meno 320 – nata il primo agosto

Avrei potuto nascere il 31 luglio. Solo a causa del mio peso esagerato, più di quattro chili, ed essendo la prima figlia, mia madre ha dovuto sopportare 24 ore di doglie per mettermi al mondo. Me lo ha raccontato per tutta la vita. Di quanto ha sofferto. Di come alla fine l’avessero anestetizzata e mi avessero tirato fuori con il forcipe (strumento terribile che poteva causare danni celebrali gravissimi (!) specialmente all’epoca), e di come appena vista al risveglio avesse detto: ma è bruttissima! Mia nonna la rimproverò dicendo: No! è bellissima, aspetta qualche ora e vedrai. Pressappoco la stessa cosa successe a me con la mia prima figlia. Pensavo di morire – quattro chili e cento grammi –  e lei mi sembrò bruttissima (in effetti lo era) e mia suocera mi disse (con un tono perentorio che mai prima o dopo ha mai usato con me): No! è bellissima, aspetta qualche ora e vedrai.

Nascere il primo di agosto significa non avere mai feste di compleanno con gli amici, passare quasi inosservata causa vacanze estive.

Anche per il mio diciottesimo compleanno ebbi una crostata di visciole a casa in montagna con pochi parenti.

Ma in fondo non mi è mai importato molto. I miei compleanni non l’ho mai veramente festeggiati.

Però ci sono stati i decennali. Quelli hanno avuto sempre un valore speciale per me. Momenti di passaggio, confini per grandi cambiamenti.

Per i trenta non ricordo, veramente, dove fossi  (si sa io sono smemorata). Ma  iniziai a mettere le basi per il lavoro che porto avanti ancora oggi. Quando sembrava che la mia vita lavorativa fosse ormai segnata e incanalata trovai il coraggio di tirare fuori la mia vera vocazione. E non mi sono mai pentita (nonostante la fatica).

Mentre per i quaranta ero per lavoro in un quartiere periferico di Napoli, di quelli raccontati da Saviano e dalle cronache degli ammazzati di camorra (la o si pronuncia stretta). Fu un compleanno memorabile. In una masseria sequestrata alla malavita, trasformata in uno dei Teatri di Napoli, insieme all’associazione di quartiere e alla compagnia con la quale stavo lavorando. Grande falò e braciolata. Dopo quel decennale, grazie anche ad una decisione veramente sofferta, ho avuto un altro figlio e rifondato il lavoro, conoscendo la persona con la quale lo condivido tutt’ora.

Il mio desiderio per il cinquantesimo era proprio quello di fare un’esperienza simile. Sono stata accontentata ed ho avuto una festa come mai mi sarei aspettata.

Al lavoro anche stavolta, in un paesino del Cilento, circondata da persone stupende, con una grande cena a base di pesce e una magnifica torta con candeline, scintille e rosa musicale. E regali, e brindisi e baci e abbracci. Una goduria.

Oggi, arrivata ai cinquanta, so che sto iniziando ancora nuove cose. E’ presto per sapere se raggiungerò i miei obiettivi, ma si vedrà.

A chi mi chiede timidamente se mi scoccio a parlare della mia età rispondo che no. Che sono pienamente serena, piena di energia e voglia di costruire e che sono felice di avere ancora lo spirito e la creatività per farlo.

Un’eterna adolescente? Non direi. Sento di avere acquisito la maturità necessaria a gestire le decisioni con meno impulsività ma di avere ancora l’entusiasmo per buttarmi in nuove avventure.

Che donna fortunata! E stasera ho avuto anche la luna piena!

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2 commenti
  1. Ma come!
    Mi sono perso il tuo compleanno?
    AUGURI AUGURI AUGURI! 😛
    Questo è un post che sprizza grande serenità, maturità ed equilibrio (vabbeh, se esagera sempre un po’…)
    E anche felicità…
    In fondo, sei quasi maggiorenne… :mrgreen:

    • elinepal ha detto:

      Appunto non esageriamo! GRAZIE! E’ stato un bel compleanno e spero sia un buon segno 😉

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