meno 349 – la loba

Dopo una frase letta su facebook e un articolo su un blog che forse non è più attivo ho reincontrato un vecchio libro che amo e che ogni donna dovrebbe leggere. Per la sua formazione.

Donne che corrono coi lupi di Clarissa Pinkola Estés, il ritorno della donna selvaggia.

Intanto voglio garantire che non sto diventando una sciamana, ed è assoluta coincidenza se solo pochi giorni fa già parlavo della donna lupo. Giocavo. Questa è roba seria.

Poi voglio raccontare come ho incontrato per la prima volta il libro. Me lo ha consigliato una donna, un’amica, che lo aveva avuto da una psicologa, dalla quale andava regolarmente per riuscire a gestire un rapporto decisamente problematico con un uomo. Lei, la psicologa,  era una donna con un viso bellissimo su un corpo veramente oversize. Una donna molto intellettuale che tentava di farle capire come poteva riuscire a sentire il suo vero valore senza dipendere dall’accettazione di un uomo che, lei diceva, valeva decisamente meno, ma la teneva in pugno.

La cosa divertente fu che dopo averle detto e stradetto che lui non era una bella persona (avevano iniziato a fare anche terapia insieme); dopo averle mostrato prove inconfutabili della propensione del tipo alla cornificazione (lui aveva scritto una lettera a lei, alla psicologa, in cui si confessava profondamente innamorato); lei, la psicologa, uscì con lui e sinceramente non so cosa successe perché ovviamente la mia amica interruppe la terapia (pare che in terapia junghiana il transfert e contro transfert – cioè il/la paziente che si innamora del/la terapista e viceversa – sia normale ma a lei non sembrò tale, e francamente nemmeno a me).

Fatto sta che in tutto ciò questo libro arrivò a me. Io l’ho letto da allora diverse volte. A volte solo alcune parti. L’ultima – quella sulla storia di Barbablù –  in occasione di uno spettacolo teatrale su cui si stava lavorando.

E’ un libro che parla del grande potenziale che esiste in ogni donna. Della profonda saggezza istintuale delle donne. Potere e saggezza sepolte da secoli di cultura e pratiche assolutamente antifemminili.

E’ una lettura che va affrontata quasi come un rito di iniziazione. Un passaggio fondamentale è quello legato agli archetipi contenuti nelle fiabe che normalmente si raccontano ai bambini, o almeno si raccontavano ai bambini della mia generazione: Cappuccetto Rosso, Barbablù, Il brutto anatroccolo, La donna scheletro.

La Pinkola Estés negli anni sessanta ha girato l’America del Nord e del Sud, cercando e ascoltando storie. In particolare quelle storie che tramandate da generazioni e generazioni avevano trasformato la loro essenza primitiva essendo state attraversate dal passaggio delle culture, delle religioni. Ma in posti diversi, da anziane diverse, si accorse che molte di queste storie avevano una radice comune. Una radice antica che riportava al vero insegnamento che la storia racchiudeva e per il quale veniva narrata.

Oggi ho reincontrato questo libro. L’ho riaperto e ho trovato tanti passaggi sottolineati.

Mi piacerà nei prossimi giorni riprenderli e parlarne.

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2 commenti
  1. Ho visto questo libro quest’inverno in libreria (credo ne sia uscita una versione “aggiornata e ampliata”), attirato dal titolo.
    L’avevo catalogato nella mia personale sezione “misteri inspiegabili” (riferito alla mente delle donne, ovviamente).
    Dici che dovrei leggerlo?

    • elinepal ha detto:

      La risposta è SI. Se un uomo è abbastanza illuminato da essere attratto da un titolo del genere avrà sicuramente piacere a leggerlo e ne trarrà degli spunti.
      E poi esistono degli Uomini che corrono con le Donne che corrono coi Lupi. Anche se io personalmente non ne ho ancora incontrati. 🙂

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