendola di un orologio.

In Paese erano abituati a vederli sempre insieme. La bambina con i suoi vestitini corti, sempre gli stessi. Uno con i fiori rosa e l’altro a farfalline colorate. Erano carini, di cotone, ma a buon mercato. Con i colori un po’ stinti per i tanti lavaggi. Ma lei era così bella, con i suoi capelli castani con la frangettina sui grandi occhi, il corpo esile e abbronzato, che qualunque  cosa indossasse sembrava comunque una piccola principessa. Una principessa scalza, perché ai piedi, sempre un po’ neri, aveva delle ciabattine di gomma, mai sandali o scarpe.

Il cane, un meticcio, un incrocio di chissà quante razze, era alto con una grande testa e orecchie lunghe. Il pelo un tempo doveva essere stato biondo. Ora era rado in molti punti, in altri macchiato di grigio, al punto che sembrava fosse malato. Era anziano e si capiva dalle zampe posteriori, sempre un po piegate come non riuscissero più a sostenere il peso del suo grande corpo. Era comunque alto. Quando camminavano affiancati la bambina poteva poggiare il braccio sul suo dorso.

Un grande cane e una piccola bambina.

Il giorno a volte li vedevi separati. La bambina a disegnare sui tavolini del bar del Paese, il cane sdraiato in qualche angolo ombreggiato a risparmiare le energie per il grande caldo. Ma appena lei si alzava, per andare a cercare un altro svago, o qualcuno con cui parlare, lui subito alzava il testone e con gli occhi la seguiva.  Verso sera, quando il grande caldo finiva e arrivava il vento fresco da sopra la collina, li vedevi iniziare a giocare. Sempre lo stesso gioco. Lei scappava e lui dietro. Poi lei di colpo deviava e si girava e lui impazzito cercava di acchiapparle il vestito con i denti. Lei strillava. Degli strilli acuti, divertiti. Si faceva quasi prendere e poi di nuovo via a correre con lui dietro, improvvisamente pieno di energia. Andavano avanti così per mezz’ora, poi qualcuno infastidito dai latrati e dagli strilli gli diceva bruscamente di smetterla. Loro subito si fermavano ansimanti, e a occhi bassi se ne andavano in qualche altro angolo del paese, lei avanti e lui leggermente indietro, a toccarle la mano con il muso.

Ora camminavano sulla spiaggia. Lontani chilometri dal Paese, lontani forse per sempre da tutto il brutto che avevano visto. (segue)

Annunci
2 commenti
  1. Come sarebbe a dire “continua”? 😯
    Ora facciamo anche i post a puntate?

    • elinepal ha detto:

      Alle due di notte inizio a vacillare ….. 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Cronache di un pigiama rosa

Home - Books - Food - Lifestyle

sottoscrivo

IL BLOG DELLA SCRITTURA DI GIANFRANCO ISERNIA

Sincronicità

Le coincidenze non esistono

Un Mate Amargo

Nessun uomo è un'isola

Diario di Petra

"La bellezza salverà il mondo" (Dostoevskij)

SWING CIRCUS ROMA

#SWINGMENTALATTITUDE

p e r f a r e u n g i o c o

comunità, spazio di incontro, condivisione e, naturalmente, gioco!

Luca Caputo

Just another WordPress.com site

iltiramisu.wordpress.com/

APPUNTI, FATTI, MISFATTI, RISORSE E METODI LEGALI PER TIRARSI SU.

Stoner: il blog letterario della Fazi Editore

Un blog letterario ideato dalla Fazi Editore per tutti gli amanti della letteratura

Marco Milone

Sito dello scrittore Marco Milone

Sunflower on the Road

"Se non si riesce, dico io, a rendere quel che si scrive al meglio delle nostre possibilità, allora che si scrive a fare? Alla fin fine, la soddisfazione di aver fatto del nostro meglio e la prova del nostro sforzo sono le uniche cose che ci possiamo portare appresso nella tomba." Raymond Carver

Tiziana' s Masserizie

La ricerca dei particolari e' l'obiettivo costante

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: