meno 348 – chi è la loba

ieri non ho poi spiegato chi è la Loba.

La Loba   è una vecchia. Ha molti nomi: La Huersera (la Donna delle Ossa), La Trapera (la Raccoglitrice), La Loba (La Lupa). Non c’è un posto preciso dove trovarla. Si dice che viva a Phoenix vicino a un pozzo, o sul Monte Alban su un carro bruciato o al El Paso o a Oaxaca. Ovunque viva è in un posto sporco, lei è grassa, spesso pelosa, evita la compagnia ed emette suoni più animali che umani. La sua unica occupazione è la raccolta delle ossa. La sua caverana è piena di ossa: di cervo, di crotalo, di corvo. Ma si dice che la sua specialità siano i lupi.

“Striscia e setaccia le montagne e i letti prosciugati dei fiumi alla ricerca di ossa di lupo, e quando ha riunito un intero scheletro, quando l’ultimo osso è al suo posto e la bella scultura bianca della creatura sta davanti a lei, allora siede accanto al fuoco e pensa a quale canzone cantare.”

La lupa canta sulla creatura e questa inizia a ricomporsi e ritorna in vita. E poi apre gli occhi, balza in piedi e inizia a correre, via nel deserto o nel canyon.

“In un momento della corsa, per la velocità della corsa medesima, o perché finisce in un fiume, o perché un raggio di sole o di luna lo colpisce alla schiena, il lupo è d’un tratto trasformato in una donna che ride e corre libera verso l’orizzonte.”

Questo è il processo. Partiamo come un mucchietto di ossa. Poi dobbiamo recuperare tutte le nostre parti mancanti. Processo lungo e difficile. Sta a noi trovare il momento di farlo. “La lupa indica che cosa dobbiamo cercare: la forza vitale indistruttibile, le ossa.”

E’ la storia di una resurrezione, del collegamento sotterraneo con la Donna Selvaggia. Cantare ci fa entrare in contatto con questi resti psichici. Con il profondo amore e con il sentimento. Non possiamo cercarlo in un amore o in un amante perché questa ricerca è un lavoro solitario, personale.

“Nei miti e con qualunque nome, La Loba conosce il passato personale e l’antico, perché è sopravvissuta generazione dopo generazione, ed è vecchia al di là del tempo. e’ l’archivista della concezione femminile. Conserva la tradizione femmnile. Le sue vibrisse sentono il futuro; ha l’occhio latteo lungimirante della vecchia rugosa; vive simultaneamente indietro e avanti nel tempo, ne corregge uno danzando sull’altro. La Loba, la vecchia, Colei che Sa, è dentro di noi. Fiorisce nel più profondo della psiche-anima delle donne, l’antica e vitale Donna Selvaggia. La storia ne descrive la casa come quel posto nel tempo in cui lo spirito dele donne e lo spirito della lupa si incontrano, il posto in cui la sua mente e i suoi istinti si mescolano, dove la vita profonda della donna fonda la sua vita mondana. E’ il punto in cui l’Io e il Tu si baciano, il luogo in cui le donne corrono coi lupi.”

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2 commenti
  1. Infatti mi ero chiesto chi fosse ‘sta “Loba” (avevo anche guglato un po’, ma con scarsi risultati…).
    Comunque questa cosa della ricostruzione di una donna partendo dalle ossa, mi piace. Se poi ci si impegna per metterci tutto attorno le “cose giuste e al loro posto”, tanto meglio… :mrgreen:
    Comunque mi hai convinto: lo compro. Così magari capirò qualcosa dell’altra metà del mondo… (i padani – gli altri, offcors – sono rimasti fermi all’età della pietra in questo genere di rapporti…).

    • elinepal ha detto:

      felice di aver interessato un uomo Neanderthal allora. 🙂
      spero anche qualche donna, può essere molto utile.

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